domenica 20 novembre 2011
una cosa che volevo dire da un po' di tempo
Cionondimeno questo è uno dei post che ho scritto che mi piace di più perché davvero mi descrive, parla di me e dei miei ricordi più lontani, di una me che non c'è più, per quanto faccia strano dirlo o pensarlo.
lunedì 31 ottobre 2011
Dubliners
Sarebbe più corretto che io pensassi a me stessa come ad una donna che vive a Dublino, che lavora per lo più in casa, che non parla con nessuno del vicinato, che non ha amici nella città in cui vive, che non fa quasi niente, non va in piscina, non va al cinema, che guarda le serie in TV (la TV?!!?!?), che non va quasi mai a mangiare fuori, ma se può cerca posti dove facciano l'Irish Stew, che evita ristoranti italiani e spagnoli come la peste, che non ha amici vicini ma solo lontani, che legge il blog di Hanz (un italiano che per sua fortuna vive a Barcellona), che non ama specialmente nessuna parola locale, che cerca spagnoli e catalani con cui parlare la sua lingua preferita.
Se penso a me stessa penso a una donna di 36 anni in grado di cambiare la sua vita e di prendere le sfide che la vita le offre. Se penso a me stessa penso a una donna che ce la sta mettendo tutta per dimostrare a se stessa che l'opinione che qualcuno aveva di lei non era corretta. Se penso a me stessa, penso alla quantità di persone che mi vuole bene o che credo mi voglia bene. Se penso a me stessa...
domenica 4 luglio 2010
un coacervo di pensieri intersecantisi
io ne ho una nuova, di essere odiata
non so se è una vera paura, di quelle che mi porterò dietro, o solo una paura contingente. direi piú la seconda
a un certo punto della tua vita diventi il bersaglio dell'odio di qualcuno che hai amato... e ti chiedi il perché... sai che non ha molto senso chiederselo, che l'odio è un po' come l'amore, nasce y ya está
forse le tue domande sono un po' frutto del senso di colpa, perchè quando quella persona ti ha escluso dalla sua vita, in qualche modo tu ti sei sentita liberata
hai la testa piena di pensieri, di tutti i tipi, non solo su di lei e il suo odio... hai pensieri sull'amicizia in generale, su come nasce, su come si rafforza, hai pensieri sulle relazioni d'amore nella tua vita e su quello cerchi. di striscio ti sei anche chiesta quali dovrebbero essere le tue prioritá.
quest'anno a metá anno mi accorgo che alcune delle cose che volevo raggiungere le ho giá raggiunte. ho avuto coscienza di me stessa, ho fatto degli sforzi e ho ottenuto il risultato. mi sembra di essere cambiata molto, da questo punto di vista.
è vero sì che le persone a cui vuoi bene lo sanno, e che tu sai che ti vogliono bene e che dirselo è un di piú quasi sempre. quasi.
sembra che uno parli di paure e si senta o venga subito visto come debole. ma c'è una differenza. le paure relative a cose che abbiamo giá affrontato una volta, ci fanno paura lo stesso, ma le affrontiamo con piú tranquillitá perchè sappiamo che ce l'abbiamo fatta giá una volta. è un po' come con l'amore. se giá siamo stati innamorati una volta, quando il sentimento si avvicina, nostro malgrado, inatteso, lo riconosciamo comunque. e ci domandiamo 'ma non sará mica che per caso mi sto innamorando?'. ma affrontiamo la cosa con piú serenitá rispetto alla prima volta. almeno credo.
il penultimo libro di camilleri che ho letto mi ha lasciato un'impressione forte, perchè c'è montalbano che nel corso di un'indagine conosce un tenente donna della capitaneria di porto, una 33enne belissima e prova un'attrazione fortissima. non solo fisica. prova emozioni dimenticate. balbetta, non riesce a pensare ad altro. poi scopre che anche lei prova lo stesso. dopo essersi visti una volta sola, o due. lei gli confessa le sue emozioni e lui sente la paura di lei di fronte a quelle emozioni che significherebbero un cambiamento di vita. un fidarsi cieco. un darsi anima e corpo. lui, nel momento in cui avverte la stessa paura, comprende il fuggire di lei. quando lui si decide a lasciarsi andare al tumulto dei sentimenti...
mi ha scosso.
molte volte negli ultimi 5 anni ho pensato alla paura di amare. in questi 5 anni ho avuto piú volte voglia in momenti diversi di un compagno. ma l'ultima volta che ho avuto un'occasione non mi sono lasciata andare. non è una cosa facilmente spiegabile. ma a volte una cosa ti sembra così buona che ti spaventa. nel mio caso non ero innamorata, perchè era qualcuno che conoscevo appena, ma era qualcuno che corrispondeva ai miei 'canoni', a quei canoni voglio dire che ho avuto per gran parte della mia vita, perchè ora a dire il vero non ne ho piú. non so se i pregiudizi li ho abbattuti io o si sono abbattuti da soli. è difficile dire perchè uno non si lascia andare. nella fattispecie non credo che la persona in questione meritasse il mio lasciarmi andare, ma credo che se io non fossi stata ingessata le cose sarebbero state un po' diverse. non tanto, solo un po'.
xxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
nota a piè di pagina - coacervo, parola cara alla mia prof d'inglese dell'universitá
xxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
poi passa, quel groviglio si scioglie, un giorno così, su uno scoglio al bordo di un mare azzurro blu verde, quando soffia il vento, tu hai un libro per le mani e qualcuno che ti vuole bene da sempre è lì affianco con un altro libro tra le mani. e vi godete il sole. e il fatto di essere insieme, cosa che avviene di rado.
poi passa. vedi gente felice e contenta intorno a te. respiri l'aria di vacanza. respriri l'amore. vedi il tempo che passa tra i solchi nel viso di chi ti sta di fronte. vedi partite che non vedi più. vivi. y ya está.
xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
nota a piè di pagina - o forse era la mia prof di italiano delle medie
xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
domenica 27 giugno 2010
domeniche
quando ero bambina le domeniche pomeriggio erano pomeriggi in famiglia. con mia madre e mia sorella, e mia nonna a guardare la tv o a leggere un giallo nello studio. erano film di disney in tv la sera, compiti a casa non fatti il sabato, chiacchiere tra noi. invece la domenica mattina era sociale, specialmente per via della messa, con il coro, gli amici, la gente. e cucinare. mia madre faceva i calzoni fritti o la sogliola indorata e fritta che si annoverava tra i miei cibi preferiti.
da quando vivo sola la domenica sera mi piace stare a casa. mi piace cucinare, pensare a me stessa, raccogliere i pensieri, proprio come quando ero bambina e lo facevo con mia sorella e mia madre.
stasera ad esempio, sono tornata a casa dopo una lunga passeggiata sul lungomare con un'amica e la prima cosa che ho fatto rientrata in casa-vabbè la seconda- è stato andare a spacchettare le verdure nel frigo, tagliarle a tocchetti e infilarle nel forno, a mò di ciamfotta. non che ne avessi veramente bisogno, infatti la cena pronta ce l'avevo giá e anche il pranzo per domani. ho giá cenato e le verdure sono lì ancora nel forno. zucchine melanzane e un peperone che odorano di menta e cipolla. la casa profuma di famiglia
mercoledì 18 novembre 2009
lo strano effetto che fa la mia faccia nei vostri occhi...
Quando ti ritrovi di fronte a una persona dopo quasi 10 anni, le rughe sul suo volto le vedi di più. E l'effetto che sortiscono è forte. Quasi come una valanga o un temporale di quelli che durano tutta la notte con lampi e tuoni e tu vai nel letto di mamma per farti proteggere. Noti i capelli bianchi, che quando lui aveva 50 y pico anni non aveva… Noti che gli occhi sembrano più piccoli e più chiari, e la pelle abbronzata pare incartapecorita. Lo sguardo è spento ma sempre caparbio.
venerdì 6 febbraio 2009
pensierando
Non sempre le onde che rifluiscono sul bagnasciuga sono milioni di rose. A volte sono più incubi riusciti. Carcasse di animali morti maleodoranti. Calaveras di amori e amici.
I pensieri giungono alla mente così, per caso, come in una mattinata di sole in cui si passeggia sul lungomare si incontrano per caso conoscenti che non si vede da tempo, compagni di scuola dotati di nuova prole, o il cugino del vicino dell'amico del tuo compagno di banco.
I pensieri sono proprio così. Sono ricordi dimenticati, sepolti, che si riaffacciano alla memoria.
A volte riaffiorano da soli senza che nient'altro li abbia innescati.
Altre volte tu sei lì a scegliere canzoni da copiare sul tuo lettore mp3, aprendo cartelle e sottocartelle della tua unità esterna quando ti imbatti in file di word dai nomi strani e ritrovi vecchie conversazioni su messenger. Conversazioni di più di 4 anni fa.
Tu sai che la persona che scriveva eri tu, ma la conversazione disegna una vita diversa da quella che vivi ora. Una routine diversa, un lavoro diverso, un fidanzato diverso, interessi diversi, problemi diversi. Ma la stessa identica ironia che hai ora. Lo stesso identico modo libero di vedere la vita che hai ora. Durante tutto il tempo della lettura ti immergi in una te stessa del passato, nella tua vita del passato, e te ne senti attratta. Poi la conversazione termina e ti accorgi che è mezzanotte. Spegni la luce perché è ora di dormire. Il tuo cervello e il tuo cuore metabolizzano. Nei giorni che seguono la tristezza ti permea.
È un caso che quella stessa mattina tu abbia per caso pensato a un verso di una canzone che cantavate insieme e che quel verso ti sia sembrato profondamente diverso da come ti sembrava prima. E che allora ti sia andata a rileggere il testo cantando il motivo nella tua mente. La vita come qualcosa che va e viene. Apparenemtnete diversa ma sempre uguale. In cui siamo tutti dominati dal libero arbitrio e inevitabilmente soli. Nonostante tutto il conoscersi, nonostante tutto l'amarsi. Nell'impossibilità di dimenticare. Nell'impossibilita tuttavia di fermarsi, in un vita in cui l'amarsi e il perdersi si succedono incessantemente. Così incessante che vedendo una stella cadere, si è a tal punto sfiniti che non si sa più cosa desiderare.
E sper iche si vero, che quello che hai provato torni a manifestarsi, sotto un altro cielo, con un nuovo volto.
Ci sono giorni in cui la domanda che ti poni da mesi ormai, quella che ti rode, quel chiederti ripetutamente se dipende da te la tua condizione di single inossidabile, trova una risposta apparente nel rigo di una conversazione in chat svoltasi quasi 5 anni prima. "Lei è diversa da te, lei è intrigante".
E tu che racconti all'amica di Irlanda, quella matura e provata dalla vita, dei tuoi pensieri e le chiedi cosa pensi, e lei che ti dice: "io penso solo che sia venuto il momento di voltare pagina".
domenica 21 dicembre 2008
figlia di famiglia
mi sorprende il modo in cui, dopo un volo di un'ora e tre quarti e un'oretta di treno, l'aria di mare di una piazza il cui limite sono gli alberi di barche con vele ammainate nel molo mi restituisca la me stessa di sempre.
senza lotta alcuna, una porta chiusa di un ripostiglio dentro il mio corpo si apre e lo sgabuzzino di sentimenti ed emozioni si trasforma in un salone a cielo aperto di amore, cura degli altri, abitudini passate non più esistenti ma amate e conservate con cura che ritornano come il ciclico tic tac dell'orologio, implacabili e ben accolte.
mi sorprende il modo in cui una donna autoconsapevole si riappropria del suo essere di ragazza nonostante o grazie all'esperienza che rende il suo passo più sicuro, i suoi ricordi più forti, i suoi sentimenti espressi a voce più alta, il suo punto di vista più alto, il suo sguardo più curioso, il suo giudizio più benevolo.
mi sorprendo e gioisco della vita.
domenica 27 luglio 2008
nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma
soprattutto le relazioni
Oggi pomeriggio nella calura estiva non riuscivo a muovermi, a stare in piedi, a uscire, a stare al pc. Il mio corpo lentamente si è abbandonato sul mio letto misura 150 con la finestra di fronte aperta e tutte le porte della casa aperta. Mi sono addormentata nella brezza. La luce calda entrava dalla finestra.
mi sono svegliata per rumori provenienti da una finestra che dà sul patio interior.
Una sensazione antica, già provata, di città sul mare. Di spensieratezza da studentessa. Di certezza dell'amore del mio compagno d'allora. Un'istante. Di tempo illimitato ed eterno. Di motorino in costiera. Di gelato nella villa comunale.
Un'istante in cui passato e presente si sono confusi.
E un risveglio senza rimpianti. Una vita diversa.
Persone che ci sono ma in modi diversi.
O persone che non ci sono più ma sono nel nostro cuore. Come mia nonna, le sere d'estate fuori al balcone. Biscotto di grano col succo di pomodoro. Frittelle di sciurilli e bocconcini. A volte la tv a volume da sordo. Odore di basilico.
e l'odore forte di mia nonna
e ci sono relazioni a distanza
soprattutto relazioni a distanza
le mie 4 migliori amiche vivono due in Irlanda, una a Napoli e l'altra a Roma
l'amica più stretta che ho qui la conoscevo già prima di venire qui, ma avevamo un rapporto diverso. Saltuario. Di simpatia, ma non stretto.
E ora è diverso. Ieri senza motivo mi ha regalato un libro.
un libro di candele
mercoledì 21 maggio 2008
Invio sms all'uomo delle scomparse repentine e (apparentemente) definitive riuscito
mercoledì 20 febbraio 2008
Mischiafrancesco*
... a barceloneta...
Il vento...
la notte
poca gente
senso di periferia
l'odore del mare come uno schiaffo
La voglia di nuotare. Dell'acqua gelida che avvolge il mio corpo.
Mentre scrivo ho cominciato a cercare in youtube "Pasolini", spinta dalla canzone di cui sopra, che come saprete è proprio dedicata a lui.
Qualche settimana fa, in un festival che hanno fatto qui, ho visto Pasolini prossimo nostro (vedi video) di Giuseppe Bertolucci. Mi ha molto colpito.
Non so molto di Pasolini, a parte aver letto la sua tesi di laurea e un paio di poesie e aver visto un paio di film (non quelli famosi). Conosco la sua storia per sommi capi...
Mi ha colpito il fatto che quello che diceva 30 anni fa Pasolini sia ancora adesso "rivoluzionario".
Essenzialmente questo.
In youtube c'è anche la scena di caro diario in cui Moretti "parla" di lui.
No, non lo dico per fare l'intellettuale, che tanto si vede subito che non lo sono.
Era solo un pensiero. Forte come quello del mare.
Nuotare, sebbene non a mare, mi ha fatto bene. I miei muscoli dolgono. La mia mente si è svuotata, e i pensieri ansiosi hanno lasciato il posto a un altro genere di pensieri: poesia, musica, film.
A Valencia, nella università, c'era una spiegazione di come la città di Valencia si fosse opposta a Franco. E tra l'altro c'era una poesia di Antonio Machado dedicata alla morte di Garcia Lorca
Machado l'ho letto la prima volta da bambina, curiosando fra i libri di mia madre... Edizione spagnola con testo italiano a fronte. Abbastanza per capire...
La poesia era il mio amore da bambina... Il mio poeta preferito Carducci (orrore!) e Arnaldo Fusinato... (chi è costui? quello de L'ultima ora di Venezia). Doppio orrore!
E intanto ascolto Fabrizio de Andrè...
Che conosco poco tambien...
*Impossibile trovare l'etimo della parola Mischiafrancesco in google... eppure sono sicura di aver letto qualcosa in proposito anni orsono... Una strana parola, nevvero?
23.22... mi sono imposta di andare a letto a un orario decente... 23.33
23.40... peccato che poesia, musica e film mi facciano pensare a lui... alle sue parole di ieri e a quelle dette in questi anni. A quando leggevamo l'ode al carciofo di Neruda, a quando ci chiedevamo come mai la moglie di De Gregori non si incazzasse del fatto che il marito aveva dedicato una canzone d'amore a Caterina Bueno e... a molto altro... a quello che vorrei ora... con lui... a ciò che non si può cancellare, a quello che non tornerà mai più...
mercoledì 13 febbraio 2008
25 anni fa
... Poi, poco fa ho letto il post di Viola e ho pensato "mio nonno non era marinaio", mio nonno coltivava i pomodori sul terrazzo, e mi faceva sentire i dischi con il canto degli uccellini, e mi leggeva le schede degli animali.
Sì perché in fondo io ero troppo piccola per capire che mio nonno era in pensione, e per capire che lavoro avesse fatto prima.
[segue]
sabato 27 ottobre 2007
I post dovrebbero avere un titolo
L'aria tersa è fredda, frizzante.
Sotto la pelle sento già Natale avvicinarsi. Lo sento.
L'anno scorso il natale non lo sentivo. Lo subdoravo dalle vetrine dei negozi, ma non lo sentivo, e comprai le lucine di natale da mettere nella mia stanza, per colorare l'ambiente e farmi sentire a casa. E fu una mossa geniale. Le adoravo. Le ho tenute finché non mi trasferii. E ora son qui, nel ripostiglio. Tra un po' andrò a ripescarle...
Ho consegnato il lavoro. Ne ho un altro per lunedì/martedì.
Cmq questo post era per parlare un po' di me negli ultimi giorni.
Mi sento come se avessi fatto passi da gigante.
1) sono di nuovo nella fase da voglia di socialità
2) giovedì ho passato tutto il giorno con Ansiolina venuta in visita. Abbiamo parlato a raffica, come sempre. Un altro viaggio nel tempo.
E veniamo al punto principale, al tempo. E per parlare del tempo che ho cominciato questo post. Non il tempo atmosferico, ma il tempo cronologico, gli anni.
Come vi ho già detto in un post qualche giorno fa, la mia vita in questi giorni mi sta scorrendo davanti. Persone e luoghi. Dettagli accantonati in un angolo della mia mente, assieme a vecchi sogni impolverati come le fotografie nell'armadio.
Non è facile mettere i miei pensieri in un discorso coerente.
Si tratta come di piccole epifanie accumulatesi giorno dopo giorno.
Non so se si possano chiamare verità, perché, come tutto in me, si tratta di cose mutevoli.
Un volta, quando qualcosa della mia vita finiva, in maniera abbastanza inconsapevole, la etichettavo come "negativa". Voglio dire, in alcuni casi sapevo trarre vantaggio dalle conseguenze di quella cosa conclusa, ad esempio nel lavoro, ma nel caso dei rapporti umani, se per qualche motivo perdevo il contatto con qualcuno automaticamente pensavo che quel rapporto non era stato sincero, o che quella persona era negativa o troppo diversa da me.
Tutto questo fino a quando ho lasciato il mio ex dopo 8 anni.
In quel caso mettere una croce nera su quel rapporto sarebbe significato negare me stessa, la mia vita. E il dramma di sentirmi divisa l'ho vissuto tutto in quei mesi.
Poi sono emigrata.
Mi sono affezionata a nuove persone, emigranti anch'esse. E i miei affetti hanno tutti avuto un che di temporaneo, per tutto il tempo lì. La gente veniva e se ne andava. Questo dava alla mia vita un certa dose di instabilità. Per tutto il tempo però ho creduto che quei rapporti fossero speciali. E ho avuto molto a cuore il problema di mantenere i contatti. Molti li mantengo anche ora che me ne sono andata io. Ma ci sono persone importanti di quei mesi, una in particolare, di cui non so più nulla.
Una volta il fatto che queste persone non si facciano vive mi avrebbe fatto dubitare della sincerità de loro affetto per me.
Ora so che ci sono epoche nella vita. Cose belle, che mi porto dentro. E gli altri se le portano dentro come me.
Nelle ultme settimane, ho dei momenti in cui mi manca profondamente il modo in cui mi sentivo qualche anno fa quando pensavo al mio ragazzo. Era un pezzo di me. È un pezzo di me.
Un paio di giorni fa, entrando nella casa vuota, ho sentito l'odore del passato l'odore della famiglia, di mia madre, mia sorella mia nonna. Il tepore del prendersi cura le une delle altre. Ho sentito la gioia di avere una famiglia.
Inevitabilmente in momenti come quello e in molti altri mi chiedo perché non ho voluto una famiglia con il mio ex. A volte penso che sto davvero perdendo qualcosa. Poi però ci sono momenti in cui mi sento viva e felice. E mi chiedo se lo fossi quando stavo con lui.
E il fatto è che lo ero ma in un modo diverso.
Intanto ho amici sparsi vunque. A volte mi chiedo, se ad esempio vivessi a Helsinki, sarei amica di Bionda come lo ero in Irlanda? uscirei con lei, farei cose con lei? E se vivessi a Roma, frequenterei Amica di Spagna? E se vivessi a Barcellona, a Cordoba, a Belfast, a Rimini?
Intanto so che nella mia vita ci sono rapporti importanti. E che ce ne saranno altri. E questo è già tanto.
A volte ci si sente bene, senza capirne il perché. E più si cerca di spiegarlo, più pare di girare attorno a qualcosa che non si può afferrare in nessun modo.
Solo piccole epifanie della mia anima.
domenica 14 ottobre 2007
Ricordi
Da quando sono tornata dalla Spagna la mia vita è un eterno fermo immagine. Non sono triste ma non sono allegra. Sto diventando la Scogliera pre-Irlanda? La cosa mi spaventa.
Inoltre ogni 10 minuti mi sovviene un ricordo importante. La maggior parte sono relativi a persone, luoghi e fatti dell'Irlanda, altri a periodi diversi, all'uomo col cellulare addirittura ricordi dell'università o dell'adolescenza. Cose a cui penso di rado.
Gioie ne provo, immense, ma per cose che non mi riguardano direttamente, ma che hanno a che fare con persone che amo o che ho amato. Come quando oggi ho visto MC col pancione...
Gioie ne provo ripensando all'uomo col cellulare e a quando eravamo felici, o pensando al ragazzo e agli amici "irlandesi". Beh sull'Irlanda, c'è anche un po' di tristezza, un po' di nostalgia per quei piccoli eventi quotidiani che mi davano gioia, tipo vedere ragazzo e amichetta di Spagna al bus tutte le mattine... o vedere l'alba mentre attraversavo il ponte sul fiume per andare al lavoro. Cose piccole, cose belle. Occhi sorridenti.
I miei amici irlandesi ultimamente sono tutti occupati con le loro vite e i contatti si sono fatti più sporadici da quando sono tornata dalla Spagna. La cosa un po' mi rattrista.
Credo di avere paura del futuro. Credo che il momento di stasi derivi dalla paura. Come sempre prima di una decisione che mi cambia la vita...
Oggi non ho resistito e ho scritto una mail a un sito di oroscopi per avere un'opinione su questo momento della mia vita. Ovviamente non risponderanno, ma se lo facessero in fin dei conti non è che qualcosa nella mia vita cambierebbe.
In questi giorni la cosa che mi piace di più è dormire.
Non so perché ma in questi giorni ho così tanta voglia di innamorarmi... è anche per questo che ho nostalgia dell'isola incantata, perché lì avevo questa cotta immensa, strana, che se da un lato era frustrante dall'altro mi dava voglia di vivere. Non che ora non abbia voglia di vivere, solo che non so bene verso dove incanalare le mie energie.
venerdì 12 ottobre 2007
Monologo travestito da dialogo - parte prima
Alcuni hanno vite normali, o monotone, altri avventurose, viaggiano un sacco o sono oltremodo curiosi. Alcuni hanno lavori normali. Altri fanno lavori fighi. Altri ancora sono disoccupati. O precari, come si autodefiniscono con rancore verso la società.
E io? Io pure ho un blog, no?
Io cosa sono? Chi sono? Di cosa scrivo?
Di me, essenzialmente.
Di me... E io chi sono?
[voce maschile fuori campo. di uomo sulla 50ina, cento napoletano, uomo vecchia maniera per la precisione mi immagino Luigi De Filippo] Ehi, un attimo un attimo gente! Attenzione! un poco di attenzione per favore [Clap! Clap!], qui si sta verificando qualcosa a cui dobbiamo assistere. Qualcosa di importante. Un evento.
[Voce femminile fuori campo. Ragazza giovane. Compita. Accento milanese o comunque settentrionale] Cosa? Cosa succede?
[voce maschile] Scogliera! Scogliera sta per dire una cosa veramente importante! Dobbiamo ascoltare!
[Voce femminile] E cosa? cosa sta dicendo?
[brusio - la voce maschile e quel femminile confabulano]
[Seguono alcuni secondi di silenzio, la luce sul palcoscenico s spegne, parte una musica prima soave, per pochi secondi, poi il tipo di musica di quando si sta per presentare qualcuno in uno spettacolo]
[Voce femminile] Signore e Signori! Questa sera siamo lieti si ospitare a "Tra me e le mie parole" un ospite di eccezione che si esibirà in una performanca dal valore epocale. Signori e Signori, questa sera qui sul nostro palcoscenico un'intervista speciale. Intervista di Scogliera a se stessa!
[Silenzio]
[Voce maschile] Scoglieraaaa, oh, Scoglieraaa, che stavi dicendo? Ricomincia, ti ascoltiamo, il pubblico ti ascolta.
Scogliera intervistatore: Chi sei?
Scogliera intervistata: Scogliera piacere
Scogliera intervistatore: Sì, bene, ma chi è in realtà Scogliera?
Scogliera intervistata: Una donna, sono una donna.
Ho 31 anni. Quasi 32. A breve, sì. Sono alta, bruna.
Sai cosa, è che il tizio prima, mi ha interrotto. Io stavo pensando. E il signore anziano con la faccia di quello del "cavalluccio rosso" di Così parlò bellavista mi ha interrotto. Dicevo, che ognuno nel suo blog si presenta per quello che è. O per quello che vuole essere. Per quello che vorrebbe essere davanti a sé stesso e agli altri ma non ha il coraggio di essere. Insomma a seconda delle persone il blog è una specie di casetta sull'albero, come quelle in cui i fortunati bambni de film americani si rifugiano per avere il loro spazio, le casette in cui coltivano hobby particolari o in cui progettano il loro futuro o in cui nascono, da pensieri ed episodi particolari, le loro ambizioni. Il blog è un po' così. Io perché ho cominciato a scrivere il blog l'ho già detto in uno dei miei primi post.
Scogliera intervistatore: Ma ora non è questo il punto importante. Il punto importante è "chi è Scogliera?" Alle soglie de suoi trenta due anni, chi Scogliera e cosa vuole? Io ti vedo brancolare nel buio. Un giorno vuoi tornare col tuo ex ragazzo, quello che hai lasciato due anni fa perché eri infelice....(perché eri infelice?)... o perché avevi paura di una vita normale... di una cosa con lui... di figli... di giornate tutte uguali... beh non è importante... dicevo... io, Scogliera, ad onor del vero, ti vedo titubante... Se non ti conoscessi, direi che non sai dove andare, che non sai quello che vuoi, mi sembri quasi inaffidabile....
Scogliera intervistata: Hey ti ci metti anche tu? Sono stanca di sentirmelo dire. Lo dice il mi ex, sì quello che ho lasciato due anni fa e qualche giorni fa lo ho detto l'hermanita... sì i ha detto che io non so scegliere circa la mia vita perché sono immatura. Immatura? Io?
Sono molto più matura di come ero due anni fa, e mi accetto come sono con i miei dubbi e le mie consapevolezze. Con le mi presunzioni le mie insicurezze, con i miei errori, i miei ricordi belli e brutti, con i miei insuccessi, con la mia insoddisfazione. E posso accettare le tue crtiche. E quelle dell'uomo col cellulare, e quelle dell'hermanita tambien.
Ma la verità è che ora sono stanca. Mi fanno male le gambe e sono stanca di digitare.... Intervistatore, ti dispiace se continuiamo domani? Avrei tante cose da dirti, da dire a te e a me stessa... ma ora son stanca. Ho solo voglia della mia tisana arancia e cocco, la mia tisana della Clipper... di addormentarmi.. e immergermi nel mondo dei sogni....
Scogliera intervistatore
Scogliera intervistata
giovedì 11 ottobre 2007
Pensieri
- Oggi è il compleanno di un mio amico "irlandese".
- Oggi non ho quasi lavorato, non ho voglia
- Oggi ho mandato un po' di curriculum a Bcn, non tanti in realtà...
- Oggi ho parlato col fan di dragonball, che mi ha detto che anche lui cerca lavoro a Bcn... sarà vero?
- Oggi spinta dall'ultimo post di Velenero sono andata a prendere il mo album di foto dell'infanzia preferito e ho ho guardato le fotine, non ce ne sono tante e sono quasi tutte degli anni settanta, ma dio mio che sorriso che avevo.
- Sull'onda dell'entusiasmo foto, ne ho guardate anche altre. Una tra tutte, io felice a una mia festa di compleanno a casa che schiocco un bacio sulla guancia all'uomo col cellulare nuovo, che all'epoca il cellulare non sapeva nemmeno cosa fosse. Mi ha preso tanta gioia, unita alla consapevolezza che tutto quello non tornerà più.
- È ora di pranzo e ho fame, ma mi madre è andata prendersi il caffè con l'amica... mi tocca aspettare.
- Mi sento stanca col cuore sbattuto da un'emozione estrema all'altra e un profondo senso di noia e abitudine. "Inquieta".
Ho appena guardato la mia e-mail, e mi è appena arrivata una risposta da una società di Barcellona :-) Mi fanno un sacco di domande.
Ciao ciao, genteeeee! :-) (ecco qua, un'altra emozione estrema a rompere la noia, che tornerà come un'onda del mare fra 2 secondi!)
martedì 2 ottobre 2007
Varie ed eventuali
Poco fa pensavo che questo strano umore potrebbe provenire dalla mia percezione fisica di questi giorni che l'estate è finita e l'inverno si appropinqua. Le giornate sono più brevi e la gente lavora come le formichine, tutto il giorno, poi alla fine dell'orario di ufficio inonda strade e mezzi di trasporto, bar e negozi per il meritato riposo.
Quest'estate sono stata così contenta di vivere l'estate mediterranea che pensavo sarebbe durata per sempre. E devo dire la verità, qui durante le ore diurne il sole è davvero caldo, solo al tramonto si sente il fresco. E invece no "l'estate sta finendo"...
****************
Ieri dopo tanto tempo sono andata a Napoli. Erano almeno due anni che non ci andavo. E sono almeno 5 anni che ho smesso di lavorare lì...
Mi è sembrata più pulita, hanno ridipinto molti palazzi, ma Piazza Garibaldi e Piazza Borsa sono ancora cantieri.
L'aria tuttavia è pesante. All'altezza del mio naso (almeno 165 cm da terra) si annusava lo smog, come fosse veleno, anche quando non si è in prossimità di strade trafficate.
Via Benedetto Croce è ancora il mio posto preferito, e nei vicoli in prossimità dell'università c'è ancora un altro mondo, fatto di pizze e parigine* e negozi orientali supereconomici. Piazza San Domenico si animerà fra un mese suppergiu, con tutte le bancarelle degli artigiani no global, assieme al prossimo vicolo di santa Chiara. E la vita si ripete.
A Palazzo Corigliano gli addetti alle pulizie spazzavano lo scalone che ho percorso di corsa migliaia di volte, con l'ansia dovuta al dover affrontare qualcosa che sembra difficile ma a cui si tiene tanto. Con la soggezione dovuta alle ampie sale, alla storia che filtrava ad ogni angolo, ad i libri polverosi e usurati che giacciono negli scaffali. Con la consapevolezza che il suolo su cui sorgeva il palazzo era secoli fa calpestato da uomini che parlavano un'altra lingua e la cui cultura è stata la base della nostra attuale.
Ho preso lo stesso autobus che prendevo quando lavoravo lì. Alla stessa ora. E la cosa incredibile è che dopo 5 anni alcune delle facce erano le stesse.
Io ho cambiato lavoro tre volte da allora, ma quelle persone trascorrono ancora otto ore della loro vita in un'altra città. E percorrono un congruo numero di chilometri ogni giorno, e quando tornano nelle loro case è già buio.
Pare che questa sia la vita. E pare che io sia l'unica che non lo accetti. Scogliera la ribelle. Scogliera, che negli ultimi 7 anni ha vissuto in 4 diverse città. Ha cambiato lavoro... vediamo... 5 volte... beh sempre lo stesso tipo di lavoro... Scogliera a cui mancano i suoi amici che vivono sull'Atlantico o quelli che vivono dall'altra parte del Mediterraneo. Scogliera che sente una forte nostalgia dell'uomo che vive sull'adriatico... Scogliera, quella lì, il "bicho raro"... che vive tutto con pathos, come diceva la mia catechista quando ero ragazzina...
Parlavo di Napoli. Sono stata per la prima volta al Vomero. Sì, da non credere, dopo tutto il tempo speso a Napoli, per sette anni suppergiu, in realtà non ero mai stata al Vomero. Non sono mai nemmeno stata a Posillipo a ben pensarci. Beh la vita del pendolare... quella di cui parla Grechi ne Il mio cappotto. Il Vomero mi ha ricordato Madrid. Ma un po' più fighetta. La gente era tutta tirata a lucido, uomini incravattati e donne superfirmate dalla testa ai piedi. Perfino la FNAC è più "pereta" di quella delle altre città.
* La "Parigina" è una specialità gastronomica che ho buone ragioni di credere esista solo a Napoli. Nella mia città non esiste e se esistesse avrebbe probabilmente un nome diverso, qualcosa come Focaccia prosciutto e pomodoro. Ma una parigina è molto più di una focaccia, soprattutto perché il coperchio della focaccia è in realtà fatto di pasta sfoglia e non della pasta della pizza. Quando a 18 anni ho cominciato a frequentare Napoli, la parigina è stata la mia prima passione. Beh anche la montanara e il panino napoletano non sono male, ma per quelli mi servirebbe un altro post. :-)
sabato 29 settembre 2007
Tic-Tic-tic-tic, tic, tic, tic-tic-tic, tic, tac.
Mia sorella giace distesa sul divano dello studio, sua novella camera da letto, e mia madre giace sul divano letto della sua camera, tra le mani un libro che cattura totalmente la sua attenzione. E io qui, tic-tic-tic-tic, veloce veloce, e poi piano, tic, tic, tic, tac. E i pensieri. La voce di A. a telefono, dopo tanto tempo, lei che mi racconta della sua storia finita, di come sta, di come le faccia male vederlo, io che parlo di P. che ha un'altra donna, delle domande che mi faccio, delle idee sul mio futuro. Lei che dice "A [nomedellacittàdiScogliera] non ti vedo proprio, [nomedellacittàdiScogliera] non è il posto per te". Il posto fa davvero differenza? È la gente che fa la differenza. E qui la gente è quella per me? Gente che vive per trovare un lavoro fisso e quando lo trova vive per sposarsi e quando si sposa vive per avere un figlio. E quando ha fatto tutti i figli che voleva, vive la vita sempre uguale giorno dopo giorno (tic-tic-tic-tic) sobbarcandosi mutui, parenti anziani, seccature varie, scuole dei figli, esami dei figli, problemi dei figli, fidanzati dei figli, e delle figlie soprattutto (tic-tic-tic-tic), la vacanza in Calabria ogni due anni, la sagra delle lagane e ceci l'evento mondano dell'anno, aspettando il giorno della pensione. E dopo vita uguale su vita uguale, arriva l'agognato momento della pensione. E cominciano a lamentarsi perché si annoiano. Vanno a giocare a carte al bar oppure imparano tutto su Vivere, Centovetrine, conoscono tutti gli ospiti che sono stati a Forum e provano le ricette di Antonella Clerici. Se sono vivaci si iscrivono a un corso di pittura o cominciano a costruire modellini di qualsiasi cosa, adottano la figlia bambina della signora sotto in attesa dei propri nipotini e rimproverano i figli se non si sposano, non fanno i figli immediatamente, e così via. E la vita passa. Però hanno avuto un compagno o una compagna tutta la vita, ne hanno detestato la voce o l'odore per anni. Lo hanno accusato di spendere troppi soldi per le schedine, il computer o qualsiasi altra cosa. Hanno i capelli biondi anche a 70 anni e non uscirebbero mai senza il rossetto.
Vedrò gente così il prossimo sabato. Una delle mie vecchie amiche si sposa. A 35 anni. Con un ragazzo che non crede nel matrimonio e che non voleva sposarsi. Ma per venire incontro alle esigenze pratiche, psicologiche e culturali della sua ragazza ha ceduto e si sposa. A questo matrimonio nella Culonia occidentale sofisticata e chic vedrò la mia compagna di banco del liceo con marito antipatico al seguito. E mi sentirò dire, come già ad aprile, che nella vita ciò che conta sono le radici. Che io cosa ci sono andata a fare in Irlanda. Probabilmente dirà anche che ciò che conta sono i figli e un compagno. Poco importa che non sia quello giusto, che stargli vicino giorno dopo giorno sia una via crucis?
Sempre ho pensato fosse una questione di coraggio. Di savoir fair. Di mentalità. Di coraggio.
Ora non so. Se la gente conosce i propri limiti e le proprie possibilità non è poi così male. Può calibrare la propria vita. E lamentarsi. E mostrare alle amiche ignave i lividi che il marito ha lasciato loro addosso. Sono scelte.
E io l'ho lasciato per molto meno.
Ero infelice con lui.
E lo ero per molto meno.
Cose da dire, ma non trovo le parole adatte (tic, tic, tic).
Voci dallo studio.
E mi ricordo di quando in quel vicolo a 20 anni cantavamo "X mi hai fatto perdere la testa". Ridendo. Ma, come dice Guccini, a vent'anni è tutto chi lo sa... a vent'anni si è stupidi davvero, quante idee si ha in testa a quell'età.
Ma Guccini ancora non sapevo chi fosse.
domenica 2 settembre 2007
aggiunta
Siccome il sistema aveva dato buoni risultati ho messo in google anche l'indirizzo email dell'uomo col cellulare. Anche lui è iscritto a un sito di incontri. In questo caso non c'è la sua foto, ma ci osno tutti gli avatar che lui usa su messenger. C'è una cosa chen on capisco... il suo profilo è in spagnolo... e tra le cose che gli piacciono c'è scritto vino e birra...
La vita è strana, davvero.
Un giorno scopriranno che anche io ho un blog. In cui si parla di loro. Ora provo a mettere il mio indirizzo email in google...niente che non sapessi giààà :-P
Beh ora vado davvero. Che poi è strano... penso sempre a questi due ragazzi e sn nati lo stesso giorno...
Già che mi trovavo ho anche dato uno sguardo al mio oroscopo del due settembre.
Oroscopo di oggi: 02/09/2007
Scorpione Arriva il momento di iniziare a selezionare amicizie, rapporti di gruppo, all'interno di associazioni e anche per quanto riguarda i vostri progetti e ideali sarete inclini a scegliere meglio i vostri obiettivi. La Luna ancora opposta vi rende insofferenti ai legami stabiliti e di vecchia data.
varie
La cosa mi ha messo addosso gioia.
Cui si assommano:
nostalgia dell'uomo col cellulare
ansia da viaggio imminente
La noia mi ha portato, che era già notte, a immettere in google un indirizzo email... quello di una persona speciale... mi sono imbattuta in un sito di incontri col suo profilo e da lì sono arrivata al suo blog. 5 post in tutto forse sei...
Erano tutti belli, ma uno di più. Si parlava della mia amichetta... un'altro era datato 12 marzo 2007. Non riesco a smettere di chiedermi dove fossi io quella sera...
mi è venuto un attacco di nostalgia da isola incantata, da sorriso del ragazzo, da parole non dette.
c'era un altro post in cui parlava della voglia di avere una compagna di vita. e della sua compagna precedente.
beh lui dice solo la metà delle cose che pensa. e la metà delle cose che dice sono false e lui lo sa.
che ha questo ragazzo perché io lo veda così speciale?
un altro dubbio amletico. a questo non c'è risposta né mai ci sarà...
mi sa che devo dirmi da sola "muchisimos animos" e poi me ne vado a letto...
non voglio andare in Spagna con questo feeling... passerà vero? ma sì passerà... devono venirmi le fottutissime regole...
come direbbe lui "bueno", vado a letto.
N o q u i s i e r a y o m o r i r m e s i n t e n e r a l g o c o n t i g o
giovedì 30 agosto 2007
Don V.
driiin driiiin (in realtà il mio telefono fa trtrtrtrtrtr, ma poi non capivate che è un telefono) :-)
Sco: Pronto
Voce a telefono: Signò (tono allegro)
Sco: Chi è?
["i ricordi si affollano in fretta", ndS]
Voce: "cognome di mia madre" [con intonazione interrogativa]
Sco: Don V.! Sono "nomediscogliera". Mamma non c'è. Come state?
Voce: Nome di scogliera! Sto bene! Volevo fare gli auguri a mammà e tu come stai? Ma staj ancora in (pausa con farfuglio, non si ricordava la nazione)... all'estero?
Sco: No no, sto a "CittàdiScogliera". Mi fa piacere sentirvi. Riferirò a mamma che avete chiamato.
Voce: me la saluti tanto! Un abbraccio
Sco: Grazie. Buone cose, Don V.
Ho dovuto scrivere, perché questa breve conversazione mi ha inondato il cuore di gioia.
Don V. è un personaggio della mia infanzia. A dispetto delle apparenze, non è un prete, ma il guardiano del condominio in cui vivo. Cioè lo era all'epoca della mia infanzia. Qui da noi, si aggiunge il Don per rispetto quando si parla con gli uomini anziani.
Adoro la sensazione dei ricordi che riaffiorano alla mente perché ascolti un suono noto che non sentivi da anni e anni o perché il tuo olfatto viene stimolato da un odore di quando eri bambina e che avevi dimenticato di conoscere (ne parlava Viola un po' di tempo fa).
È stato così con la voce di Don V.
Quando ero bambina, Don V. avrà avuto più o meno 55 anni, per me ovviamente era un vecchio. Veniva a rimproverarci quando io, hermanita, S&L scendevano giù troppo presto il pomeriggio magari armati di supersantos e filo di lana per improvvisare una rete di pallavolo. Ci portava la posta. Faceva da intermediario con "il drogataccio" del piano di sopra. Li conosceva lui, erano del suo quartiere. Sapeva tutto sulla mamma di xxx che faceva la prostituta in Sicilia. Diceva che xxx era un bravo giovine ma sfortunato. Si sorprendeva però anche lui di quello che succedeva e prendeva a cuore il fatto che noi fossimo bambine. Era un portiere gentile. Sempre col sorriso. Faceva piaceri a tutti. Era sempre a disposizione e lo diceva anche "signò, per voi a discposizione, qualunque cosa".
Quando è andato "in pensione" ho scoperto che non era mai stato assunto. Mia madre e altre signore del quartiere raccoglievano i soldi per una colletta per dargli la buonuscita.
Dopo un po' che non lavorava più qua, ha avuto un infarto credo o qualcos'altro ed è stato per un po' in ospedale, mia madre ogni tanto andava a trovarlo, con altre signore.
Don V. chiama a tutti gli onomastici di mia madre e a Natale. Mia madre mi ha detto che non esce più di casa.
E dalla voce si capiva che non ha più un dente in bocca. Mia nonna diceva sempre "che brava persona Don V."
In una voce, un pezzo di me.