lunedì 31 ottobre 2011
Dubliners
Sarebbe più corretto che io pensassi a me stessa come ad una donna che vive a Dublino, che lavora per lo più in casa, che non parla con nessuno del vicinato, che non ha amici nella città in cui vive, che non fa quasi niente, non va in piscina, non va al cinema, che guarda le serie in TV (la TV?!!?!?), che non va quasi mai a mangiare fuori, ma se può cerca posti dove facciano l'Irish Stew, che evita ristoranti italiani e spagnoli come la peste, che non ha amici vicini ma solo lontani, che legge il blog di Hanz (un italiano che per sua fortuna vive a Barcellona), che non ama specialmente nessuna parola locale, che cerca spagnoli e catalani con cui parlare la sua lingua preferita.
Se penso a me stessa penso a una donna di 36 anni in grado di cambiare la sua vita e di prendere le sfide che la vita le offre. Se penso a me stessa penso a una donna che ce la sta mettendo tutta per dimostrare a se stessa che l'opinione che qualcuno aveva di lei non era corretta. Se penso a me stessa, penso alla quantità di persone che mi vuole bene o che credo mi voglia bene. Se penso a me stessa...
domenica 5 settembre 2010
sabato 19 giugno 2010
venerdì 18 giugno 2010
non di solo 'les corts' vive l'uomo
questo è essenzialmente un post di foto dedicato al mio inviato speciale a barcellona preferito, ovverossia il signor hanz
al grido del motto non 'non di solo les corts vive l'uomo' vi presento un po' di foto prese al parco della guinaueta una domenica in cui tanto per cambiare si festaggiava qualcosa.
la cosa carina erano i cartelli, sparsi per tutto il parco ed erano carini perchè erano, udite udite, gli stessi cartelli usati nel 1985 per la stessa festa di cui si celebrava l'anniversario.
insomma forse non era la sera migliore per caricare le foto perchè la mia connessione fa i capricci.
a presto.
venerdì 5 marzo 2010
giovedì 10 dicembre 2009
Al matì em llevo als tres cuarts de vuit
Mentre scendevo le ripide scale del palazzo antico e guardavo con gli occhi verso il basso le mattonelle rosse, quelle di una volta, che ora non ci sono più, graffiate dagli anni, ho pensato alle scale che ho sceso e salito. Ai portoni, di vetro e ferro, agli ascensori -dove c'erano-, ai citofoni, alle voci che rispondevano ai citofoni. Ai "Benvenuta nella nostra casa", ai sorrisi di chi mi aspettava felice di vedermi e a chi chiudeva la porta dietro di me domandandosi già quando ci saremmo rivisti di nuovo. Ho pensato alle città.
Finita la scala, passato il portone, la strada mi attendeva densa già di gente e automobili. Odore di città widely spread. Ho girato a sinistra, nei vicoli da paesino di collina con i palazzi bassi e quella sensazione di famiglia, calore, casa accogliente, amore. Il mio vicolo scendeva verso il basso, verso la costa che si affaccia sullo stesso mare su cui sono nata. Chissà se mia madre dalla finestra della cucina guardava quel mare. Io scendevo, pensando a quella strana vena di tristezza e alla differenza tra l'essere di destra e l'essere di sinistra.
con la giacca vanno verso destra
il concerto nello stadio è di sinistra
i prezzi sono un po' di destra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
I collant son quasi sempre di sinistra
il reggicalze è più che mai di destra
la pisciata in compagnia è di sinistra
il cesso è sempre in fondo a destra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
La piscina bella azzurra e trasparente
è evidente che sia un po' di destra
mentre i fiumi, tutti i laghi e anche il mare
sono di merda più che sinistra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
Può davvero condizionare la tua vita il fatto, ad esempio, di avere un compagno di destra, anche se tu ti senti inevitabilmente di sinistra, se credi nell'assistenza medica gratuita, nelle uguali possibilità per tutti, nell'ingiustizia di una società in cui i ricchi possono studiare di più e meglio dei poveri, dove la gente viene giudicata per come veste? Può?
Ai posteri l'ardua sentenza, diceva il poeta.
Camminavo per il mio vicolo, senza davvero cercare una risposta alle mie domande, quando di repente vedo comparire da dietro a un palazzo modernista verdamente e florescamente decorato timido, ma caldo e giallo più che mai, l'invernale raggio di sole che martedì cercavo disperamente nelle piazzette di Gracia senza troppo successo.
Scendevo in quella direzione, accecata dalla luce eppur felice. Scendevo, scendevo sempre di più. Il sole come stella cometa sul mio cammino.
Poi i palazzi diventano più alti e la geometria squadrata. Sono sul marciapiede a mano derecha e scendo. Incrocio quel pezzo di Carrer Provença dove la carreggiata è divisa in due da uno stand del bicing. Mi giro di un centinaio di gradi verso destra, il raggio di sole si è infranto contro i comignoli della Pedrera, che vedo da dietro, ma pur frantumato come tra gli infiniti angoli di un prisma mi chiama, illuminando il roccioso Gaudì del suo giallo brillante color bianco d'uovo.
Scendo, scendo, scendo, e passo –di nuovo- davanti all'albergo dove il nero con i capelli brizzolati vestito come un dipendente d'hotel da film americano, con palandrana rossa dai giganteschi bottoni dorati, mi saluta con entusiasmo come se fossi un cliente o qualcuno che aspettava che passasse. Non passo di lì tutti i giorni. E quando è lì a salutarmi ho ogni volta quella sensazione che mi aspettasse.
Il raggio di sole non c'è già più e il suo abbraccio caldo è ora diventato umidità squadrata dell'esciampla. Il mio umore è statico. Mando un sms. Un sms di sinistra. A cui il destinatario di destra non ripsponde.
…
Mentre seguivo il raggio di sole nelle mani avevo una busta rossa, con dentro un pacchetto rosso e un'etichetta arancione con la scritta bianca Natura. Il topo di plastica che è lì dentro non ha niente di naturale. Un omaggio al capitalismo. Come tutta la mia vita d'altronde. Si può essere di sinistra in una società di destra? Pace all'anima delle vecchine.
Ora guardo siti di storia per capire se la dittatura di Hitler era di destra o di sinistra. E scrivo a voi i miei pensieri.
un raggio di sole per te
che cosa pensi tu
giovedì 28 agosto 2008
come io e te che stiamo a guardare tutte queste cose passare
Cose facili: trovare il sito dell'Università di Barcelona e scoprire tutto, tutto ma proprio tutto riguardo al corso di laurea a cui ti vuoi iscrivere.
Cose difficili: capire dove si deve andare per iscriversi all'università di Barcelona
Cose facili: decidere come vestirti per andare a mangiare una pizza napoletana
Cose difficili: trovare le chiavi di casa ammishcate al tuo disordine prima di uscire per andarti a mangiare una pizza napoletana
Cose facili: fare quattro chiacchiere in messenger con l'uomo col cellulare
Cose difficili: non farti prendere dalla nostalgia quando fai quattro chiacchiere in messenger con l'uomo col cellulare
È venuto lo stesso, baby, ma non era invitato.
È venuto qualcuno, baby, che ci guarda e sta zitto,
e c'è qualcosa che cambia sotto questo soffitto.
martedì 26 agosto 2008
credo che non si possa immaginare...
armonia nei sentimenti, capacità di provare emozioni, originalità e sauarfer nel lavoro. Fino al giorno xxx settembre in cui pare che dovrei innamorarmi per davvero.
Se non fosse che l'oroscopo già me l'ha detto più volte quest'anno che mi innamoravo.
E devo dire che la voglia e la predisposizione ci sono.
Manca la meteria prima.
Ma la verità è che non c'è più nemmeno la fretta, non c'è l'ansia, c'è una strana sicurezza che arriverà. Quando dovrà arrivare. Quasi invisibile. Ma subito bene accolto.
E c'è la conapevolezza che il passato è il passato. Quasi come una vittoria.
C'è quella strana percezione della vita che mi dice con precisione e istintivamente se sto perdendo del tempo, che mi fa evitare di mettere energie in cose o persone che non le meritano. Che mi fa andare avanti per la mia strada, perché poi alla fine per me è ancora vero quello che mi insegnò mia madre da bambina, che è meglio soli che male accompagnati. Dove male non vuol dire che la persona che ti accompagna non è buona, ma solo che non è quella giusta per te.
E se Farewell mi fa piangere perché l'ex uomo della mia vita non è più mio, è proprio questa consapevolezza che mi fa sentire forte, forse perché so come ci sono arrivata. Perché so che passo dopo passo, ragione dopo ragione, discussione dopo discussione, errore dopo errore, sono arrivata fin qui. Fino a questa città multilungue ma con una sola tradizione a cui i più devono adeguarsi se vogliono integrarsi.
E insomma anche il terzo dei tre pensieri si è rivelato ampassan. E questa volta non penso nemmeno che dipenda da me. Non penso che potevo fare le cose meglio. Non penso che potevo evitare qualcosa. Penso che ho fatto quello che mi andava di fare, e che proprio perché l'ho fatto so quello che voglio. E quindi quello che non voglio.
E intanto ho un'amica, che dopo domani compie gli anni. Molti meno di me. E sono contenta di passare il suo compleanno con lei, mangiando pizza. Lei che non lo festeggia mai. Lei che prima mi diceva di no e ora si lascia trascinare dalla mia voglia di vivere.
Il fatto di lasciare un segno nella vita e nel sorriso della gente, è anche questo che dà forza. O almeno che dà forza a me. E intanto oggi la mia collega tornata a lavoro dopo due settimane mi ha detto: oh, ma lo sai che ti sei fatta proprio secca. Erano almeno 10 anni che qualcuno non associava a me la parola secca. E oggi ho comprato il biglietto per tornare a casa. E mentre lo compravo mi sono accorta che l'ho comprato per il giorno del compleanno dell'uomo col cellulare nuovo. Ma non ci sarà il suo compleanno. Non ci sarà lui. Né io e lui. Ci sarò solo io, a casa, felice con la mia famiglia. E questo anche è forza. Che poi è anche lo stesso giorno in cui l'oroscopo dice che mi innamorerò. Non che ci creda, eh. Cioè negli oroscopi sì, ma in questa cosa qui no.
sabato 9 agosto 2008
turisticando
Mi ha impressionato il modo in cui i catalani sono in grado di far conoscere all'umanità la loro storia. Ponti di ferro e plexiglass tra gli scavi. Tutto pulito lucente. Spiegazioni passo passo. E le audioguìas che Scogliera odia tanto.
domenica 3 agosto 2008
Scoprendo Barcelona
Tutta la gente che va a Barcellona vuole vedere Gaudì.
Gaudì ha il suo fascino devo ammetterlo. Però ha un neo. Ci vanno tutti.
Io quando l'anno scorso sono andata in vacanza a Barcellona sono stata a Parc Güell a vedere il lucertolone maiolicato e altre meraviglie. Però non è stato cos¡ bello. Non ho nemmeno potuto fare una fotografia alla lucertola perché la scalinata pullulava di educati turisti, quasi tutti italiani, che facevano nu burdell e pazz, urlavano, strattonavano, spintonavano, mangiavano, bevevano, gridavano. Esperienza edificante.
E se Parc Güell per lo meno è gratis, a Casa Battliò oltre al danno anche la beffa: 17 euro più una fila lunga mezzo Passeig de Gracia.
La mia ospite è atterrata a Barcellona con un grande libro di Gaudì sotto il braccio.
- Queste sono le cose che voglio vedere di più, mi ha detto.
La mia ospite a Barcellona ha una specie di ossessione.
La mia ospite a Barcellona vuole vedere Gaudì.
mercoledì 12 marzo 2008
Gli emigranti (soprattutto napoletani e zone limitrofe) e la pasta
Ma non ci perdiamo in discussioni sui sughi, che solo un incompetente non sa che la pasta la puoi fare con tutto. Anzi sulle salse. Perché la parola "sugo" a me mi ha sempre fatto pensare al paesano del paesino minuscolo della provincia di Potenza che si vuole atteggiare e che la parola salsa ci pare troppo brutta, troppo di famiglia e quindi dice "sugo", perché "sugo" fa più chic. Ma a me quando mi dicono sugo io penso alla carne. Se uno mi dice salsa io penso invece al pomodoro fresco, con le fogliolone di basilico, con i capellini come me lo faceva mia nonna, ché mia nonna i capellini li adorava. E ogni tanto mi diceva: "e vieni a mangiare da me, che ci facciamo due capellini col pomodoro fresco, che a tua mamma e a tua sorella non piacciono i capellini e a me e a te sì" :-) (cazzo che nostalgia!)
Insomma mia nonna... a no... insomma il sugo, no ma che dico: la pasta!
Insomma, la pasta.
Quando sono andata a Londra la prima volta, taaaanti anni fa, pensai: cazzo hanno la pasta Barilla
e la pasta Antonio Amato. Scogliera pensiero: azz ma allora Antonio Amato non è tanto una pasta locale... allora ha ragione mia nonna che compra Antonio Amato e non mia mamma che dice sempre a mia nonna, ma perché compri Antonio Amato che fa schifo, è più buona Russo, De Cecco, Voiello?
A Galway, vendevano la pasta Roma. La vera pasta italiana. Poi vedi sul retro della confezione ed è prodotta a Dublino. Voi pensavate che taroccavano solo i CD e le magliette Gioggio Ammani? Vi sbagliavate! Gastronomicamente parlando in Irlanda taroccano tutto ciò che è italiano. Insomma dopo aver provato la pasta taroccata, impari che al Tesco vendono la Barilla. Sarà anche italiana, e certo meglio della Roma, ma... tu sei campana... a te ti piace la pasta di Gragnano. Non puoi vivere senza le molle Garofalo, i fusilli Voiello, i Rigatoni De Cecco.
Inizia la tua astinenza di emigrante, finché non viene a trovarti un fratello, sorella, zio, mamma, cugino, amico del cugino, e via discorrendo che verrà gentilmente incaricato di portarti due pacchi di molle Garofalo, due pacchi di Rigatoni De Cecco e magari due spaghettini Voiello.
Poi... di botto... un evento sconvolge la tua vita.
Una sera che ti manca il latte, alle 10 piemme, decidi di andare in uno di quei newsagent supermercatini, costosissimi, dove vendono un po' di tutto, gelati, pizze pronte, muffin, caffè, cibi pronti e gli yogut yoplait (parentesi: gli yogurt sono l'unica cosa più buona in Irlanda che in Italia). E...
Nel ripiano più basso dei prodotti cerealicoli cosa vedi? Un colore azzurro noto. Con riga gialla nota. Un pacco abbuffato. Pasta. Pensi: sembra il pacco dei rigatoni De Cecco. Ma poi dici: no sono fusilli. Metti a fuoco: Fusilli De Cecco!!!! Due pacchi di fusilli De Cecco che sorridono fra una folla di Paste biologiche ango-austro-ungariche!!! Due pacchi di fusilli De Cecco giusto sotto la vera pasta alla carbonara pronta della Knorr!!! E ti sorridono. Ti vogliono! Tu ricambi il sorriso e ti innamori. Afferri i due pacchi con cupidigia. Poi ti insospettisci. E dici. Italiani. Vera pasta italiana. Ti domandi: se 90 grammi di grana padano costano tre euri... se una pizza margherita costa nove euri... se i ravioli giovanni rana... insomma... un pacco di pasta De Cecco, quanto costerà?
E la risposta è subito detta. Un euro e sessantotto. Che a voi vi sembrerà un botto. E a me pure mi sembrava un botto. Ma vi posso dire che a Barcellona (e ve lo siete chiesti perché in italiano si dice barceLLona con due ELLE e in spagnolo - e in tutto il mondo - di sidece BarceLona, con una sola L?) costa di più. Almeno dieci centesimi in più. E a Bcn gli stipendi sono almeno il 25% in meno che a Galway.
Insomma, hai trovato il paradiso, la luce, il tuo dio. Al massimo dovrai rinunciare a una pinta ogni sabato che ripagherà il prezzo di due pacchi di mezzo chilo di pasta. Insomma il tuo fabbisogno settimanale, bisettimanale nel mio caso.
Ma poi vai la settimana dopo allo stesso negozio all'incrocio di monroe's ... e scopri che non ce li hanno mica sempre? E quindi cominci a passare per il negozietto tutti i giorni, per aggiudicarti ogni volta i due pacchi prima di tutti gli altri italiani :-) hihihi
Barcellona invece è una metropoli. Sotto il mio ufficio un ristorante italiano -solo da asporto-, il cui proprietario... ma tu guarda... è argentino, vende tutti e dico tutti i tipi di pasta De Cecco e Voiello. Quasi due euro l'uno. E tutti ma dico tutti i tipi di biscotti del mulino bianco. Ma ti devi fare un mutuo per comprarli. A Natale il pandoro Le Tre Marie costava 13 euri. Hai capito niente.
E qua comincia la mia storia. Che si intitola... non ve lo dico il titolo, e sennò capite già tutto. Meglio che leggete
Ma voi:
li avete mai visti/mangiati/cucinati IN ITALIA gli spaghetti rigati?
Sì, avete capito bbene, rigati! Come i rigatoni ma spaghetti :)
Io li ho visti per la prima volta una settimana fa al Carfur.
All'estero gli spaghetti sono in genere immangiabili, io non ci provo nemmeno a comprare le varie Pasta Roma e Pasta Gallo (leggesi "gaglio"). Però trovandomi in una terra dove un pacco di pasta de Cecco costa 1.90 direi che se trovo un pacco di spaghetti Agnesi (che pare sia una delle poche marche esportate sia in Irlanda che in Spagna), anche se sono spaghetti RIGATI, li compro.
E vaggia ric' a verità, erano proprio bbuoni.
Ora da habituè dei prodotti a marca italiana creati solo per esportarli (vedi i sughi pronti De Cecco) sono andata a cercarmi "spaghetti rigati" in gugol.
Mi uscivano siti in inglese. E allora ho impostato la ricerca per le pagine in italiano.
E che trovo?
Spaghetti rigati Divella, 60 centesimi :-)
E spaghetti rigati Agnesi. Non solo per l'export.
Cioè lo so che a voi non ve ne fotte un biiip, però, voi non vi potete immaginare quanto sono venuti buoni.
Panna (si lo so spaghetti con panna suona male, ma avevo voglia di panna e di spaghetti).
Champignon
Rosmarino
Cipolla
e pepe nero.
E pure il messicano si leccava i baffi.
E mo (parola dell'italiano meridinale discendente diretta del latino "mox",nota di Scogliera la linguista would-be) beccatevi il sondaggino.
Rispondete nei commenti per favore. L'argomento mi interessa particolarmente.
Il sondaggio è:
Domanda uno
In italia avete mai mangiato gli spaghetti rigati?
Risposta A) Sì, passate alla domanda due
Risposta B) No. Il vostro sondaggio termina qui. Grazie di aver partecipato.
Domanda due
Di che marca erano gli spaghetti rigati che avete mangiato?
Risposte libere
:-)
Grazie di aver partecipato. Tornate a trovarci!
domenica 9 marzo 2008
A spasso per Barcelona
Fondato dalla reina Elisenda de Montcada nel 1326, il monastero rappresenta una delle migliori espressioni del gotico catalano.
Purtroppo Scogliera si è dimenticata la "camara" a casa!
venerdì 7 marzo 2008
domenica 24 febbraio 2008
Tocar un Djembe
Io sì!
Oggi! Qui.
Un'esperienza inolvidable.
Duemila persone, incluso un congruo numero di ragazzini, a suonare e ridere insieme guidati da una band francese.
Un modo sicuro per scaricare l'energia, avere mani doloranti e divertirsi da matti! :-)
mercoledì 20 febbraio 2008
Mischiafrancesco*
... a barceloneta...
Il vento...
la notte
poca gente
senso di periferia
l'odore del mare come uno schiaffo
La voglia di nuotare. Dell'acqua gelida che avvolge il mio corpo.
Mentre scrivo ho cominciato a cercare in youtube "Pasolini", spinta dalla canzone di cui sopra, che come saprete è proprio dedicata a lui.
Qualche settimana fa, in un festival che hanno fatto qui, ho visto Pasolini prossimo nostro (vedi video) di Giuseppe Bertolucci. Mi ha molto colpito.
Non so molto di Pasolini, a parte aver letto la sua tesi di laurea e un paio di poesie e aver visto un paio di film (non quelli famosi). Conosco la sua storia per sommi capi...
Mi ha colpito il fatto che quello che diceva 30 anni fa Pasolini sia ancora adesso "rivoluzionario".
Essenzialmente questo.
In youtube c'è anche la scena di caro diario in cui Moretti "parla" di lui.
No, non lo dico per fare l'intellettuale, che tanto si vede subito che non lo sono.
Era solo un pensiero. Forte come quello del mare.
Nuotare, sebbene non a mare, mi ha fatto bene. I miei muscoli dolgono. La mia mente si è svuotata, e i pensieri ansiosi hanno lasciato il posto a un altro genere di pensieri: poesia, musica, film.
A Valencia, nella università, c'era una spiegazione di come la città di Valencia si fosse opposta a Franco. E tra l'altro c'era una poesia di Antonio Machado dedicata alla morte di Garcia Lorca
Machado l'ho letto la prima volta da bambina, curiosando fra i libri di mia madre... Edizione spagnola con testo italiano a fronte. Abbastanza per capire...
La poesia era il mio amore da bambina... Il mio poeta preferito Carducci (orrore!) e Arnaldo Fusinato... (chi è costui? quello de L'ultima ora di Venezia). Doppio orrore!
E intanto ascolto Fabrizio de Andrè...
Che conosco poco tambien...
*Impossibile trovare l'etimo della parola Mischiafrancesco in google... eppure sono sicura di aver letto qualcosa in proposito anni orsono... Una strana parola, nevvero?
23.22... mi sono imposta di andare a letto a un orario decente... 23.33
23.40... peccato che poesia, musica e film mi facciano pensare a lui... alle sue parole di ieri e a quelle dette in questi anni. A quando leggevamo l'ode al carciofo di Neruda, a quando ci chiedevamo come mai la moglie di De Gregori non si incazzasse del fatto che il marito aveva dedicato una canzone d'amore a Caterina Bueno e... a molto altro... a quello che vorrei ora... con lui... a ciò che non si può cancellare, a quello che non tornerà mai più...
martedì 25 dicembre 2007
Bon Nadal e "cotilleo" variado :-)
La vigilia è stata bella: tranquilla e piena d'amore insieme.
Mamma, sorella, zio e zia, cugino diciottenne dagli occhi neri come il petrolio, amici che mi hanno portato i regali fino a casa perché io non avevo voglia di affrontare lo struscio e tutto il fracasso del centro.
Regali pensati e fatti con amore. Particolarmente apprezzati, anche perché inaspettati, i gadget di Dragon Ball. E molto altro.
Amici che mi amano anche dall'altro lato del mare. L'amica d'Irlanda, A., mi ha regalato una crema per il corpo all'ALOE vera, nella migliore tradizione dello sfottò galweigiano. Mi rendo conto che lo sfottò vi sfugge, ma a me no :-)
A Barcellona vedrò amichetta di Spagna, che è lì per le vacanze e si gode la sua famiglia e il meritato riposo :-)
Mentre la vita va, io vado a farmi un riposino.
lunedì 24 dicembre 2007
Caga tiò

mercoledì 7 novembre 2007
Cose fatte, cose da fare
Cose fatte:
- Visitato il sito di affitto case a Bcn, diverse volte, pare interessante
- Scoperto dove alloggerò la prima settimana
- Scoperto lo stipendio netto mensile
- Scoperto che il 24/12 è giorno lavorativo
- Preparato tutto quello che devo lasciare alla commercialista x chiudere partita IVA e non pagare tasse inutili nella mariuola Italia
- Cominciato a lavare cterve di panni che non entraranno mai nella valigia di max. 20 kg...
- Preparato l'elenco dei MUST da includere nella valigia (che tanto di sicuro mi scordo qualcosa)
- Preso informazioni sulle compagnie telefoniche e sulla SIM che mi conviene
- Avvisato un sacco di gente che vado via/arrivo :-)
- Convinta l'amica d'Irlanda a mandare CV a BCN nell'azienda in cui vado a lavorare io :-)
Cose da fare:
- Far entrare tutto il tuttibile nella "mochila"
- Ancora qualcuno da salutare
- Organizzare pizza con amici e hermanita
- Organizzare pranzo con "coinquiline"
- Pagare commercialista
- Preparare documenti di identità/biglietto aereo/indirizzo società/indirizzo posto in cui alloggerò
- Chiedere informazioni su Poble Nou come posto in cui vivere al fan di dragon ball e all'amica catalana
Cose da tenere a mente:
- Andrà bene
- Anche se andrà male ho sempre una casa in cui stare
- Sarò sempre io
sabato 3 novembre 2007
preparativi
Ho deciso, e sono contenta. Ho solo paura di sentire nostalgia, continuo a ripetermi che da Barcellona a casa di mia madre non ci vogliono più di 3 ore e mezza tutto compreso.
Il mio compleanno ha portato un numero congruo di bei regali, che mi saranno utili. :-)
Beh la verità è che non ho molta voglia di scrivere... mi sa che questo blog subirà un arresto finché non entrerò nella mia nuova vita :-)