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Visualizzazione post con etichetta la lingua spagnola. Mostra tutti i post
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giovedì 23 luglio 2009

Io tutte le mattine mi mangio un cruasán de chocolate, che poi in realtá è con la nutella, l'unico cruasán con la nutella che si trova a Barcellona...

sottotitolo: e io l'ho trovato

Invece un anno fa un libro ha trovato me. Me l'ha regalato la mia amica Pinta, muy muy linda, la quale trovatasi a passare per Barcelona pensò bene di comparmi questo libro. Lo que pasa es que io finora questo libro non l'avevo letto. Voglio dire, un libro in spagnolo, in spagnolo rapido e gergale... in un periodo in cui leggevo poco e facevo sport. Caso vuole che ora faccio meno deporte e leggo di piú e che mi sia ricordata, hace dìas, que avevo ancora questo libro che mi aveva regalato Pinta. Fatto sta che io leggo sobretodo in metro, perché poi si sa se in metro non si vuole diventare scemi guardando i piedi della gente, o i peli della gente (che è peggio) o bambini moccolosi o 50 ventenni vestite a festa o 30 barbuti un poco luridi, si sa, la cosa migliore è leggere. Anche perché altro tempo per leggere non è che lo avrei.
E allora io ho preso il libro e me lo sono messo nella borsa del pranzo. E lo so che state pensando, ma no non si è unto di pollo al vino né di riso con spinaci e lomo. Peró sì che ci stava bene nella borsa del pranzo in cui c'era anche un cruasán, non quello con la nutella, no, perché in questi giorni voglio scendere la pancia o panza che dir si voglia e allora il cruasán lo prendo normál.
E insomma sì, il libro parla di cruasán. Perché lo mejor que le puede pasar a un cruasán es que lo unten con mantequilla, che poi a me il burro non mi piace nemmeno. Pero non è questo che conta, quel che conta è che io en el metro mi diverto un montón, leyendo a Pablo Tussot.

giovedì 26 giugno 2008

palabras del día de San Juan (letto giuàn)

Il giorno di San Giovanni ho avuto tempo libero e per caso mi sono trovata a chattare con Amichetta di Spagna che ha avuto modo, come sempre, di insegnarmi una parola nella sua lingua:

acuñar1.

(De cuño).

1. tr. Imprimir y sellar una pieza de metal, especialmente una moneda o una medalla, por medio de cuño o troquel.

2. tr. Hacer, fabricar moneda.

3. tr. Dar forma a expresiones o conceptos, especialmente cuando logran difusión o permanencia. Acuñar una palabra, un lema, una máxima.




acuñar2.

(De cuña).

1. tr. Meter cuñas.

2. tr. Ajustar unas cosas con otras, encajarlas entre sí.


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Il giorno di San Giovanni ho avuto tempo libero e leggendo Tango e gli altri mi sono imbattuta nella parola CAVEDAGNA


ca|ve||gna
s.f.
RE sett., var. ⇒capezzagna.

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ca|pez||gna
s.f.
TS agr., striscia di terreno incolto che limita le testate di un campo coltivato ed è perpendicolare alla direzione dell’aratura [quadro 19]
Varianti: cavedagna
chiave di ricerca: capezza




domenica 8 giugno 2008

La palabra del día

Ci sono a volte parole che catturano la nostra attenzione per qualche motivo: per la sonorità, perché ci ricordano qualcosa, perché le abbiamo sentite o lette per la prima volta in una occasione particolare.


Come si evince dal titolo del blog, Scogliera ama le parole. E di tanto in tanto le piace condividere la sua passione parolica con los de más.

Diciamo che, nel giorno della mia prima visita a Tarragona, inauguro una rubrica - senza periodicità alcuna - dedicata alla mia amica cosmopolita di Tarragona che mandava, a me e ad altri, mail con questo titolo quando lavoravamo insieme. Perché far parte dei destinatari di quelle mail mi riempì di gioia e mi fece imparare molto.


guiri.

(Acort. del vasco guiristino, cristino).

1. m. coloq. Ál. tojo (planta papilionácea).

2. com. Nombre con que, durante las guerras civiles del siglo XIX, designaban los carlistas a los partidarios de la reina Cristina, y después a todos los liberales, y en especial a los soldados del gobierno.

3. com. coloq. Turista extranjero. La costa está llena de guiris.

4. com. coloq. Miembro de la Guardia Civil.

lunedì 14 aprile 2008

Nuove parole

Last thursday word: "billable". Significa fatturabile, è una parola curiosa. Ha un suono cosi dolce, e significa una cosa così noiosa. Suona più o meno come lullaby...

La palabra del viernes pasado: huella. Il mio oroscopo diceva che avrei incontrato qualcuno che avrebbe lasciato una "huella" profonda. "Huella" significa appunto "traccia".

La palabra del sabado: "conejo". Ora direte voi: e vabbè che parola banale, lo sappiamo anche noi che vuol dire "coniglio". E qui casca il coniglio (o la farfalla che dir si voglia) :-)

Ambientazione: Scogliera in una taverna di montagna a mangiare delizioso cibo casero con il gruppo di trekking, che scogliera non conosce molto, Seduta al tavolo vicino a un gruppo di uomini, tutti amici tra loro. Qualcuno propone di ordinare ciascuno una cosa e poi dividere.
Scogliera dice: pero estais seguros que el conejo se puede compartir?
Qualcuno risponde: si que lo puedes compartir el conejo*.
E tutti scoppiano a ridere. Il tizio che aveva fatto la battuta non ha avuto il coraggio di spiegami il significato. Me l'ha spiegato il suo amico.
Un consiglio alle ragazze: se andate in Spagna non offrite mai di condividere il coniglio :-)


*un altro modo per chiamare il "coño"

martedì 19 febbraio 2008

Causa ignoranza elettronica...

... anche se normalmente sono abbastanza capace...
e
Causa sistema operativo in spagnolo
non riesco a fornirvi supporto fotografico di Valencia.

Per farmi perdonare però vi lascio il link a una delle mie canzoni preferite di questo periodo:
MORIRIA POR VOS


La cantante - che gli uomini apprezzaranno per doti fisiche - si chiama Amaral :-)

Letras

Como Nicolas Cage en Leaving las Vegas
Veo caer la nieve en la hierba,
Un Robinson en una isla desierta
Como Nicolas Cage en Leaving las Vegas
Soy el invierno contra tu primavera,
Un Dorian Gray sin pasado ni patria ni bandera
Será tu voz, será el licor,
Serán las luces de esta habitación
Será el poder de una canción,
Pero esta noche moriría por vos
Será el champagne, será el color de tus ojos verdes
De ciencia ficción,
La última cena para los dos
Pero esta noche moriría por vos
Como Nicolas Cage en Leaving las Vegas
No tengo planes más allá de esta cena,
Es un misterio hacia dónde la noche nos lleva
Como Nicolas Cage en Leaving las Vegas
Vamos, mi niño, a perder la cabeza
Como si fuera nuestro último día en la Tierra
Será tu voz, será el licor
Serán las luces de esta habitación
Será que suena Marquee Moon
Pero esta noche moriría por vos
Será el champagne, será el color de tus ojos verdes
De ciencia ficción
La ultima cena para los dos
Pero esta noche moriría por vos

lunedì 24 settembre 2007

Cosa sono i churros?


A seguito della domanda di Kost in un post precedente, si fornisce qui sopra delucidazione fotografica.
La spiegazione la copincollo da wikipedia:
"Il churro (spesso detto al plurale: churros) è un gustoso spuntino dolce, tipico della cucina spagnola, a base di una pastella fritta spolverata di zucchero.
In Spagna i churros sono normalmente disponibili tutto l'anno presso le apposite bancarelle che si trovano lungo le strade principali, nelle piazze e nei mercati, nonché durante le ferias estive e nei luna park.
Molto amati sono però la domenica a colazione, intinti in una tazza di densa cioccolata calda, e all'alba di capodanno o genericamente dopo una nottata di festeggiamenti; in ogni caso vanno però preparati al momento e consumati ancora caldi."


Devo dire che mi piacciono di più quelli ricoperti di cioccolata o ricoperti di cioccolata e ripieni di crema :-)

domenica 16 settembre 2007

Aggiornamento

Tappe precedenti

Barcellona
Granada
Cadiz

Tappa attuale
Siviglia

Tappe future
Cordoba
Madrid

Cose degne di nota:
  • Il calore afoso di Sevilla
  • Las playas chulisimas di Cadiz
  • Pescaito frito
  • Tapas
  • Jerez dulce
  • L'albaycin a Granada e i suoi odori
  • I bagni arabi a Granada
  • Persone simpatiche incontrate qua e la'
  • churro relleno de crema :-) non potete immaginarvi che bontà
  • I giardini dell'Alhambra
  • Los azulejos dell'Alcazar di Sevilla
  • I gelsomini "olorosos" di Sevilla
Nota x Kost: la spiegazione sui churros te la faccio quando torno in Italia :-)
Un saluto a tutti :-)

venerdì 31 agosto 2007

Vacanze/Holidays/Vacaciones

Tutti sapete che:
1) "l'estate sta finendo e un anno se ne va".
2) Ho passato quest'estate sentendomi in vacanza tutto il tempo, anche quando lavoravo, perché vivo in un posto stupendo dove fa caldo e a pochi metri dal mare e perché prendo la vita come viene, giorno per giorno ed è una sensazione fanstatica!
3) Sto per partire per le mie vacanze.

Non sapete che:
La mia canzone di quest'estate (un po' vecchia indeed, ma io l'ho scoperta solo a giugno 2007 - meglio tardi che mai) si intitola come questo post: vacaciones ed è di un gruppo spagnolo troppo figo che si chiama Estopa.

Questa volta vi risparmio tutti i dettagli, vi do però il link al loro video su youtube e vi riporto di seguito il pezzettino di testo che mi si attaglia meglio e in cui appunto si parla delle agognate vacanze:

Y si nos quedamos
Con las ganas
Pónme el sello
En la mano
Que vuelvo mañana
Vuelvo mañana temprano
Que cualquier día es
Fin de semana
Igual que en las
Vacaciones de verano
Yo con pantalón de pana
Con este solano

Se siete curiosi di sapere cosa significhi "Estopa" date un occhi qui.
Da tre mesi mi chiedo come mai si chiamino "Estopa". C'è scritto su Wikipedia:
"This is also where they got the band name *Estopa*: from the expression used by their boss to keep everybody on task, *Dale Estopa a la maquina.* It was in that factory that they began composing their earliest songs and they began to play in local bars."

Questo gruppo è catalano, ma allora perché canta con accento andaluso?

Su questo amletico dubbio vi saluto. Magari al ritorno dalla Spagna avrò la risposta :-)

giovedì 30 agosto 2007

Consigli musicali


Fito y los Fitipaldis


Informazioni copiate da wikipedia:

"Fito & Fitipaldis è un gruppo spagnolo fondato nel 1998 da Fito Cabrales. Il suo tipo di musica è molto eterogeneo, spazia dal rock passando per il blues, il soul, lo swing e molto ancora. Di solito i testi della sue canzoni raccontano di esperienze personali."

Mi piacciono diverse canzoni di Fito, ma proporvele tutte mi sembra troppo, tutto in una volta...

Vi faccio sentire una di quelle che ho scoperto oggi. Prima di tutto però vi faccio vedere una foto di Fito (cioè ve la volevo far vedere in questo punto ma riesco a metterla solo all'inizio del post).
C'è da dire - sono sicura che l'avete pensato - che è molto brutto. Sapete come si dice "brutto" in spagnolo? "Feo"! che guarda caso è il titolo della canzone che vi propongo.

Feo (fate clic sul link per ascoltare la canzone da youtube)

He aprendido en esta vida de lo bueno y de lo malo
Me he elevado por el cielo y me he arrastrado por el barro
Más de treinta y cinco años Y doscientos diez defectos
y he tocado la locura con la punta de los dedos
Voy mirándome en los charcos
yo no necesito espejos
sé que soy mucho más guapo
cuando no me siento feo
Nunca me han interesado ni el poder ni la fortuna
lo que admiro son las flores que crecen en la basura
¿dónde se han quedado tus sueños? Tienes el alma desnuda.
Después de romper la ola, sólo nos quedó la espuma.
Voy mirándome en los charcos
yo no necesito espejo
sé que soy mucho mas guapo
cuando no me siento feo.
Feo, feo, feo, creo...


Le frasi colorate sono le mie preferite.
Ho evidenzato la parola "charcos" perché è una delle mie parole preferite. Mi piace più il suo diminutivo che viene utilizzato in un proverbio molto tenero che ho imparato qualche mese fa:
"Charquitos en el cielo, borreguitos en el suelo", dove "charquitos" sono le pozzanghere e "borreguitos" sono gli agnellini. Il significato è analogo a quello di "Cielo a pecorelle, acqua catinelle".
Ciò detto, la lezione di Cultura e lingua spagnola di oggi termina.
Eventuali domande sul topic o commenti sulla canzone sono graditi :-)

domenica 26 agosto 2007

Manca poco

Ci penso, manca poco al mio desiderato viaggio. Io, un biglietto aereo, uno zaino che ancora non ho, i miei "quattro stracci" preferiti e la mia storia.
È stata tutto sommato una settimana intensa... ho visto due persone importanti della mia vita, ho lavorato, ho organizzato una minivacanza per una di queste persone e sono addirittura riuscita a presentarle della gente di qui. Ho fatto foto. Diverse. Ho detto stupidaggini. Praticamente non ho scritto. Ho ascoltato.
Oggi in particolare. Ho ascoltato l'uomo-cellulare che mi parlava di noi. Del fatto che ben presto non saremo più amici. Tutto sarà un lontano ricordo. Lui avrà i suoi figli che non saranno i miei. Non avranno i miei occhi i miei capelli.
Mi accorgo che sono in attesa. Infondo anche se agosto è stato un mese tranquillo, ho fatto varie cose. Ho preso due contatti per un eventuale nuovo lavoro. Beh diciamo uno effettivo finora ma un'altro lo prenderò domani. Ho stabilito quali sono le priorità prima del mio viaggio. Ho anche prenotato un po' di sistemazioni per il mio viaggio. Ho letto due guide turistiche. Ho aiutato hermanita e mamy con i loro problemi di viaggio, bonifico in Canada incluso. E anche l'amica dell'hermanita, perché da qualche parte avevo per puro caso una guida della Croazia.
Ho fatto da guida turistica, ho illustrato all'amichetta di Spagna i vicoli della mia città e le principali attrazioni turistiche dell'ameno luogo in cui vivo. Ho imparato "una pecha de" nuove espressioni in spagnolo. Ho scoperto che mi piace Ismael Serrano... le sue canzoni intendo. Ho fatto sesso (un evento...). Ho cercato i negozi che vendono zaini da campeggio nella mia area e ne ho persino visitati due. Ah e sono stata 4 giorni fuori. Beh se confrontato a luglio, ho fatto "un monton" di cose. E ho lavorato of course. E negli ultimi 4 giorni ho tenuto il ventilatore acceso per 23,30h al giorno :-P Ovvero ho contribuito in modo congruo alla spesa elettrica dell'appartamento.

Beh cmq sapete una cosa, se uno non ha nulla dire, non dovrebbe scrivere.

HP, che poi sarebbe "hasta pronto". Già pensavate che facessi pubblicità eh? :-)

giovedì 2 agosto 2007

I miei amici stanno al bar a dispetto del tempo ma il tempo sorride e continua fermarsi qui

Me lo immagino: il ragazzo col codino nel suo paesello, con tutto il tempo davanti a sé. Col passato alle spalle e cose da fare con i suoi amici di sempre. Purtuttavia con due amiche recenti, diventate amiche di sempre, che cerca e che ama anche a km e km di distanza.

Oggi sarà a Marbella su una playa affollata con G&M che gli raccontano del loro fantastico viaggio oltre le colonne d'Ercole, delle spiagge, del freddo, della gente conosciuta. E lui sogna. Sogna il suo di viaggio, verso terre tailandesi o giapponesi, dove le donne hanno gli occhi a mandorla e gli uomini sembra facciano sì con la testa costantemente. IATA. Ya . Giapponese o spagnolo del sud?

Me lo ricordo quando quel giorno in quel museo in terra incantata gli chiesero se era tailandese...

Sarà lì e chissà se M gli chiede di me.
Probabilmente non si ricorda nemmeno più di me il ragazzo col codino, preso come sarà dalla sua vita, dai suoi weekend fuori, dalla ragazzina tosta e da tutto il resto. In attesa della sua vacanza nel pollaio sul mare...

Beh intanto io mi organizzo una vacanza verso quella terra sognata, fantasticata, desiderata...

y ya esta

lunedì 23 luglio 2007

A spasso con mia madre

Una delle cose che mi mancava quando vivevo sull'isola incantata era andare in giro con mia madre il sabato mattina, per mercati, negozi, supermercati, bar, essenzialmente a rovistare, chiacchierare, sperimentare, cercare.

Una delle cose che non avevo ancora fatto da quando ne ho l'opportunità era rovistare, chiacchierare, sperimentare, cercare con mia madre. Stamattina l'ho fatto. Sì senza dubbio fa un po' troppo caldo per camminare per le strade umide, calde, "azzeccose", appiccicose, trafficate, rumorose, ma in fondo con la scusa del caldo sono rimasta rintanata in casa da troppi giorni!

Beh siamo andate :-) non abbiamo fatto grandi spese, ma dopo mi sentivo felice. Come avessi ritrovato una parte di me. Le mie radici.

Ovviamente, a parte il mercato - dove ho fatto incetta di slip da bambina di 3 anni (lo so non seducerò mai un uomo con la mia biancheria) - ho portato mia madre nel mio negozio preferito, dove ovviamente conoscono già entrambe. Vendono vestiti "etnici", diciamo hippie, ovvero la roba (e qui intendo sia lo spagnolo "ropa" che oggetti*) che viene dai paesi in via di sviluppo. E diversamente da quanto accade in genere con questo tipo di negozi, i prezzi sono buoni. Non ho comprato niente, in compenso ho comprato una t-shirt da xxx (per non fare pubblicità occulta) :-) al 50%. Meglio di niente! Non sono in periodo da shopping, ma una maglietta a metà prezzo fa sempre comodo.

* Era un po' che mi chiedevo se ci fosse una connessione etimologica tra l'italiano "roba" il cui significato è chiaro e palese per tutti voi e lo spagnolo "ropa" che significa essenzialmente "capi di vestiario", "clothes". Spinta da quanto andavo scrivendo, ho pertanto compiuto il sovrumano sforzo di digitare nel mio browser l'unico indirizzo di dizionario etimologico dell'italiano disponibile online (che in realtà non è generalmente davvero attendibile) per trovare questo. Vi invito, qualora lo desideriate, a fare clic sul link. Purtroppo siccome il summenzionato dizionario è stato scannerizato, non è copincollabile, quindi non posso riportarvi il lemma nel mio blog.

domenica 22 luglio 2007

No quisiera yo morirme sin tener algo contigo

Stamattina mi sono svegliata con questa canzone nella testa...

Poi sono andata a farmi il caffè e mentre mettevo il caffè macinato nel filtro della caffettiera mi è tornata in mente un'immagine di un sogno appena sognato. Tunnel, stranamente illuminato. Direi piuttosto una fila di tunnel. In qualche modo era come se la luce venisse dal suolo. A un certo punto guardo verso il suolo e vedo una serie di topi grigio verde quasi fosforescenti, color "schifiltor" se qualcuno se lo ricorda. Ne vedo prima uno grande che cammina. Poi guardo bene continuando a camminare e ne vedo tanti man mano sempre più piccoli. Molti corrono, anche tra i miei piedi, ma io non ne ho paura. Avverto però le persone che sono dietro di me: mia madre, mia sorella e una schiera di parenti e amici di famiglia, credo, più una donna giudice. Una specie di assistente sociale, con l'aria materna e gentile. Fa molto telefilm americano... Beh gli ultimi topolini sono minuscoli e statici. Poi qualcuno dal gruppone di dietro dice che ci sono anche delle locuste. Allora io guardo meglio e vedo a terra delle specie di ossicini fossilizzati nel suolo a forma di lucertola gigante (Si vede che non ho la minima idea di come sia fatta una locusta?). La qual cosa in qualche modo mi turba... mi giro e vado dal gruppone e lì c'è mia sorella che parla con la signora giudice-assistente sociale e c'è una scrivania sulla quale mia sorella prende degli oggetti di cancelleria e dice alla signora che uno di quegli oggetti lei lo vuole come quello della signora... non mi ricordo che oggetto. Poi vuole che sia riconosciuta la sua qualifica di avvocato e comincia a scrivere una dichiarazione perché tale qualifica venga accettata... la scrive su un foglio tipo ricetta di medico. Colori: rosso porpora di un porta carte... blu della maglia della signora... nero e rosso addosso a mia sorella. Il tunnel nel sogno era come un luogo noto dell'infanzia. Credo di averne sognati parecchi da bambina e si collocava sulla costiera amalfitana. Sapevo che fuori c'erano le rocce e gli scogli ed era come se sentissi l'odore della vegetazione. Non ci giurerei ma ai bordi del tunnel su alcune rocce poteva esserci dell'erba... "i ciuffi di parietaria attaccati ai muri"...

Quale che senso abbia questo sogno, ora l'ho registrato. È una cosa davvero importante, ora ho una data per il mio sogno e fra qualche mese potrò tornare indietro a studiarlo.

Guardo il titolo di questo post e mi ricordo della canzone e di conseguenza del ragazzo con cui vorrei qualcosa prima di morire. Si deve dire che lo spagnolo è una lingua tremendamente sexy. Provate a tradurre la frase in italiano: non vorrei io morire senza avere qualcosa con te. A parte che il fatto che non si capisce bene cosa intende se traduco letteralmente... ma la cosa bella dello spagnolo è proprio l'uso di parole indefinite, che non designano l'oggetto in modo proprio ma lo lasciano intuire in un modo decisamente lascivo. Soprattutto quel "morirme". E la posposizione del soggetto. Ora pronunciatela: no chisiera jo morirme sin tener (seconda e aperta, anche la prima, ma la seconda è più aperta...) algo contigo.
Se lo spagnolo è una lingua sexy, tuttavia quando gli spagnoli parlano sembrano dei pupazzi parlanti*. Hanno come della strana aria nella bocca. Ve ne accorgete specialmente se ad esempio avete sentito degli spagnoli parlare in inglese. Poi "un giorno per caso" li sentite parlare in spagnolo. Lo sentite che la voce è diversa? È così tremendamente divertente, molto meno seriosa di quando parlano inglese, e poi quella musica con cui cantano ogni frase...

Beh sì lo spagnolo visto da me :-)

Vi chiederete com'è che mi piace lo spagnolo così tanto.
Il mio primo approccio allo spagnolo: bambina camminando per strada mia madre insegna a me e all'hermanita - che oggi parla lo spagnolo in modo pressoché perfetto, dicono - a dire "stella" in spagnolo. "Estreglia" dice lei. "Estreglia" ripetiamo noi. "Però si scrive con due elle". Non credo che all'epoca l'hermanita sapesse già scrivere, men che meno compitare. "Se ci sono molte stelle in cielo: estrellas".
E nella tua mente di bambina si costruisce l'entità "spagnolo". Una lingua altra. A quell'età dovevo già avere l'idea di una lingua altra, l'inglese. A sette anni mamma mi iscrisse al mio primo corso di inglese. Che divertimento, mi divertivo da pazzi! Prima ancora della scuola di inglese, ho un ricordo di me nella mia stanza vicino alle cassette di plastica che mia madre in teoria usava fuori al balcone per riporvi la frutta ma che erano il gioco preferito mio e dell'hermanita. Dicevo, vicino alle cassette di frutta, con le mani strette davanti a me, poco sotto il mento come se tenessi un microfono, mi agitavo cantando in inglese, come un cantante famoso. La canzone in inglese suonava pressappoco così: axascixisiouxiciormixonxisciuz.
In pratica quando avevo 5 o 6 anni per me l'inglese era la lingua delle "ics" e delle "sc", letto come suono palatalizzato... la tastiera non ha lo shwa... e non mi ricordo l'ASCII.

Mentre scrivevo quanto sopra, l'hermanita è entrata nella mia stanza per aggiornami sulla sua ricerca di un nuovo lavoro e sui suoi programmi per il futuro. Con decisione e determinazione si è pianificata i prossimi 8 mesi della sua vita. E io sto qui che non penso ad altro che al mio futuro dal 20 maggio e tutto ciò a cui sono arrivata è stato decidermi a scrivere un blog!
Beh se lei va davvero dall'altra parte del mondo perché io non potrei andare in Spagna? Ok aspetto fino a domani e poi seguirò la mia risoluzione di ieri: comprare un biglietto aereo per Barcellona per la fine di agosto. Cosa? scusa? non ho sentito! ah come farete voi numerosi lettori del mio blog senza il mio blog? Vi strapperete i capelli, sono sicura :-)
Comunque l'ho detto all'hermanita, il suo è un piano figo!

Ciò detto, salvo il post e lo pubblico. Così lo rileggo e lo edito :-) si lo so gli scritti andrebbero editati prima di pubblicarli. Ma questo è il vantaggio della "stampa digitale" no? Niente costosi macchinari e colori che non sembrano quello che sono. "Rosso relativo..."

* Nota aggiunta alle 13.30, dopo aver letto il Venerdì di Repubblica. A pagina 116 del suddetto settimanale, nella colonna sinistra c'è il breve articolo "Alla ricerca del Proust Spagnolo", dedicato al nuovo libro di Giampaolo Dossena. A un certo punto il giornalista riporta quanto scritto da Dossena nel libro a proposito della lingua spagnola: "Io Proust l'ho letto per intero, un po' in francese, un po' in italiano ma ora voglio leggerlo in spagnolo Perché lo spagnolo mi fa ridere. I pompieri li chiamano bomberos". Va di pari passo con quanto dicevo io. :-)

venerdì 20 luglio 2007

Una mattina come le altre 2

Stamattina, ero in piedi solo da pochi minuti, mi è arrivato un sms mattutino: la mia amichetta preferita. Ogni volta che leggo le sue parole nella sua bella lingua mi illumino. Dovrei trovare alla mia amichetta un nome che tueli la privacy, la sua e la mia. La mia creatività scarseggia stamattina. La chiameremo "la mia amichetta di Spagna". "Amichetta" perché lei è piccolina piccolina, con la faccia paffutella e i grandi occhi scuri che sorridono. La mia amica di Spagna vive in Italia ma in questi giorni è andata a trovare la famiglia nel suo paese. Che sia qui o che sia lì, la mattina comunicare con lei, con qualsiasi mezzo, mi mette il sorriso e mi fa iniziare bene la giornata. Stamattina mi raccontava brevemente quello che ha fatto ieri e mi chiedeva come sto e come è andata con "l'uomo con il cellulare nuovo". A essere sincera avrei preferito non pensarci, ma comunque non posso far finta di niente. Le ho detto come mi sento, brevemente. E le ho comunicato un evento tragico di ieri: pagare le tasse.
Ho pagato le tasse, sì. Mi aspettavo di pagare circa la metà di quello che ho effettivamente dovuto pagare. In pratica tutti i miei risparmi degli ultimi 14 mesi. I risparmi destinati al mio viaggio :-( beh d'altro canto le tasse vanno pagate... ma a saperlo prima non avrei fantasticato tanto :-)

Planes para hoy*: andare a mare. Tra un po' verrà a prendermi l'uomo col cellulare nuovo. Se si dedicasse alle donne con la solerzia con cui si dedica al cellulare nuovo, avrebbe un harem!

* Mi piace lo spagnolo ma non è che io lo parli davvero, quindi ogni correzione sarà gradita. E se scrivo grosse stupidaggini , non prendetevela troppo a cuore!