Pagine

Visualizzazione post con etichetta l'isola incantata. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta l'isola incantata. Mostra tutti i post

lunedì 31 marzo 2008

Barcelona come Galway... per due giorni


Sono venuti, hanno portato i loro sorrisi, il loro amore, e la nostra storia.
Sono andati via.
Mi hanno lasciato calore, sorrisi, amore e tante risate.


In otto, 14 ore insieme sabato. E qualcuna in meno la domenica. Barceloneta, Gracia, Monjuic. Aneddotti, battute, ricordi e quel parlarsi addosso. Quella voglia dell'altro. Quella consapevolezza di qualcosa di speciale che ci ha uniti e ci unirà per sempre. E mangiare insieme quelle delizie che un anno fa ci erano negati. Godere insieme di quel sole a cui già ci siamo riabituati e che ci mancava da morire nell'isola incantata.

"GRACIAS Por sU visiTA".
Un Gallifante para nosostros

mercoledì 12 marzo 2008

Gli emigranti (soprattutto napoletani e zone limitrofe) e la pasta

In Spagna dicono che la cucina spagnola è migliore di quella italiana, perché gli italiani mangiano solo pasta. Gli italiani rispondono: perché voi la pasta solo alla carbonara e alla bolognese la fate (che poi, ndS, avete mai parlato con un milanese all'estero che pensa che il sintagma "pasta alla bolognese" sia stato inventato all'estero, epperché a milano la pasta alla bolognese la chiamano ragù ma a Napoli 'o rraù è na cosa diversa). E VOI, dicoono gli italiani agli spagnoli, e VOI e sottolineo VOI non lo sapete in quanti modi diversi si può fare la pasta.
Ma non ci perdiamo in discussioni sui sughi, che solo un incompetente non sa che la pasta la puoi fare con tutto. Anzi sulle salse. Perché la parola "sugo" a me mi ha sempre fatto pensare al paesano del paesino minuscolo della provincia di Potenza che si vuole atteggiare e che la parola salsa ci pare troppo brutta, troppo di famiglia e quindi dice "sugo", perché "sugo" fa più chic. Ma a me quando mi dicono sugo io penso alla carne. Se uno mi dice salsa io penso invece al pomodoro fresco, con le fogliolone di basilico, con i capellini come me lo faceva mia nonna, ché mia nonna i capellini li adorava. E ogni tanto mi diceva: "e vieni a mangiare da me, che ci facciamo due capellini col pomodoro fresco, che a tua mamma e a tua sorella non piacciono i capellini e a me e a te sì" :-) (cazzo che nostalgia!)
Insomma mia nonna... a no... insomma il sugo, no ma che dico: la pasta!

Insomma, la pasta.

Quando sono andata a Londra la prima volta, taaaanti anni fa, pensai: cazzo hanno la pasta Barilla
e la pasta Antonio Amato. Scogliera pensiero: azz ma allora Antonio Amato non è tanto una pasta locale... allora ha ragione mia nonna che compra Antonio Amato e non mia mamma che dice sempre a mia nonna, ma perché compri Antonio Amato che fa schifo, è più buona Russo, De Cecco, Voiello?

A Galway, vendevano la pasta Roma. La vera pasta italiana. Poi vedi sul retro della confezione ed è prodotta a Dublino. Voi pensavate che taroccavano solo i CD e le magliette Gioggio Ammani? Vi sbagliavate! Gastronomicamente parlando in Irlanda taroccano tutto ciò che è italiano. Insomma dopo aver provato la pasta taroccata, impari che al Tesco vendono la Barilla. Sarà anche italiana, e certo meglio della Roma, ma... tu sei campana... a te ti piace la pasta di Gragnano. Non puoi vivere senza le molle Garofalo, i fusilli Voiello, i Rigatoni De Cecco.
Inizia la tua astinenza di emigrante, finché non viene a trovarti un fratello, sorella, zio, mamma, cugino, amico del cugino, e via discorrendo che verrà gentilmente incaricato di portarti due pacchi di molle Garofalo, due pacchi di Rigatoni De Cecco e magari due spaghettini Voiello.
Poi... di botto... un evento sconvolge la tua vita.
Una sera che ti manca il latte, alle 10 piemme, decidi di andare in uno di quei newsagent supermercatini, costosissimi, dove vendono un po' di tutto, gelati, pizze pronte, muffin, caffè, cibi pronti e gli yogut yoplait (parentesi: gli yogurt sono l'unica cosa più buona in Irlanda che in Italia). E...
Nel ripiano più basso dei prodotti cerealicoli cosa vedi? Un colore azzurro noto. Con riga gialla nota. Un pacco abbuffato. Pasta. Pensi: sembra il pacco dei rigatoni De Cecco. Ma poi dici: no sono fusilli. Metti a fuoco: Fusilli De Cecco!!!! Due pacchi di fusilli De Cecco che sorridono fra una folla di Paste biologiche ango-austro-ungariche!!! Due pacchi di fusilli De Cecco giusto sotto la vera pasta alla carbonara pronta della Knorr!!! E ti sorridono. Ti vogliono! Tu ricambi il sorriso e ti innamori. Afferri i due pacchi con cupidigia. Poi ti insospettisci. E dici. Italiani. Vera pasta italiana. Ti domandi: se 90 grammi di grana padano costano tre euri... se una pizza margherita costa nove euri... se i ravioli giovanni rana... insomma... un pacco di pasta De Cecco, quanto costerà?
E la risposta è subito detta. Un euro e sessantotto. Che a voi vi sembrerà un botto. E a me pure mi sembrava un botto. Ma vi posso dire che a Barcellona (e ve lo siete chiesti perché in italiano si dice barceLLona con due ELLE e in spagnolo - e in tutto il mondo - di sidece BarceLona, con una sola L?) costa di più. Almeno dieci centesimi in più. E a Bcn gli stipendi sono almeno il 25% in meno che a Galway.
Insomma, hai trovato il paradiso, la luce, il tuo dio. Al massimo dovrai rinunciare a una pinta ogni sabato che ripagherà il prezzo di due pacchi di mezzo chilo di pasta. Insomma il tuo fabbisogno settimanale, bisettimanale nel mio caso.
Ma poi vai la settimana dopo allo stesso negozio all'incrocio di monroe's ... e scopri che non ce li hanno mica sempre? E quindi cominci a passare per il negozietto tutti i giorni, per aggiudicarti ogni volta i due pacchi prima di tutti gli altri italiani :-) hihihi

Barcellona invece è una metropoli. Sotto il mio ufficio un ristorante italiano -solo da asporto-, il cui proprietario... ma tu guarda... è argentino, vende tutti e dico tutti i tipi di pasta De Cecco e Voiello. Quasi due euro l'uno. E tutti ma dico tutti i tipi di biscotti del mulino bianco. Ma ti devi fare un mutuo per comprarli. A Natale il pandoro Le Tre Marie costava 13 euri. Hai capito niente.

E qua comincia la mia storia. Che si intitola... non ve lo dico il titolo, e sennò capite già tutto. Meglio che leggete
Ma voi:
li avete mai visti/mangiati/cucinati IN ITALIA gli spaghetti rigati?

Sì, avete capito bbene, rigati! Come i rigatoni ma spaghetti :)
Io li ho visti per la prima volta una settimana fa al Carfur.
All'estero gli spaghetti sono in genere immangiabili, io non ci provo nemmeno a comprare le varie Pasta Roma e Pasta Gallo (leggesi "gaglio"). Però trovandomi in una terra dove un pacco di pasta de Cecco costa 1.90 direi che se trovo un pacco di spaghetti Agnesi (che pare sia una delle poche marche esportate sia in Irlanda che in Spagna), anche se sono spaghetti RIGATI, li compro.
E vaggia ric' a verità, erano proprio bbuoni.
Ora da habituè dei prodotti a marca italiana creati solo per esportarli (vedi i sughi pronti De Cecco) sono andata a cercarmi "spaghetti rigati" in gugol.
Mi uscivano siti in inglese. E allora ho impostato la ricerca per le pagine in italiano.
E che trovo?
Spaghetti rigati Divella, 60 centesimi :-)
E spaghetti rigati Agnesi. Non solo per l'export.
Cioè lo so che a voi non ve ne fotte un biiip, però, voi non vi potete immaginare quanto sono venuti buoni.
Panna (si lo so spaghetti con panna suona male, ma avevo voglia di panna e di spaghetti).
Champignon
Rosmarino
Cipolla
e pepe nero.
E pure il messicano si leccava i baffi.

E mo (parola dell'italiano meridinale discendente diretta del latino "mox",nota di Scogliera la linguista would-be) beccatevi il sondaggino.
Rispondete nei commenti per favore. L'argomento mi interessa particolarmente.

Il sondaggio è:
Domanda uno
In italia avete mai mangiato gli spaghetti rigati?
Risposta A) Sì, passate alla domanda due
Risposta B) No. Il vostro sondaggio termina qui. Grazie di aver partecipato.

Domanda due
Di che marca erano gli spaghetti rigati che avete mangiato?
Risposte libere

:-)
Grazie di aver partecipato. Tornate a trovarci!

venerdì 4 gennaio 2008

Verità individuali

È che l'amore, come la vita, è una cosa che va per la sua strada. Non possiamo evitare che vada in una certa direzione. Non possiamo evitare che si esaurisca sotto l'influsso malefico della routine, delle incomprensioni, dei rancori non esternati, dei torti che si sente di aver subito.

Cionondimeno, il ricordo di un sentimento sincero e forte come pochi resta indelebile dentro di noi.

Ieri un'amica d'Irlanda in visita mi ha chiesto come andassero le cose con l'uomo col cellulare nuovo. Se acabò.

sabato 27 ottobre 2007

I post dovrebbero avere un titolo

Sabato pomeriggio

L'aria tersa è fredda, frizzante.
Sotto la pelle sento già Natale avvicinarsi. Lo sento.
L'anno scorso il natale non lo sentivo. Lo subdoravo dalle vetrine dei negozi, ma non lo sentivo, e comprai le lucine di natale da mettere nella mia stanza, per colorare l'ambiente e farmi sentire a casa. E fu una mossa geniale. Le adoravo. Le ho tenute finché non mi trasferii. E ora son qui, nel ripostiglio. Tra un po' andrò a ripescarle...

Ho consegnato il lavoro. Ne ho un altro per lunedì/martedì.

Cmq questo post era per parlare un po' di me negli ultimi giorni.
Mi sento come se avessi fatto passi da gigante.

1) sono di nuovo nella fase da voglia di socialità
2) giovedì ho passato tutto il giorno con Ansiolina venuta in visita. Abbiamo parlato a raffica, come sempre. Un altro viaggio nel tempo.

E veniamo al punto principale, al tempo. E per parlare del tempo che ho cominciato questo post. Non il tempo atmosferico, ma il tempo cronologico, gli anni.

Come vi ho già detto in un post qualche giorno fa, la mia vita in questi giorni mi sta scorrendo davanti. Persone e luoghi. Dettagli accantonati in un angolo della mia mente, assieme a vecchi sogni impolverati come le fotografie nell'armadio.

Non è facile mettere i miei pensieri in un discorso coerente.
Si tratta come di piccole epifanie accumulatesi giorno dopo giorno.
Non so se si possano chiamare verità, perché, come tutto in me, si tratta di cose mutevoli.

Un volta, quando qualcosa della mia vita finiva, in maniera abbastanza inconsapevole, la etichettavo come "negativa". Voglio dire, in alcuni casi sapevo trarre vantaggio dalle conseguenze di quella cosa conclusa, ad esempio nel lavoro, ma nel caso dei rapporti umani, se per qualche motivo perdevo il contatto con qualcuno automaticamente pensavo che quel rapporto non era stato sincero, o che quella persona era negativa o troppo diversa da me.

Tutto questo fino a quando ho lasciato il mio ex dopo 8 anni.
In quel caso mettere una croce nera su quel rapporto sarebbe significato negare me stessa, la mia vita. E il dramma di sentirmi divisa l'ho vissuto tutto in quei mesi.

Poi sono emigrata.
Mi sono affezionata a nuove persone, emigranti anch'esse. E i miei affetti hanno tutti avuto un che di temporaneo, per tutto il tempo lì. La gente veniva e se ne andava. Questo dava alla mia vita un certa dose di instabilità. Per tutto il tempo però ho creduto che quei rapporti fossero speciali. E ho avuto molto a cuore il problema di mantenere i contatti. Molti li mantengo anche ora che me ne sono andata io. Ma ci sono persone importanti di quei mesi, una in particolare, di cui non so più nulla.

Una volta il fatto che queste persone non si facciano vive mi avrebbe fatto dubitare della sincerità de loro affetto per me.
Ora so che ci sono epoche nella vita. Cose belle, che mi porto dentro. E gli altri se le portano dentro come me.

Nelle ultme settimane, ho dei momenti in cui mi manca profondamente il modo in cui mi sentivo qualche anno fa quando pensavo al mio ragazzo. Era un pezzo di me. È un pezzo di me.

Un paio di giorni fa, entrando nella casa vuota, ho sentito l'odore del passato l'odore della famiglia, di mia madre, mia sorella mia nonna. Il tepore del prendersi cura le une delle altre. Ho sentito la gioia di avere una famiglia.

Inevitabilmente in momenti come quello e in molti altri mi chiedo perché non ho voluto una famiglia con il mio ex. A volte penso che sto davvero perdendo qualcosa. Poi però ci sono momenti in cui mi sento viva e felice. E mi chiedo se lo fossi quando stavo con lui.
E il fatto è che lo ero ma in un modo diverso.

Intanto ho amici sparsi vunque. A volte mi chiedo, se ad esempio vivessi a Helsinki, sarei amica di Bionda come lo ero in Irlanda? uscirei con lei, farei cose con lei? E se vivessi a Roma, frequenterei Amica di Spagna? E se vivessi a Barcellona, a Cordoba, a Belfast, a Rimini?

Intanto so che nella mia vita ci sono rapporti importanti. E che ce ne saranno altri. E questo è già tanto.

A volte ci si sente bene, senza capirne il perché. E più si cerca di spiegarlo, più pare di girare attorno a qualcosa che non si può afferrare in nessun modo.

Solo piccole epifanie della mia anima.

domenica 21 ottobre 2007

Degli amici lontani

La mia amica d'Irlanda, A., originaria della mia città, è stata qui. L'ho appena vista. Abbiamo parlato come se il tempo non fosse passato. La sua vita e la mia vita. Il suo amore e il mio amore.
Una volta le mie amiche erano ragazze. Ora le mie amiche sono donne. Parlano da donne, pensano da donne, hanno la forza di donne e combattono come donne. E mangiano cioccolata come donne :-) E quando sono nei periodi no, le vedi con una sigaretta accesa e ti sorprendi, perché era tempo che non le vedevi fumare. E parlano, parlano, parlano.

A. è un donna aperta. In lei confluisce e si equilibra la mentalità tradizionale dell'Italia meridionale e quella cultura della tolleranza, dell'accettazione del diverso che appartiene alle persone colte e alle persone con molta esperienza di vita. A. vede la vita con obiettività, la sua vita e quella degli altri. Sa amare. Ama con discrezione, ma a piene mani. Non si risparmia. Sa avere pietà. Sa conciliare. Sa dire "ho sbagliato". Sa dirti dove sbagli con tatto.

E domani torna nell'isola incantata. Nella verde terra della pioggia.

martedì 28 agosto 2007

Luoghi



In questi giorni la gente torna dalle vacanze e posta le proprie foto. Oppure amici ti mandano i link ai loro album. Vedi posti che non hai mai visto o posti che ti sono cari.
Ci sono luoghi che li vedi una volta e ti entrano nel cuore. E ogni volta che passi per quelle strade, per quei lungofiume, per quei boschi, o davanti alla bancarella del falafel al mercato, penetrano più a fondo. E da quel pezzo di carne rosso non usciranno più.

Ci sono posti come questo, aperti al mondo, all'immensità dell'oceano, ma delimitati da prato verde, casette colorate, dai cigni in un ansa del fiume e da un cielo insolitamente azzurro. E quando ti trovi a guglare per cercare immagini di quel posto che hai nel cuore, trovi foto o video visibilmente precedenti al tempo dei tuoi ricordi. Noti che manca una casa, un palazzo, un piccolo ponte. Micropezzettini che ti sono cari, perché in quel palazzo hai vissuto alcune delle sere più divertenti della tua vita, perché su quel ponte hai detto a qualcuno cose che ti sembravano vere e importanti ma che non lo erano, perché in quei posti hai imparato a conoscerti.

È stato leggendo questo post qui, che trasuda attaccamento all'isola verde, che ho pensato all'acqua a e al verde a cui sono legata io.
Acqua grigia come il colore del cielo, ma azzurra quando il cielo è azzurro. Acqua che scorre accanto alla casa di Nora Barnacle, famosa per essere la compagna di Joyce. L'acqua che vedete nella foto (da wikipedia).
Questo è l'ultimo posto in ordine di tempo a essermi entrato nel cuore, ma ci è entrato in un modo che mi sembra indelebile. Dovranno però passare anni perché io sappia se davvero il ricordo sarà rimasto vivo. E tuttavia sarà un ricordo, mai più il presente perché "un altro giorno è andato, non ritornerà". Sarà quello il giorno in cui "ci accorgeremo che non ritorna mai più niente, ma finalmente accetteremo il fatto come una vittoria". Hopefully.


E la cosa strana è che anche se sono trascorsi pochi mesi da quando sei stata lì l'ultima volta, per te quelli sono solo ricordi. Lontani dalla tua vera vita, anche se tu non saresti ciò che sei senza quei posti e la gente che hai incontrato lì. E quando trovi in Internet foto come quelle che io sto vedendo adesso, ti sembra strano pensare che quei posti esistano ancora, che non siano andati via con te...




domenica 26 agosto 2007

Manca poco

Ci penso, manca poco al mio desiderato viaggio. Io, un biglietto aereo, uno zaino che ancora non ho, i miei "quattro stracci" preferiti e la mia storia.
È stata tutto sommato una settimana intensa... ho visto due persone importanti della mia vita, ho lavorato, ho organizzato una minivacanza per una di queste persone e sono addirittura riuscita a presentarle della gente di qui. Ho fatto foto. Diverse. Ho detto stupidaggini. Praticamente non ho scritto. Ho ascoltato.
Oggi in particolare. Ho ascoltato l'uomo-cellulare che mi parlava di noi. Del fatto che ben presto non saremo più amici. Tutto sarà un lontano ricordo. Lui avrà i suoi figli che non saranno i miei. Non avranno i miei occhi i miei capelli.
Mi accorgo che sono in attesa. Infondo anche se agosto è stato un mese tranquillo, ho fatto varie cose. Ho preso due contatti per un eventuale nuovo lavoro. Beh diciamo uno effettivo finora ma un'altro lo prenderò domani. Ho stabilito quali sono le priorità prima del mio viaggio. Ho anche prenotato un po' di sistemazioni per il mio viaggio. Ho letto due guide turistiche. Ho aiutato hermanita e mamy con i loro problemi di viaggio, bonifico in Canada incluso. E anche l'amica dell'hermanita, perché da qualche parte avevo per puro caso una guida della Croazia.
Ho fatto da guida turistica, ho illustrato all'amichetta di Spagna i vicoli della mia città e le principali attrazioni turistiche dell'ameno luogo in cui vivo. Ho imparato "una pecha de" nuove espressioni in spagnolo. Ho scoperto che mi piace Ismael Serrano... le sue canzoni intendo. Ho fatto sesso (un evento...). Ho cercato i negozi che vendono zaini da campeggio nella mia area e ne ho persino visitati due. Ah e sono stata 4 giorni fuori. Beh se confrontato a luglio, ho fatto "un monton" di cose. E ho lavorato of course. E negli ultimi 4 giorni ho tenuto il ventilatore acceso per 23,30h al giorno :-P Ovvero ho contribuito in modo congruo alla spesa elettrica dell'appartamento.

Beh cmq sapete una cosa, se uno non ha nulla dire, non dovrebbe scrivere.

HP, che poi sarebbe "hasta pronto". Già pensavate che facessi pubblicità eh? :-)

giovedì 9 agosto 2007

Il ritorno di Scogliera


In un caldo ma nuvoloso giovedì di agosto, Scogliera è al suo PC.

Sul pavimento della sua spaziosa stanza giace uno zaino arancione, grigio e nero, semivuooto, con le cerniere aperte. Accanto una tracolla di finta pelle nera e un portafogli aperto sul tappeto azzurro proveniente da un'isola greca...

Scogliera ha appena messo a lavare i pochi vestiti che aveva portato con sé nel ridente villaggio dove è stata da sabato a mercoledì.

Scogliera digita rapidamente sulla tastiera e sorride. È contenta. Ha visto i suoi familiari e una delle sue amiche più care dell'isola incantata. Scogliera e l'amichetta di Spagna sono andate a mare insieme (vedi foto, non mia, presa dal Web) per ben tre giorni consecutivi. :-) Non hanno smesso di parlare un secondo nel loro miscuglio di lingue, sotto gli occhi basiti dei parenti di Scogliera e relativi amici.


Tornando a casa Scogliera ha trovato ad attenderla il lavoro, un progetto le cui date di consegna combaciano perfettamente con il suo piano di fuga verso la Spagna. Olè! :-)

Ha trovato ad attenderla mail di amici con relative foto, la sua stanza pulita e ordinata, un sacco di verdure cotte e un bel sorriso caldo.

giovedì 2 agosto 2007

I miei amici stanno al bar a dispetto del tempo ma il tempo sorride e continua fermarsi qui

Me lo immagino: il ragazzo col codino nel suo paesello, con tutto il tempo davanti a sé. Col passato alle spalle e cose da fare con i suoi amici di sempre. Purtuttavia con due amiche recenti, diventate amiche di sempre, che cerca e che ama anche a km e km di distanza.

Oggi sarà a Marbella su una playa affollata con G&M che gli raccontano del loro fantastico viaggio oltre le colonne d'Ercole, delle spiagge, del freddo, della gente conosciuta. E lui sogna. Sogna il suo di viaggio, verso terre tailandesi o giapponesi, dove le donne hanno gli occhi a mandorla e gli uomini sembra facciano sì con la testa costantemente. IATA. Ya . Giapponese o spagnolo del sud?

Me lo ricordo quando quel giorno in quel museo in terra incantata gli chiesero se era tailandese...

Sarà lì e chissà se M gli chiede di me.
Probabilmente non si ricorda nemmeno più di me il ragazzo col codino, preso come sarà dalla sua vita, dai suoi weekend fuori, dalla ragazzina tosta e da tutto il resto. In attesa della sua vacanza nel pollaio sul mare...

Beh intanto io mi organizzo una vacanza verso quella terra sognata, fantasticata, desiderata...

y ya esta

sabato 21 luglio 2007

Un caldo sabato mattina di luglio in una calda città sulla costa tirrenica

Beh, lo so che dovrei dare titoli più impressive ai miei post... "impressive"... titoli più significativi.... titoli con maggiore pregnanza di significato... titoli attraenti.... attraenti già ci può stare... beh sono sicura che c'è un'altra parola però....

Ad ogni modo...

Mi sono svegliata tardi, nella calura estiva l'attività naturale della respirazione risultava difficoltosa. Ho accesso il fuoco sotto la macchinetta del caffè e poi ho accesso il pc. Il caffè ancora non era uscito quando Skype ha emesso un singulto e il rettangolino azzurro ha cominciato a lampeggiare sulla barra delle applicazioni, richiamando la mia attenzione. Ho parlato con "Bionda" che mi chiamava da casa di "Pesce gelatina", nel sud della Francia. "Bionda" viene dalla gelida penisola scandinava. "Pesce gelatina" è francese, i suoi hanno una splendida villa con piscina a un'ora da Marsiglia. Quest'estate "Bionda" ha portato la sua pelle lattea a ustionarsi lungo il bordo della piscina di cui sopra. Nella sua dimora di ghiaccio "Bionda" non ha la tecnologia dei tempi moderni chiamata "rete tra", così ha sfruttato l'occasione per chiamarmi. Bionda è stata la mia migliore amica per sette mesi all'incirca un anno fa, sull'"isola incantata" in cui ho vissuto per un po'. Ci scriviamo email in continuazione... lei le scrive dall'ufficio, ma siccome è in ferie già da 20 giorni era un po' che non la sentivo. "Pesce gelatina" è una ragazza "a modo" come avrebbe detto mia nonna ad indicare una persona garbata e cordiale che però non le infondeva una simpatia "a pelle". Magari solo per via di un naso troppo pronunciato o di una maglia troppo scollata. Beh però "pesce gelatina" sarebbe piaciuta a mia nonna, definitely. Con quel suo non so che di antico e algido. E con la sua ironia. Decisamente. Beh pesce gelatina è una persona che da un lato mi ispira simpatia, ma da un altro ha qualcosa di "chiuso" che mi desta diffidenza. Man mano che l'ho conosciuta però ho cominciato ad apprezzarla. È una giovane donna dall'intelligenza arguta, con una personalità ancora in fieri (come cercava di spiegarmi "l'astrologo" quando ero ancora sull'isola ) e un piacevole senso dell'humor. Ha una certa sensibilità inoltre... anche se nei contesti sociali a volte si astrae un po'.
Io e pesce gelatina avevamo una cosa in comune. Ci piace lo stesso tipo d'uomo... farei meglio a dire lo stesso uomo. Ne parleremo... c'è tempo...