mercoledì 3 novembre 2010
vita interiore
Arrivano e sorridono.
Le prime sono due sorelle brune “Felicidades, Anna, Felicidades”.
Dopo molte pressioni e un po' di antipatia camerierante troviamo una mesa, ce la danno più che altro perchè abbiamo 'okkupato' i due tavolini che sono all'ingresso, nella verandina. Siguen sonriendo. Parliamo della sera prima, di quello che hanno fatto, di quello che 'non' ho fatto io.
Arriva un altro sorriso. Lì con le sue stanghette verdi abbinate ai suoi occhi sorridenti.
Io ho sempre questa cosa qui, con gli 'ospiti' e quando organizzo qualcos,a che ho sempre paura che la gente non si diverta e non si senta a suo agio, come se dipendesse da me.
Quattro ad un tavolo da quattro. Telefonata: “Sono in ritardo, ho un dolce nel forno. Arrivo fra un'ora”.
Siamo lì charlando, un po' a fatica, tra gente che non si conosce molto, poi arriva un viso serio, nei suo occhiali bianchi che fanno tanto film con Monica Vitti, una mano dal tavolo si stende in saluto, e un sorriso di occhi scuri accende “gli occhiali come due fanali”, e una macchina fotografica rétro
scritto il due novembre
è bello sentire la tua mancanza quando è ormai sera, e aver voglia di tornare a casa per chiederti come stai. accendere la miracolosa sfera verde con il segno di spunta bianco per cercarti, non trovarti, dire a me stessa che ti manderò un sms, aprire svogliatamente la mail e lì come per incanto -'you've got mail'- trovare la tua mail che mi chiede dove sono e mi manda un bacino.
Avere voglia di parlare con te e sapere di avere la confidenza per chiamarti a mezzanotte meno un quarto, sapere che in fondo sarai contento, non mi hai scritto tanto tempo fa, non più di dieci minuti, non posso svegliarti, non voglio ma voglio dirti buonanotte.
E la tua voce sorride, a telefono mentre mi racconti di customer e tonni, valigie e aerei.
Una voce che mi ha dato serenità.
Può essere che domani qualcosa inizi -o finisca- che mi allontani da te. Ci pensavo in metro, non voglio che questa cosa mi allontani da te. Nemmeno dagli altri, ma soprattutto da te. Pensavo a quella cosa che mi hai detto quel pomeriggio che venni da te, quel giorno in cui la tua risposta sorprendentemente fu 'sì' alla mia proposta di un giro al centro commerciale. Mi dicesti 'quest'inverno se non ti sei fidanzata vieni a casa mia una domenica e ci facciamo una minestra e stiamo in casa al calduccio'. Mi piacerebbe poterlo fare. E abbracciarti. Ho voglia di abbracciarti, a te e un po' al mondo intero, anzi no a quel mondo a cui voglio bene. Ma a te di piú. Io credo nella vita e penso che lo faremo. Volevo chiederti scusa anche per quella cosa della gelosia che ho detto l'altra sera e che forse non era la prima volta che dicevo. Non so bene perchè, a volte ho questa cosa di aver paura di essere abbandonata, mentre invece tu, lei e gli altri oggetti della mia -di solito temporanea- gelosia, siete importanti per me, e non voglio perdervi e voglio che siate felici, come che sia.
Tu e tutte le persone speciali come te avete reso più belli questi trentacinque anni che ho vissuto.
Grazie per la tua voce sorridente, per il verde delle tue stanghette.
Non so se si può capire, forse non lo capisco nemmeno io.
Scritto il tre novembre
La continuazione di quanto scritto il primo novembre.... forse...
venerdì 24 settembre 2010
"grazie principesa"
Poi chiami qualcun altro. Anche quelli persone di sempre. Questa volta è invito a cena. In una casa mai vista prima. Ciarlare delle nostre vite, dei nostri interessi, dei progetti, di diete passate e future, di matrimoni. Ammirare i piccoli segreti della casa. E il giardino immerso sul costone della sponda di un torrente nel centro della città. E i "come stai bene", e le domande e gli abbracci. E i ricordi. Quel senso di famiglia che c'era a casa loro. Quell'accettazione tranquilla e serena della vita e delle cose della vita nella loro semplicità. Un po' è un insegnamento. Ti accorgi di come eri diversa, quando quelle cose ti sembravano solo noiose. Quando ti sembrava che ci fosse altro da vedere ed esplorare nel mondo, quando avevi affianco qualcuno che non sapevi se davvero poteva farti felice, così diversi come eravate.
Per quel qualcuno oggi è un giorno diverso. Nel frattempo lo è anche per qualcun altro, un qualcun altro che ti scritto "grazie". Chissà se poi uno spagnolo che ha fatto un corso di italiano di livello 1 capisce la connotazione che si porta la parola principessa, nell'uso vocativo, rivolto a una donzella.
domenica 18 luglio 2010
un amico mio
un mio amico d'irlanda che ora vive da qualche altra parte in europa ci andò. io su fb gli chiesi come era andata e lui mi disse di leggermi il racconto sul blog di un suo amico
l'ho fatto. il primo commento al post era del mio amico e rimandava a un blog. il blog del mio amico. che io non sapevo che avesse. ma sapevo che al mio amico piace scrivere. e leggere. avevo letto le sue lettere alla rubrica di severgnini e conoscevo i suoi pun arguti.
quando comincai a leggere il blog era scritto così bene e così intelligente e faceva trasparire tutta la natura e l'intelligenza del mio amico, quella parte di lui che mi affascinava. così anche se mi sentivo un po' come un depravato voyeur ho scartabellato tra un post e l'altro, leggendo di qua e di lá, il suo viaggio in transiberiana, i suoi commenti sull'irlanda e quant'altro. lasciai anche un messaggio anonimo dicendo che scriveva benissimo. poi mi sono sentita in colpa, ho pensato che se avesse voluto che io legessi i suoi pensieri mi avrebbe dato l'indirizzo del suo blog. ho pensato che io mi sarei sentita tradita da un'amico che legge il mio blog segreto senza dirmelo e cancellai l'abbonamento ai feed del suo blog.
oggi per qualche strano motivo sono andata a ripescare quel blog...
se non fosse che non voglio essere trovata vi darei il link, perchè davvero vale la pena di leggerlo.
martedì 6 ottobre 2009
Riepilogando
- da quando leggo, non scrivo piú. Ultimo libro letto che mi ha affascinato: Il cane di terracotta.
- Saturno sta per la lasciare la mia casa dell'amicizia. Conseguenze: sono piú socievole.
- quando ho deciso che alla prima occasione in cui avrei rivisto l'uomo del ballo gli avrei fatto capire qualcosa, ho saputo che è stato visto con una donna "agafada" (avvinghiata) a lui di venerdì notte.
- due giorni prima di ció, per caso mi sono trovata mano nella mano con qualcuno appena conosciuto. Dolce, ubriaco, centroeuropeo, brutto, occhi azzurri luminosi. Segni particolari: piú basso di me.
- ho una nuova quasi amica in ufficio. Simpatica, allegra e viva. Sta diventando amica del gilipollas que mi disse che la gente mi invitava a uscire perchè ho un big cleveage (vedi qualche post piú giú)
- Il gilipollas di cui sopra, dopo avermi visto mano nella mano con fattuccio-occhio-azzurro, ha preso il mio cinodolo a scorpione tra le mani, se lo è sttaccato alla faccia e ha detto "oh, a scorpio, my perfect match!!!" mah
- Un amico domenica mi ha fatto una sopresa. Un gesto generoso e spontaneo che mi ha fatto felice.
- Ho voglia d'amare.
- Sabato vado in montagna. !Jolin¡ dopo quanto tempo.
- viva la vita!!!
martedì 9 giugno 2009
una serpe in seno
Peccato che io a quest'amica in un anno e mezzo di permanenza in questa cittá me la sia curata come un figlio, tentando di aiutarla a superare le sue incapacitá, tollerando cose intollerabili per amore e perchè pensavo che ne avesse bisogno... in maniera gratuita
Questa crisi mi ha fatto sentire ferita. L'amore dato mi è sembrato gettato al vento. E la mia stabilitá emotiva se n'è andata gentilmente affanculo. Tre altre amiche, tra cui l'amica presumibilmente persa nell'altro post, mi hanno fatto da spalla. E mi hanno dato amore.
Il tizio intanto è ignaro della bufera che ha scatenato.
mercoledì 22 aprile 2009
venerdì 6 febbraio 2009
pensierando
Non sempre le onde che rifluiscono sul bagnasciuga sono milioni di rose. A volte sono più incubi riusciti. Carcasse di animali morti maleodoranti. Calaveras di amori e amici.
I pensieri giungono alla mente così, per caso, come in una mattinata di sole in cui si passeggia sul lungomare si incontrano per caso conoscenti che non si vede da tempo, compagni di scuola dotati di nuova prole, o il cugino del vicino dell'amico del tuo compagno di banco.
I pensieri sono proprio così. Sono ricordi dimenticati, sepolti, che si riaffacciano alla memoria.
A volte riaffiorano da soli senza che nient'altro li abbia innescati.
Altre volte tu sei lì a scegliere canzoni da copiare sul tuo lettore mp3, aprendo cartelle e sottocartelle della tua unità esterna quando ti imbatti in file di word dai nomi strani e ritrovi vecchie conversazioni su messenger. Conversazioni di più di 4 anni fa.
Tu sai che la persona che scriveva eri tu, ma la conversazione disegna una vita diversa da quella che vivi ora. Una routine diversa, un lavoro diverso, un fidanzato diverso, interessi diversi, problemi diversi. Ma la stessa identica ironia che hai ora. Lo stesso identico modo libero di vedere la vita che hai ora. Durante tutto il tempo della lettura ti immergi in una te stessa del passato, nella tua vita del passato, e te ne senti attratta. Poi la conversazione termina e ti accorgi che è mezzanotte. Spegni la luce perché è ora di dormire. Il tuo cervello e il tuo cuore metabolizzano. Nei giorni che seguono la tristezza ti permea.
È un caso che quella stessa mattina tu abbia per caso pensato a un verso di una canzone che cantavate insieme e che quel verso ti sia sembrato profondamente diverso da come ti sembrava prima. E che allora ti sia andata a rileggere il testo cantando il motivo nella tua mente. La vita come qualcosa che va e viene. Apparenemtnete diversa ma sempre uguale. In cui siamo tutti dominati dal libero arbitrio e inevitabilmente soli. Nonostante tutto il conoscersi, nonostante tutto l'amarsi. Nell'impossibilità di dimenticare. Nell'impossibilita tuttavia di fermarsi, in un vita in cui l'amarsi e il perdersi si succedono incessantemente. Così incessante che vedendo una stella cadere, si è a tal punto sfiniti che non si sa più cosa desiderare.
E sper iche si vero, che quello che hai provato torni a manifestarsi, sotto un altro cielo, con un nuovo volto.
Ci sono giorni in cui la domanda che ti poni da mesi ormai, quella che ti rode, quel chiederti ripetutamente se dipende da te la tua condizione di single inossidabile, trova una risposta apparente nel rigo di una conversazione in chat svoltasi quasi 5 anni prima. "Lei è diversa da te, lei è intrigante".
E tu che racconti all'amica di Irlanda, quella matura e provata dalla vita, dei tuoi pensieri e le chiedi cosa pensi, e lei che ti dice: "io penso solo che sia venuto il momento di voltare pagina".
mercoledì 19 novembre 2008
Dentisti, ascensori e altre amenità
Nell'anticamera dello studio troneggiano, sulla parete con parati, due lauree. Una porta la data del 1974 ed è stata emessa dal Capo dello stato spagnolo, mentre l'altra è del 1977 ed è stata emessa dal re. Due momenti di storia nella vita di una persona. La dittatura e la liberazione. E il libero scorrere delle idee. E delle vite.
La settimana scorsa il dentista doveva devitalizzarmi un paio di denti e, anziché farlo lui stesso, ha delegato un giovane uomo, alquanto insignificante visto "in borghese" ma con un certo fascino alla George in ER con il camice verde mentre sedeva accanto alla macchina della morte e mi dava il benvenuto in maniera affabile.
Ho trascorso due ore e mezzo con le piccole mani di quest'uomo appena trentenne nella mia bocca, studiando ogni piccolo dettaglio della sua barba incolta, dei suoi occhi nocciola tendenti al verde, dei suoi nei, delle sue sopracciglia separate da peletti meno scuri e più corti. Ho sentito il suo respiro sul mio viso e ho guardato il suo sorriso soddisfatto mentre guardava sullo schermo del computer la radiografa che mostrava il risultato del suo lavoro, mentre sollevato mi diceva vaya molas que tienes, Ana.
L'esperienza mi ha lasciato una gran voglia di mani, sorrisi e cure amorose di chi capiva e sentiva il dolore, seppure non manifestato, di chi possa volere che io stia bene. Malinconia.
Ma il vuoto è stato presto riempito il giorno seguente dall'arrivo scoppiettante della mia sorella di destino dalla lontana Irlanda, che mi ha riempito le giornate, riscaldato il cuore, stimolato la mente. Che mi ha offerto gratuitamente il suo amore. E la sua esilarante compagnia.
Ma… alla sua partenza il vuoto era ed è ancora più enorme.
Lunedì al ritorno dal lavoro ero di nuovo sola e la malinconia ha invaso il mio cuore, mentre sola soletta, tornavo a piedi dalla piscina, fantasticando del mio vicino occhio luminoso (come Pallade Atena).
Arrivare al portone di casa. Vedere la freccia rossa rivolta verso il basso sull'indicatore luminoso dell'ascensore. Un istante per capire. E la porta scorrevole si apre. Dalla sliding door non esce Gweeneth ma occhio luminoso, con un gordo cardigan di lana marrone a coste larghe. Il casco nella mano destra. Scambiamo uno guardo intenso. Hola que tal, bien y tu. Siamo lì fermi uno di fronte all'altro con i piedi ben piantati, con la voglia di parlare e con le parole che non arrivano al mio cervello. E lui che dice bueno, que te vaya bien
sabato 11 ottobre 2008
lenzuola a fondo celeste con fiori azzurri e bianchi
lo stress della notte passata
una stella cadente a picco sulla spiaggia
le onde del mare che rincorrendosi si infrangono le une contro le altre
qualcuno che mi abbraccia, dolcemente
qualcuno che ogni 30 secondi pronuncia la parola sex
e una borsa rubata
sabato 27 settembre 2008
amichevolmente
È che io da questo punto di vista sono davvero un caso irrecuperabile. Se un dente non mi si spappola, non vado dal dentista. E ora siamo al momento fatidico. All'inizio della fine. Ho cominciato ad avere dolore nel sogno.
Già prima tuttavia il mio sonno era agitato e alterato dalle emozioni di questi giorni. Vedere o sentire persone amate una volta ogni tre mesi incide notevolmente sulla mia emotività.
Oggi ho parlato con amiche con cui non parlavo da un po'.
Con la mia amica glottologa. Con la mia amica neoprofessoressa. Con amichetta di Spagna.
E amichetta di Spagna non mi ha quasi dato il tempo di alzare la cornetta che mi ha detto: "Mi sposo". "Mi sposo". Con una voce felice e quasi sorpresa. Un po' titubante. Cioè curiosa di vedere la mia reazione.
Il mio cuore è stato invaso dalla felicità. La prima volta nella mia vita che mi emoziono perché qualcuno mi annuncia che si sposa.
Il fatto è che amichetta di Spagna è un'antimatrimonista. Da quando la conosco. E il fatto che a un certo punto abbia sentito quest'esigenza, mi fa credere nell'amore.
Quando io ho conosciuto amichetta, lei era già innamorata di questo ragazzo, che invero è molto fortunato. Quando io ho conosciuto amichetta, lei viveva a un congruo numero di chilometri dal fidanzato. Quando io ho visto per la prima volta il fidanzato di amichetta di Spagna, lei aveva un sorriso radioso e i suoi occhi già brillanti erano ancora più luminosi, la sua testa reclinata da un lato in direzione di lui. E il suo corpo perso nell'abbraccio. E pensai: "Quanto lo ama".
Io non credo molto nel matrimonio. Direi che non credo nel matrimonio di tutti. Credo che sia triste che molta gente si sposi solo per fare una grande cerimonia. Perché così fan tutti. Perché si ha paura di perdere un treno.
Amichetta non rientra in nessuna di queste categorie. Ho sempre stimato Amichetta per quello che ha avuto il coraggio di lasciare per trasferirsi nella città (anzi nel Paese) del suo ragazzo, dove essenzialmente non conosceva nessuno dove non aveva un lavoro. E sentirla felice, e vedere che è cambiata, mi ha emozionato. Mi è venuta voglia di parlare con lei. Di sapere com'è successo. Che pensieri ha fatto. Che esigenze ha.
E mi ha dato una gran fiducia nell'amore. Io so che questa decisione è frutto di amore. Mi dà speranza nella vita.
Intanto subito dopo la telefonata di amichetta, mi è arrivata una risposta ad un sms che avevo inviato qualche giorno fa. Il ragazzo mi ringraziava per gli auguri di compleanno. E mi diceva che todo el mundo si è ricordato del suo cumple.
Altra emozione.
Il dente è ancora indolenzito. Di un indolenzito dolorante.
Insomma quando torno a Barna dovrò decisamente trovarmi un dentista. E con urgenza, per di più.
Mercoledì lui mi ha mandato un sms: "I hope you are enjoying Italian food".
Io ho risposto dopo qualche ora. E lui il giorno dopo: in spagnolo, un messaggio lunghissimo il cui succo era che era contento del fatto che tutto in Italia fosse come io lo desideravo.
Non so se lo capisco questo ragazzo. Ma so che comincio a...
Muxos besos.
sabato 6 settembre 2008
un venerdì
Allora torni alla tua almohada lunga lunga (sì, qui i cuscini sono matrimoniali) ma il tuo sogno erotico-sentimentale è già sfumato e la routine, i ricordi, lo stress cominciano a invadere il tuo cervello. Ti rigiri. Avvolgi la testa nel cuscino per non sentire il rumore di fondo della città. Ti rigiri. E tuo malgado ti alzi. Mezza nuda, sperando che la coinquilina non abbia ospiti, ti rechi famelica in cucina per il consueto gesto. Acqua, filtro, caffè, cucchiaino, tazzina, zucchero. E torni in camera. Dove... tuo malgrado... cominci a preparati, lentamente, per riscaldare il motore, con dolcezza...
E il venerdì comincia.
La parte noiosa del venerdì comincia. Quella parte in cui vorresti che i clienti fossero morti tutti. Che l'azienda ti pagasse per non far niente. In cui vorresti che il software sul mercato funzionasse davvero. Quella parte in cui sei così stanco dopo una settimana di lavoro che l'idea di uscire a cena la sera ti sembra una fatica insopportabile. Quella parte di giornata in cui gli occhi ti si chiudono. In cui ogni tanto guardi il tuo compagno di banco per vedere se anche lui si sta appapagnando. Quella parte in cui sei grata alla ragazza con le unghia lunghe se inizia a criticare la professionalità di qualche collega solo perché così puoi smettere di fare il tuo lavoro per alcuni minuti.
Poi a un certo punto: piiiing. 18.10.
E cominci a pensare:
1) casa, piscina, casa, cena?
2) casa, siesta, cena?
3) casa, piscina, nanna?
Lui esce.
Tu:
Sottoponi al vaglio pro e contro di piscina, uscita con soli uomini, andare a dormire subito e fino a domani mattina, mentre skaipeggi con mamma, sorella, amica d'Irlanda (che l'hai chiamata senza preavviso -e che voglia che hai di sentirla!- e la cogli mentre è da Tesco), JoFalchetto.
Decidi. Opti per l'opzione 4: bagno post-telefonate, un poco di relax e uscire a cena.
15 minuti prima dell'appuntamento chiudi alle tue spalle la porta di casa, per dirigerti verso la metro.
Le porte dell'ascensore si aprono. Entri. Premi la B (sì gli ascensori spagnoli hanno più tasti con lettere che tasti con numeri). Arrivi al piano Basso. Le porte si aprono. Davanti a te, un uomo incede sicuro ma rilassato. Senza fretta. Maglietta a mezze maniche che dice in uno sguardo sono ancora in ferie mi posso mettere la t-shirt rosa, hai capito io sono in ferie, vacanze, vacaciones, vacances, holidays. E' lui. L'unico condomino che ti fa piacere incontrare. Victor. E' li. Lo saluti. Un po' titubante. Non lo vedi dall'ultima volta che lo incontrasti all'uscita del portone. C'era tua madre. Che guardò, ascoltò il saluto intercorso tra te e il suddetto, lasció che il portone si richiudesse alle vostre spalle e laconica disse "Bell'uomo".
Lui ti saluta. Accenna un sorriso. Ti chiede come stai, quasi incerto sul se si può fermare a dire una parola in più o no. Probabilmente nota il tuo sorriso aperto, perché la dice: ¿que tal las vacaciones?
No, non sono stata in Italia. Sono stata in Finlandia e qualche giorno in Costa Brava.
¿Donde? aqui y aqui.
E tu? Belize y Guatemala.
Con la mochila. Sono dimagrito 3 chili.
Non smetti piú di fare domande. Lui sembra compiaciuto. "Perché sogni di andare in Guatemala?", ti chiede.
Eri scesa in orario per l'appuntamento a cena ma ora sei in ritardo. Vi salutate.
Sorridi, sei contenta. Un uomo cos¡ normale... ma che ascolta Glorya Gaynor... fa le vacanze in posti lontani. Con lo zaino. Prendendo i bus. Camminando nove ore al giorno. E' stato in piú paesi extraeuropei di quelli che tu hai visto in Europa.
Mentre ripensi alla conversazione, cammini. Verso la metro. E pensi. Foto. Avrá fatto foto. Magari lo incontreró di nuovo.
Sei quasi arrivata all'appuntamento con i tre uomini, che pensi siano due, quando il cellulare squilla ed è lui che ti chiede dove sei e perchè lasci aspettare tre uomini che sono lì per te.
L'ansia che avevi prima di decidere cosa fare la sera è completamente svanita. Li saluti. Tutti e tre. E cominciate a ridere e scherzare. E camminate alla volta del ristorante etiope. Proposto da te. Arrivate. Dentro è bellissimo, accogliente e curato ma con la semplicitá che ci si attenderebbe. Tavolini in paglia colorata accolgono grossi vassoi argentei su cui troneggia un pane rotondo tipo base della pizza con sopra carne. Mangiate. Con le mani. Bevete succo di gawaba (o qualcosa del genere) e tè (rigorosamente con hielo perchè siete a Barcelona e qui in estate il tè si beve con ghiaccio). Insomma risate, mani sporche, comida picante, rica y guarra :-) ancora risate. E sì, per questa sera era la scelta giusta. Mi ha risollevato l'umore nero di un'intera settimana. A volte le cose sono piú facili a farsi che a dirsi.
Casa di nuovo. Un passaggio tra i blogger. E nanna. Non senza un pensierino della buonanotte.
Sì, ti chiederó le foto!
martedì 26 agosto 2008
credo che non si possa immaginare...
armonia nei sentimenti, capacità di provare emozioni, originalità e sauarfer nel lavoro. Fino al giorno xxx settembre in cui pare che dovrei innamorarmi per davvero.
Se non fosse che l'oroscopo già me l'ha detto più volte quest'anno che mi innamoravo.
E devo dire che la voglia e la predisposizione ci sono.
Manca la meteria prima.
Ma la verità è che non c'è più nemmeno la fretta, non c'è l'ansia, c'è una strana sicurezza che arriverà. Quando dovrà arrivare. Quasi invisibile. Ma subito bene accolto.
E c'è la conapevolezza che il passato è il passato. Quasi come una vittoria.
C'è quella strana percezione della vita che mi dice con precisione e istintivamente se sto perdendo del tempo, che mi fa evitare di mettere energie in cose o persone che non le meritano. Che mi fa andare avanti per la mia strada, perché poi alla fine per me è ancora vero quello che mi insegnò mia madre da bambina, che è meglio soli che male accompagnati. Dove male non vuol dire che la persona che ti accompagna non è buona, ma solo che non è quella giusta per te.
E se Farewell mi fa piangere perché l'ex uomo della mia vita non è più mio, è proprio questa consapevolezza che mi fa sentire forte, forse perché so come ci sono arrivata. Perché so che passo dopo passo, ragione dopo ragione, discussione dopo discussione, errore dopo errore, sono arrivata fin qui. Fino a questa città multilungue ma con una sola tradizione a cui i più devono adeguarsi se vogliono integrarsi.
E insomma anche il terzo dei tre pensieri si è rivelato ampassan. E questa volta non penso nemmeno che dipenda da me. Non penso che potevo fare le cose meglio. Non penso che potevo evitare qualcosa. Penso che ho fatto quello che mi andava di fare, e che proprio perché l'ho fatto so quello che voglio. E quindi quello che non voglio.
E intanto ho un'amica, che dopo domani compie gli anni. Molti meno di me. E sono contenta di passare il suo compleanno con lei, mangiando pizza. Lei che non lo festeggia mai. Lei che prima mi diceva di no e ora si lascia trascinare dalla mia voglia di vivere.
Il fatto di lasciare un segno nella vita e nel sorriso della gente, è anche questo che dà forza. O almeno che dà forza a me. E intanto oggi la mia collega tornata a lavoro dopo due settimane mi ha detto: oh, ma lo sai che ti sei fatta proprio secca. Erano almeno 10 anni che qualcuno non associava a me la parola secca. E oggi ho comprato il biglietto per tornare a casa. E mentre lo compravo mi sono accorta che l'ho comprato per il giorno del compleanno dell'uomo col cellulare nuovo. Ma non ci sarà il suo compleanno. Non ci sarà lui. Né io e lui. Ci sarò solo io, a casa, felice con la mia famiglia. E questo anche è forza. Che poi è anche lo stesso giorno in cui l'oroscopo dice che mi innamorerò. Non che ci creda, eh. Cioè negli oroscopi sì, ma in questa cosa qui no.
sabato 9 agosto 2008
persone che amo
Emozioni incredibili all'arrivo e durante il tempo insieme.
Ma poi la percezione che rimarrai di nuovo sola, quando se ne saranno andati.
Sangria e chiacchiere. Regali e sorrisi.
Amore e giri.
Oggi l'ex uomo della mia vita mi ha detto che aveva pensato che volessi tagliare i rapporti con lui... perché non lo contatto molto e in genere quando parliamo vado di fretta.
Mail scambiate con qualcuno con cui sono stata bene, hace mas que un mes now...
Un po' harta delle mail.
Sonno. Sueño.
domenica 27 luglio 2008
nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma
soprattutto le relazioni
Oggi pomeriggio nella calura estiva non riuscivo a muovermi, a stare in piedi, a uscire, a stare al pc. Il mio corpo lentamente si è abbandonato sul mio letto misura 150 con la finestra di fronte aperta e tutte le porte della casa aperta. Mi sono addormentata nella brezza. La luce calda entrava dalla finestra.
mi sono svegliata per rumori provenienti da una finestra che dà sul patio interior.
Una sensazione antica, già provata, di città sul mare. Di spensieratezza da studentessa. Di certezza dell'amore del mio compagno d'allora. Un'istante. Di tempo illimitato ed eterno. Di motorino in costiera. Di gelato nella villa comunale.
Un'istante in cui passato e presente si sono confusi.
E un risveglio senza rimpianti. Una vita diversa.
Persone che ci sono ma in modi diversi.
O persone che non ci sono più ma sono nel nostro cuore. Come mia nonna, le sere d'estate fuori al balcone. Biscotto di grano col succo di pomodoro. Frittelle di sciurilli e bocconcini. A volte la tv a volume da sordo. Odore di basilico.
e l'odore forte di mia nonna
e ci sono relazioni a distanza
soprattutto relazioni a distanza
le mie 4 migliori amiche vivono due in Irlanda, una a Napoli e l'altra a Roma
l'amica più stretta che ho qui la conoscevo già prima di venire qui, ma avevamo un rapporto diverso. Saltuario. Di simpatia, ma non stretto.
E ora è diverso. Ieri senza motivo mi ha regalato un libro.
un libro di candele
sabato 26 luglio 2008
Le Scogliere sono immerse nel mare, ma questa Scogliera si è immersa nella cultura finlandesa (con la A perché è femmina)
Insomma la ragazza italiana ha davvero fatto il pieno di suomi.
mercoledì 21 maggio 2008
Invio sms all'uomo delle scomparse repentine e (apparentemente) definitive riuscito
lunedì 31 marzo 2008
Barcelona come Galway... per due giorni

Sono venuti, hanno portato i loro sorrisi, il loro amore, e la nostra storia.
Sono andati via.
Mi hanno lasciato calore, sorrisi, amore e tante risate.
In otto, 14 ore insieme sabato. E qualcuna in meno la domenica. Barceloneta, Gracia, Monjuic. Aneddotti, battute, ricordi e quel parlarsi addosso. Quella voglia dell'altro. Quella consapevolezza di qualcosa di speciale che ci ha uniti e ci unirà per sempre. E mangiare insieme quelle delizie che un anno fa ci erano negati. Godere insieme di quel sole a cui già ci siamo riabituati e che ci mancava da morire nell'isola incantata.
"GRACIAS Por sU visiTA".
Un Gallifante para nosostros
domenica 23 marzo 2008
Gioielli di Catalunya

Ho sempre pensato che il paese di pescatori più bello del mondo fosse Amalfi, con le sue case bianche, l'imponente duomo con la sua lussuositá arabeggiante, il fiume e le cartiere ai piedi del monte.
Ma...
Nell'estremo nord della costa catalana, risalendo da Girona, superando Figueres, si incontra un paesino raggiungibile solo da una "carrettera" sinuosa come una donna. Dal centro di Cadaques, a ridosso sul mare, senza "platjia", sulla destra si raggiunge un sentiero costiero sulle rocce, da cui si vedono isolotti e scogli e il mare di tonalità intense di azzurro. E dove non mancano piccole spiagge, dette calas.
Una quindicina di kilometri piú a nord, Cap de Creus è un insieme di colline rocciose irregolari e selvagge a dividere il mare in due. Tanto ventoso da dar miedo, più selvaggio dell'angolo più isolato di Irlanda. Il coche, una piccola ford Ka a noleggio, quasi volava via nonostante alla guida fosse un'imponente scogliera :-)
Compagni di viaggio un'amica italiana in visita, l'amica catalana dell'isola incantata e un sorridente ragazzo brasiliano.
Comida: suquet, peix a la planxa, sopa de peix, e altre prelibatezze catalane.
Idioma: catalano in una varietà simile al mallorquino.
Nuove "paraulas": patatona (=figa),"te'l portu" (detto di un croissant dal barista del "casino"), escamarlanes (scampi).
giovedì 6 marzo 2008
ci sono cose...
Anche se è passato
Anche se non ti appartiene
Ci sono mail che scrivi per riconoscenza. Momenti in cui vorresti non averle scritte. In cui vorresti che lui ti rispondesse. Momenti in cui vorresti incontrarlo e vedere come ti senti. Momenti in cui aspetti con ansia il 28 di marzo o il 18 di aprile, con la paura di rimenere delusa.
Momenti.
Dimmi che amerò di nuovo. Dimmelo.
Che ci saranno ancora odori e parole e sguardi e istanti che mi entraranno nell'anima.
mercoledì 27 febbraio 2008
Casi della vita
Ludovica: allora, com'è andata la giornata?
Giuseppe: bene, tra un po' vado da Vanni a vedere la partita con tutti gli amici del fantacancio. Mangiamo la pizza.
Ludovica: Diavola?
Giuseppe: sì io sono un abitudinario, mangio sempre la stessa pizza, leggo la targhetta dell'ascensore tutti i giorni...
Ludovica: sono un abitudinario come Elio?
Giuseppe: yeah
Ludovica: beh ora scendo, vado a telefonare a mia madre.
15 minuti più tardi
Voce: Pronto?
Ludovica: Ciao
Voce: Pronto?!
Ludovica: Mamma? Pronto?
Voce: Ludovica! Ciao!
L: Ciao Mamma! Come stai?
MdL: Bene, sto proprio bene. Ho un messaggio per te. Ti ha chiamato Maura, quella tua amica di Roma.
L: Ah sì? Mi fa piacere
MdL: Non lo sa sapeva che vivi a Barcellona.
L: Sì, l'avevo chiamata prima di partire, ma non la trovai.
MdL: ha la possibilità di mandare una persona a insegnare in America per un anno. E ha pensato che poteva fa rti piacere. Lo stipendio non è molto alto, ma avresti vitto e alloggio. Le ho già detto tutto, Cce hai un contratto a tempo indeterminato etc. MI ha lasciato il suo recapito, così la chiami e le dici.
L: insegnare cosa?
MdL: ah questo non lo so.
L: vabbè, tu come stai? che mi dici? io oggi...
15 minuti più tardi.
Ludovica passeggia tranquilla in un vicolo del centro storico di barcellona, con le vetrine illuminate e il popolo vociante a due passi da lei. Nella mente pensieri vaganti.
Ah così Maura non si era dimenticata di lei. E' strano come lasciamo una traccia nella mente della gente, a volte. Come la stima che qualcuno ha avuto di noi anni orsono non diventi polvere.
Insegnare italiano in una università americana? ad agosto. un anno. Gli Stati Uniti non sono la mia cup of tea. Voglio libertà, non schemi. Piuttosto l'Argentina, il Perù, il Guatemala. Sono qui da troppo poco... e ci sono venuta per voglia di sedenterietà... Bello cullarsi nell'idea però. Ma la vita è un'altra cosa. Pero bello che Maura ancora mi pensi. Certo se fosse stato per insegnare linguistica, non ci avrei pensato 30 secondi. "non hai vinto, ritenta".
Ludovica è arrivata a casa, al PC c'è Dorotea. Ludovica racconta la novità, ma le ossa le fanno male, e il cervello è mezzo addormentato...