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venerdì 20 agosto 2010

fiducia

Guardavo in facebook la foto della mia amica A. e leggevo i commenti dei suoi amici e ho pensato che è la fiducia nella vita che fa la differenza. Andare incontro al futuro, con coraggio, speranza, intelligenza e apertura mentale. Il resto viene da sé.

mercoledì 18 agosto 2010

... conferme...

che poi alla fine è dal bisogno incessante di conferme che si capisce che c'è un gap, una lacuna, uno scompenso. Lasciato da qualche esperienza piú o meno traumatica, ma indelebile, del passato. remotissimo.

ritorno alla normalitá

quando viene la famiglia a visitarti o un amico di sempre o dopo una vacanza intensa, seppure breve, si vivono dei giorni di limbo, di adattamento in cui si lotta, si fa fatica adaccettare il ritorno alla normalitá.
la normalitá. questa parola ricorre nelle righe che scrivo in questi giorni. Cos'altro è la normalitá se non digitare segni significanti su una pagina elettronica afferrando bocconi di ananas da una forchetta? Mentre dalla finestra aperta entra il rumore sporadico di auto e il vociare di gente nella propria casa...
... E Praga si allontana...

piccoli passi

a volte è necessario sentire un vuoto in un modo più forte per iniziare a smuovere le cose. è così, quando la necessitá si fa impellente, che iniziamo a fare cose che in realtá ci richiedono uno sforzo minimo, piú mentale che altro, ma che non facciamo se la vita non ci mette alle strette. Vero?

lunedì 16 agosto 2010

in un grande magazzino una volta al mese, spingere un carrello pieno sotto braccio a te e parlar di surgelati, rincarati....

la mia testa era lì, appoggiata sulla sua spalla, mentre lui guidava la sua fiat-qualchecosa nera fiammante, dopo un giorno in giro per la capitale, diretti al tesco della sua cittá. io stanca, distrutta, semiaddormentata sul sedile accanto al suo
lui lì tranquillo a guidare come se fosse la cosa piú normale del mondo essere in macchina insieme e andare al supermercato
senza niente da dire senza tante parole...

quel senso di normalitá spirava in tutta la macchina che attraversava una cittá di palazzi biancogrigi con un'architettura per me inconsueta
quella normalitá che a volte ci manca
normalitá di sentimenti di cui è inutile parlare
di vite che anche se insieme per 5 giorni vivono quei giorni come fosse l'eternitá
normalitá di un amore silenzioso e discreto
normalitá di un odore noto e speciale, di un gesto normale eppure così speciale

in un grande magazzino una volta al
mese, spingere un carrello pieno
sotto braccio a te
e parlar di surgelati, rincarati
far la coda mentre sento che
ti appoggi a me
...

tu nella vita comandi fino a quando hai stretto in mano il tuo telecomando

normalmente si pensa che se uno non scrive è perché non ha niente da dire.
il discorso fila.
si sa peró io sono la donna dell'incomprensibile, dell'ineffabile di ció che sfugge alle logiche della gente civile, ordinata, organizzata.

ció sta a significare solo una cosa, ossia che non scrivo perchè ho troppe cose da dire e non so quale scegliere. mhmm vedo che non mi credete e un po' fate bene perchè non scrivo non solo perchè non so scegliere quale delle cose che voglio dire, dire per prima ma anche per a conti fatti o pocherrimo tempo. ma proprio pocherrimo.

ad esempio qualche giorno fa volevo farvi ridere con le avventure di scogliera e il decoder del digitale terrestre, in particolare con la conversazione avuta sul ballatoio con l'attempato vicino.
sì del tipo che io dopo 4 mesi senza tv finalmente mi sono decisa a comprare questo TDT ma quando l'ho montato non fungeva. dopo aver fatto gli appropriati controlli con il venditore e aver appurato che fuori da casa mia funzionava, l'imputata è stata l'antenna. comprato il nuovo cavo il decoder non funzionava cmq, allora l'idea brillante è stata andare a bussare ai vicini di casa per sapere se a loro funzionava.
- dlin dlon
-silenzio, poi dopo un po' rumore di mani sullo spioncino
- hola, buenas noches, sono ragazza della porta accanto -che fa tanto proposta indecente, peró no col vicino 60enne un po' scorbutico no-
-altro rumore dietro la porta, che finalmente si apre lasciando il posto alla seguente visione

uomo brizzolato peludo o peloso che dir si voglia in mutande a righe modello ombrellone da spiaggia anni '50 che impugna un minaccioso telecomando [lupus in fabula].
io timidamente dico che ho bussato perchè ho appena comprato il decoder ma non funziona
risposta - chiama un tecnico
io - no ma io veramente... volevo sapere se a voi funzionava, perchè al negozio mi hanno fatto vedere che il decoder funziona e allora ho pensato che era l'antenna
vicino in mutande anzi mutandoni a rigoni verdi arancioni - sì l'antenna funziona te l'assicuro, l'abbiamo fatta collaudare, funziona in tutto il palazzo, si sente fin qui la senti [dice agirando il telecomando]
io - no veramente non la sento... [notasi che io ero lì un po' incredula che non capivo...]
lui - come non la senti, entra che è accesa, ti dico si vede, benissimo
io - presa di sorpresa resto a bocca aperta perchè vorrei dire che chissenefrega di vederlo coi miei occhi, ci credo se me lo dice lui.
lui peró si fa tutto il suo film e decide di dirmi con sorriso arguto - dai ho capito, entra che io resto fuori
io, tra me e me penso - ma cosa pensi, pensi che io penso che vuoi violentarmi bhuahuahuahua

PENSIONATO CON MUTANDONI A RIGHE VIOLENTA GIOVANE VICINA ALTA 20 CM PIÚ DI LUI MINACCIANDOLA CON UN TELECOMANDO

io - no pero no hace falta, yo solo querìa saber... se è l'antenna cosa devo fare perchè me l'aggiustino.
lui - l'antenna funziona. se hai problemi chiedilo a un tecnico [quanto meno non si contraddice], agitando il telecomando e ogni tanto guardandosi le mutande [infondo un po' in imbarazzo deve essersi sentito anche lui].
io - vabbè dai se non è l'antenna ci riprovo, grazie
scogliera rientra in casa incredula. alla fine ce la mette tutta e riesce a botta di tentavi e regolazioni di volume e colore a visualizzare le immagini e a vedere programmi, hip hip urrá
ma...
ride bene chi ride ultimo...
da ieri la tv non trasmette piú video ma solo audio, sì solo audio per la precisione la radiooooooo

domenica 15 agosto 2010

brezza

stamattina sembrava una domenica in settembre... la brezza era un po' fredda per agosto, e le finestre spalancate infreddolivano Scogliera e la sua casa. l'unico raggio di sole peró che entrava dalla finestra era caldo.
ora la brezza non c'è piú o è molto leggera, riesce a malapena a sollevare di un paio di centrimenti la tenda con la velocitá della risacca di un mare completamente calmo.

un weekend in casa, con il corpo debole e la mente occupata a ricordare, sognare, arzigogolare e a fare vani tentativi di prevedere il futuro, da qui alla fine dell'anno.

mercoledì 28 luglio 2010

lasaña vegetal

in una vita passata, o anche in più di una scogliera era una cuoca...

a scogliera, se non lo sapete, piace mangiare, e qual è il modo migliore per mangiare bene se non cucinare ció che piú ci va.
scogliera è anche dotata di fervida immaginazione, piú o meno in tutti i campi della sua vita e cerca giorno dopo giorno di sfuggire alla routine del suo lavoro così uguale a sè stesso giorno dopo giorno, ora dopo ora, minuto dopo minuto. per farlo sconvolge un micropezzetto della sua vita tutti giorni, in qualsiasi modo, scendendo dalla metro una fermata prima, camminando per vicoli di una periferia che non piace a nessuno scoprendo piccole botteghe, aggiungendo gli ingredienti piú strani ai suoi caffè e, dulcis in fundo, cucinando.
sì perchè cucinare è una di quelle cose che le libera la mente e il cuore e che ad ogni sessione puó essere diversa dalla precedente.

martedì 20 luglio 2010

domenica 18 luglio 2010

un amico mio

l'anno scorso non ricordo bene quando ci fu il no berlusconi day.
un mio amico d'irlanda che ora vive da qualche altra parte in europa ci andò. io su fb gli chiesi come era andata e lui mi disse di leggermi il racconto sul blog di un suo amico
l'ho fatto. il primo commento al post era del mio amico e rimandava a un blog. il blog del mio amico. che io non sapevo che avesse. ma sapevo che al mio amico piace scrivere. e leggere. avevo letto le sue lettere alla rubrica di severgnini e conoscevo i suoi pun arguti.

quando comincai a leggere il blog era scritto così bene e così intelligente e faceva trasparire tutta la natura e l'intelligenza del mio amico, quella parte di lui che mi affascinava. così anche se mi sentivo un po' come un depravato voyeur ho scartabellato tra un post e l'altro, leggendo di qua e di lá, il suo viaggio in transiberiana, i suoi commenti sull'irlanda e quant'altro. lasciai anche un messaggio anonimo dicendo che scriveva benissimo. poi mi sono sentita in colpa, ho pensato che se avesse voluto che io legessi i suoi pensieri mi avrebbe dato l'indirizzo del suo blog. ho pensato che io mi sarei sentita tradita da un'amico che legge il mio blog segreto senza dirmelo e cancellai l'abbonamento ai feed del suo blog.
oggi per qualche strano motivo sono andata a ripescare quel blog...

se non fosse che non voglio essere trovata vi darei il link, perchè davvero vale la pena di leggerlo.