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sabato 6 settembre 2008

un venerdì

un venerdì ti svegli strano. Ti sveglia la luce. E pensi sia tardi. Sei ancora immerso nel sonno ma la coscienza predomina sul tuo inconscio sonnolento e cerchi il cellulare per sapere l'ora. Trovi una chiamata persa da un numero che non conosci. Pensi sia qualcuno dall'ufficio e pensi "cazzo vuoi vedere che è mezzo giorno e non mi sono svegliata". Poi pensi anche: "vabbè chissenefotte, meglio se ho dormito di più". Poi finalmente guardi l'ora e sono solo le otto.
Allora torni alla tua almohada lunga lunga (sì, qui i cuscini sono matrimoniali) ma il tuo sogno erotico-sentimentale è già sfumato e la routine, i ricordi, lo stress cominciano a invadere il tuo cervello. Ti rigiri. Avvolgi la testa nel cuscino per non sentire il rumore di fondo della città. Ti rigiri. E tuo malgado ti alzi. Mezza nuda, sperando che la coinquilina non abbia ospiti, ti rechi famelica in cucina per il consueto gesto. Acqua, filtro, caffè, cucchiaino, tazzina, zucchero. E torni in camera. Dove... tuo malgrado... cominci a preparati, lentamente, per riscaldare il motore, con dolcezza...

E il venerdì comincia.
La parte noiosa del venerdì comincia. Quella parte in cui vorresti che i clienti fossero morti tutti. Che l'azienda ti pagasse per non far niente. In cui vorresti che il software sul mercato funzionasse davvero. Quella parte in cui sei così stanco dopo una settimana di lavoro che l'idea di uscire a cena la sera ti sembra una fatica insopportabile. Quella parte di giornata in cui gli occhi ti si chiudono. In cui ogni tanto guardi il tuo compagno di banco per vedere se anche lui si sta appapagnando. Quella parte in cui sei grata alla ragazza con le unghia lunghe se inizia a criticare la professionalità di qualche collega solo perché così puoi smettere di fare il tuo lavoro per alcuni minuti.

Poi a un certo punto: piiiing. 18.10.

FUGA

E cominci a pensare:
1) casa, piscina, casa, cena?
2) casa, siesta, cena?
3) casa, piscina, nanna?

CASA
Coinquilino messicano è tornato dal messico, ti accoglie alla porta di casa, ti abbraccia. Ti dà un regalo. Un collana di barro negro de artesania local.
Lui esce.
Tu:
Sottoponi al vaglio pro e contro di piscina, uscita con soli uomini, andare a dormire subito e fino a domani mattina, mentre skaipeggi con mamma, sorella, amica d'Irlanda (che l'hai chiamata senza preavviso -e che voglia che hai di sentirla!- e la cogli mentre è da Tesco), JoFalchetto.

Decidi. Opti per l'opzione 4: bagno post-telefonate, un poco di relax e uscire a cena.

15 minuti prima dell'appuntamento chiudi alle tue spalle la porta di casa, per dirigerti verso la metro.
Le porte dell'ascensore si aprono. Entri. Premi la B (sì gli ascensori spagnoli hanno più tasti con lettere che tasti con numeri). Arrivi al piano Basso. Le porte si aprono. Davanti a te, un uomo incede sicuro ma rilassato. Senza fretta. Maglietta a mezze maniche che dice in uno sguardo sono ancora in ferie mi posso mettere la t-shirt rosa, hai capito io sono in ferie, vacanze, vacaciones, vacances, holidays. E' lui. L'unico condomino che ti fa piacere incontrare. Victor. E' li. Lo saluti. Un po' titubante. Non lo vedi dall'ultima volta che lo incontrasti all'uscita del portone. C'era tua madre. Che guardò, ascoltò il saluto intercorso tra te e il suddetto, lasció che il portone si richiudesse alle vostre spalle e laconica disse "Bell'uomo".
Lui ti saluta. Accenna un sorriso. Ti chiede come stai, quasi incerto sul se si può fermare a dire una parola in più o no. Probabilmente nota il tuo sorriso aperto, perché la dice: ¿que tal las vacaciones?
No, non sono stata in Italia. Sono stata in Finlandia e qualche giorno in Costa Brava.
¿Donde? aqui y aqui.
E tu? Belize y Guatemala.

APRITICIELO
Guatemala? Il sogno della mia vita, Victor! E ti è piaciuto? Ma sei andato in spiaggia o all'avventura?
Con la mochila. Sono dimagrito 3 chili.
Non smetti piú di fare domande. Lui sembra compiaciuto. "Perché sogni di andare in Guatemala?", ti chiede.
Eri scesa in orario per l'appuntamento a cena ma ora sei in ritardo. Vi salutate.

Sorridi, sei contenta. Un uomo cos¡ normale... ma che ascolta Glorya Gaynor... fa le vacanze in posti lontani. Con lo zaino. Prendendo i bus. Camminando nove ore al giorno. E' stato in piú paesi extraeuropei di quelli che tu hai visto in Europa.
Mentre ripensi alla conversazione, cammini. Verso la metro. E pensi. Foto. Avrá fatto foto. Magari lo incontreró di nuovo.

Sei quasi arrivata all'appuntamento con i tre uomini, che pensi siano due, quando il cellulare squilla ed è lui che ti chiede dove sei e perchè lasci aspettare tre uomini che sono lì per te.
L'ansia che avevi prima di decidere cosa fare la sera è completamente svanita. Li saluti. Tutti e tre. E cominciate a ridere e scherzare. E camminate alla volta del ristorante etiope. Proposto da te. Arrivate. Dentro è bellissimo, accogliente e curato ma con la semplicitá che ci si attenderebbe. Tavolini in paglia colorata accolgono grossi vassoi argentei su cui troneggia un pane rotondo tipo base della pizza con sopra carne. Mangiate. Con le mani. Bevete succo di gawaba (o qualcosa del genere) e tè (rigorosamente con hielo perchè siete a Barcelona e qui in estate il tè si beve con ghiaccio). Insomma risate, mani sporche, comida picante, rica y guarra :-) ancora risate. E sì, per questa sera era la scelta giusta. Mi ha risollevato l'umore nero di un'intera settimana. A volte le cose sono piú facili a farsi che a dirsi.

Casa di nuovo. Un passaggio tra i blogger. E nanna. Non senza un pensierino della buonanotte.

Sì, ti chiederó le foto!

domenica 20 aprile 2008

treni

Pensando al treno perso di Kost: "perso" è anagramma di "preso".

Quel treno io l'ho preso e ho fatto bene
... cantava De Gregori...
E chissà quante volte ha pensato di averlo perso il treno, o ha pensato di averlo preso e poi si è accorto di essere salito sul treno sbagliato.

Come me ad esempio... me lo domando a volte se dovevo rimanere sul treno su cui ero e se questa coincidenza mi porterà mai da nessuna parte.

Intanto vivo e ogni tanto guardo un film. Come stasera... e ovviamente mi faccio domande. Poi mi dico che mi fa male pensare tanto e mi tuffo in un piatto di salsiccia di pollo e patate. Rigorosamente con rosmarino e cipolle e pepe nero. Se no che patate so'?

lunedì 7 aprile 2008

aspettando che si cuociano i puti ceci

Ebbene sì, stasera per la prima volta nella mia vita cucino ceci. Una scogliera-ricetta. Perché ovviamente non lo so mica come si cucinano. Ora però so che ci vuole un'eternità. Normalmente non mangio molti legumi, però ultimamente mi sono accorta che non mangio troppe proteine, e in più oggi ho anche letto che si sono stati due casi di "vaca loca" in Spagna, in Castilla Leòn per la precisione.
Comunque ho fatto ceci, cipolle, prezzemolo e carciofi. Poi vi dirò. Stanno sul fuoco dalle 9.20. Minghia dirà qualcuno. E se non lo dice nessuno lo dico io.
Mi piace cucinare, è un bel modo per liberare la mia creatività. Cucino a briglia sciolta. La locuzione "a briglia sciolta" mi piace. Una sonorità consonantica complessa intervallata dal suono i che si disperde al finale nella circolarità della o e si apre in un'a.

Oggi qui il cielo è stato grigio grigio che più grigio non si può e alzarsi stamattina è stato difficile. In ufficio c'era un silenzio di tomba. Tutti lottavano contro il lunedì e il torpore. Dicono pioverà. Che sarebbe meglio... che qui l'estate sarà supersecca... stanno pianificando "trasvasos de agua" e prendendo misure... ché questo è un paese civile.

Beh i ceci li ho tolti dal fuoco. E mi sono mangiata l'ultimo bacio perugina uscito dall'uovo di Pasqua mandatomi da mia madre :-)

Beh direi che è ora. Bona nit! o Ciriciao gente, che poi è lo stesso...

domenica 23 marzo 2008

Gioielli di Catalunya


Ho sempre pensato che il paese di pescatori più bello del mondo fosse Amalfi, con le sue case bianche, l'imponente duomo con la sua lussuositá arabeggiante, il fiume e le cartiere ai piedi del monte.

Ma...

Nell'estremo nord della costa catalana, risalendo da Girona, superando Figueres, si incontra un paesino raggiungibile solo da una "carrettera" sinuosa come una donna. Dal centro di Cadaques, a ridosso sul mare, senza "platjia", sulla destra si raggiunge un sentiero costiero sulle rocce, da cui si vedono isolotti e scogli e il mare di tonalità intense di azzurro. E dove non mancano piccole spiagge, dette calas.
Una quindicina di kilometri piú a nord, Cap de Creus è un insieme di colline rocciose irregolari e selvagge a dividere il mare in due. Tanto ventoso da dar miedo, più selvaggio dell'angolo più isolato di Irlanda. Il coche, una piccola ford Ka a noleggio, quasi volava via nonostante alla guida fosse un'imponente scogliera :-)

Compagni di viaggio un'amica italiana in visita, l'amica catalana dell'isola incantata e un sorridente ragazzo brasiliano.

Comida: suquet, peix a la planxa, sopa de peix, e altre prelibatezze catalane.
Idioma: catalano in una varietà simile al mallorquino.
Nuove "paraulas": patatona (=figa),"te'l portu" (detto di un croissant dal barista del "casino"), escamarlanes (scampi).

mercoledì 12 marzo 2008

Gli emigranti (soprattutto napoletani e zone limitrofe) e la pasta

In Spagna dicono che la cucina spagnola è migliore di quella italiana, perché gli italiani mangiano solo pasta. Gli italiani rispondono: perché voi la pasta solo alla carbonara e alla bolognese la fate (che poi, ndS, avete mai parlato con un milanese all'estero che pensa che il sintagma "pasta alla bolognese" sia stato inventato all'estero, epperché a milano la pasta alla bolognese la chiamano ragù ma a Napoli 'o rraù è na cosa diversa). E VOI, dicoono gli italiani agli spagnoli, e VOI e sottolineo VOI non lo sapete in quanti modi diversi si può fare la pasta.
Ma non ci perdiamo in discussioni sui sughi, che solo un incompetente non sa che la pasta la puoi fare con tutto. Anzi sulle salse. Perché la parola "sugo" a me mi ha sempre fatto pensare al paesano del paesino minuscolo della provincia di Potenza che si vuole atteggiare e che la parola salsa ci pare troppo brutta, troppo di famiglia e quindi dice "sugo", perché "sugo" fa più chic. Ma a me quando mi dicono sugo io penso alla carne. Se uno mi dice salsa io penso invece al pomodoro fresco, con le fogliolone di basilico, con i capellini come me lo faceva mia nonna, ché mia nonna i capellini li adorava. E ogni tanto mi diceva: "e vieni a mangiare da me, che ci facciamo due capellini col pomodoro fresco, che a tua mamma e a tua sorella non piacciono i capellini e a me e a te sì" :-) (cazzo che nostalgia!)
Insomma mia nonna... a no... insomma il sugo, no ma che dico: la pasta!

Insomma, la pasta.

Quando sono andata a Londra la prima volta, taaaanti anni fa, pensai: cazzo hanno la pasta Barilla
e la pasta Antonio Amato. Scogliera pensiero: azz ma allora Antonio Amato non è tanto una pasta locale... allora ha ragione mia nonna che compra Antonio Amato e non mia mamma che dice sempre a mia nonna, ma perché compri Antonio Amato che fa schifo, è più buona Russo, De Cecco, Voiello?

A Galway, vendevano la pasta Roma. La vera pasta italiana. Poi vedi sul retro della confezione ed è prodotta a Dublino. Voi pensavate che taroccavano solo i CD e le magliette Gioggio Ammani? Vi sbagliavate! Gastronomicamente parlando in Irlanda taroccano tutto ciò che è italiano. Insomma dopo aver provato la pasta taroccata, impari che al Tesco vendono la Barilla. Sarà anche italiana, e certo meglio della Roma, ma... tu sei campana... a te ti piace la pasta di Gragnano. Non puoi vivere senza le molle Garofalo, i fusilli Voiello, i Rigatoni De Cecco.
Inizia la tua astinenza di emigrante, finché non viene a trovarti un fratello, sorella, zio, mamma, cugino, amico del cugino, e via discorrendo che verrà gentilmente incaricato di portarti due pacchi di molle Garofalo, due pacchi di Rigatoni De Cecco e magari due spaghettini Voiello.
Poi... di botto... un evento sconvolge la tua vita.
Una sera che ti manca il latte, alle 10 piemme, decidi di andare in uno di quei newsagent supermercatini, costosissimi, dove vendono un po' di tutto, gelati, pizze pronte, muffin, caffè, cibi pronti e gli yogut yoplait (parentesi: gli yogurt sono l'unica cosa più buona in Irlanda che in Italia). E...
Nel ripiano più basso dei prodotti cerealicoli cosa vedi? Un colore azzurro noto. Con riga gialla nota. Un pacco abbuffato. Pasta. Pensi: sembra il pacco dei rigatoni De Cecco. Ma poi dici: no sono fusilli. Metti a fuoco: Fusilli De Cecco!!!! Due pacchi di fusilli De Cecco che sorridono fra una folla di Paste biologiche ango-austro-ungariche!!! Due pacchi di fusilli De Cecco giusto sotto la vera pasta alla carbonara pronta della Knorr!!! E ti sorridono. Ti vogliono! Tu ricambi il sorriso e ti innamori. Afferri i due pacchi con cupidigia. Poi ti insospettisci. E dici. Italiani. Vera pasta italiana. Ti domandi: se 90 grammi di grana padano costano tre euri... se una pizza margherita costa nove euri... se i ravioli giovanni rana... insomma... un pacco di pasta De Cecco, quanto costerà?
E la risposta è subito detta. Un euro e sessantotto. Che a voi vi sembrerà un botto. E a me pure mi sembrava un botto. Ma vi posso dire che a Barcellona (e ve lo siete chiesti perché in italiano si dice barceLLona con due ELLE e in spagnolo - e in tutto il mondo - di sidece BarceLona, con una sola L?) costa di più. Almeno dieci centesimi in più. E a Bcn gli stipendi sono almeno il 25% in meno che a Galway.
Insomma, hai trovato il paradiso, la luce, il tuo dio. Al massimo dovrai rinunciare a una pinta ogni sabato che ripagherà il prezzo di due pacchi di mezzo chilo di pasta. Insomma il tuo fabbisogno settimanale, bisettimanale nel mio caso.
Ma poi vai la settimana dopo allo stesso negozio all'incrocio di monroe's ... e scopri che non ce li hanno mica sempre? E quindi cominci a passare per il negozietto tutti i giorni, per aggiudicarti ogni volta i due pacchi prima di tutti gli altri italiani :-) hihihi

Barcellona invece è una metropoli. Sotto il mio ufficio un ristorante italiano -solo da asporto-, il cui proprietario... ma tu guarda... è argentino, vende tutti e dico tutti i tipi di pasta De Cecco e Voiello. Quasi due euro l'uno. E tutti ma dico tutti i tipi di biscotti del mulino bianco. Ma ti devi fare un mutuo per comprarli. A Natale il pandoro Le Tre Marie costava 13 euri. Hai capito niente.

E qua comincia la mia storia. Che si intitola... non ve lo dico il titolo, e sennò capite già tutto. Meglio che leggete
Ma voi:
li avete mai visti/mangiati/cucinati IN ITALIA gli spaghetti rigati?

Sì, avete capito bbene, rigati! Come i rigatoni ma spaghetti :)
Io li ho visti per la prima volta una settimana fa al Carfur.
All'estero gli spaghetti sono in genere immangiabili, io non ci provo nemmeno a comprare le varie Pasta Roma e Pasta Gallo (leggesi "gaglio"). Però trovandomi in una terra dove un pacco di pasta de Cecco costa 1.90 direi che se trovo un pacco di spaghetti Agnesi (che pare sia una delle poche marche esportate sia in Irlanda che in Spagna), anche se sono spaghetti RIGATI, li compro.
E vaggia ric' a verità, erano proprio bbuoni.
Ora da habituè dei prodotti a marca italiana creati solo per esportarli (vedi i sughi pronti De Cecco) sono andata a cercarmi "spaghetti rigati" in gugol.
Mi uscivano siti in inglese. E allora ho impostato la ricerca per le pagine in italiano.
E che trovo?
Spaghetti rigati Divella, 60 centesimi :-)
E spaghetti rigati Agnesi. Non solo per l'export.
Cioè lo so che a voi non ve ne fotte un biiip, però, voi non vi potete immaginare quanto sono venuti buoni.
Panna (si lo so spaghetti con panna suona male, ma avevo voglia di panna e di spaghetti).
Champignon
Rosmarino
Cipolla
e pepe nero.
E pure il messicano si leccava i baffi.

E mo (parola dell'italiano meridinale discendente diretta del latino "mox",nota di Scogliera la linguista would-be) beccatevi il sondaggino.
Rispondete nei commenti per favore. L'argomento mi interessa particolarmente.

Il sondaggio è:
Domanda uno
In italia avete mai mangiato gli spaghetti rigati?
Risposta A) Sì, passate alla domanda due
Risposta B) No. Il vostro sondaggio termina qui. Grazie di aver partecipato.

Domanda due
Di che marca erano gli spaghetti rigati che avete mangiato?
Risposte libere

:-)
Grazie di aver partecipato. Tornate a trovarci!

domenica 17 febbraio 2008

Avventure finesettimanali

Location: Valencia
Data: Sabato sera
Obiettivo: Cena, preferibilmente Paella
Procedura: individuazione ristorante sulla guida prima di uscire dall'albergo. Arrivare al ristorante con mezzi vari.

Narrazione.
Scogliera e Smilza tutte soddisfatte vanno in centro. Arrivano al ristorante:
Una mesa para dos por favor
Habeis reservado?
No
Todo reservado

Smilza e Scogleira si guardano in faccia e camminano mezz'ora per tutto il centro entrando in tutti i ristoranti. Ogni volta la solita cosa.
Fino a un ristorante sfigato. Che dico "sfigato"? Una pizzeria per l'esattezza, che non faceva nemmeno finta di essere italiana.

Scogliera, nata nel paese della pizza, si è fatta furba e si è pigliata una margherita, che per quanto guarnita con l'imbottitura dei sofficini, era passabile
Smilza, non ancora smaliziata, non ha seguito i suggerimenti di Scogliera e si è presa una Pizza barbacoa. Ma voi ve la immaginate la salsa barbecue su una pizza? Assieme a cipolle e beicon? alla modica cifra di 12.50 euri?
Poverina, voleva vomitare.
- "From now on, I'll always follow your advise, Scogliera!" :-)

So' soddisfazioni :-)

Vabbé il resto ve lo racconto domani.

Buonanotte a tutti i miei 25 lettori (Come sono ottimista stasera!) :-)

lunedì 11 febbraio 2008

Pezzi di sorrisi, pezzi di canzoni


C'è qualcosa di più accogliente e vivificante della sensazione di infilarsi sotto il "nordico" con la "funda" pulita pulita, tutta azzurra, subito dopo essersi fatti una doccia calda ed essersi asciugati i capelli, con l'odore d'arancia del bagnoschiuma sulla pelle e l'odore della crema all'aloe vera che evaporano tra le lenzuola?

Ci sono le passeggiate in montagna con il sole caldo, anche se è febbraio, e chiacchiere e risa. E quaranta persone felici, anche se si conoscono poco. Che camminano su sentieri accidentati per raggiungere un castello cataro. E c'è il buffone del gruppo che trova modo di scandalizzare le donne, e ci sono i calÇots da mangiare in piedi, con il bavaglione attorno al collo bevendo dal porron, ridendo e parlando e insozzandosi tutti.

Ci sono i sabati mattina in piscina, all'aperto. Strana sensazione di libertà quella di nuotare in piscina con il costume olimpionico, occhialini e cuffia, ma all'aperto, su una terrazza enorme due metri più in alto della spaggia, con il mare che fa capolino da dietro alla ringhiera. E la gente stesa sui lettini, tutt'attorno alla piscina, a leggere, ascoltare musica, chiacchierare, con pareo e panini, proprio come se fosse in spiaggia in una domenica estiva. Ma non c'è la calura. C'è una brezza leggera, e il sole ancora deve riscaldarsi, si sta solo allenando. Ancora deve dare il meglio di sé. E ci sono le mie bracciate sull'acqua chiara, non troppo spessa, e c'è la ragazza che mi chiede "nadamos en ronda?"

E ci sono le amiche, quelle che si ricordano di te anche se sei lontana. Quelle che ti chiamano se pensano che tu stia male e quelle che hanno bisogno di te quando perdono il lavoro, quando il loro ammiratore degli ultimi mesi si trasforma in depresso cronico, quando un vecchio amore tornato alla mente impedisce loro di vivere il quotidiano.

E ci sono i ricordi. E c'è il futuro da qualche parte. Anche se non lo vediamo e non ne sentiamo l'odore, ha appena girato dietro il costone di roccia, e ora vola alto sul mare. Presto sarà qui, con il suo odore di oceano e di capelli scuri neri bagnati. O con un sorriso svedese.

E accompagnarti per certi angoli del presente che fortunatamente diventeranno curve nella memoria quando domani ci accorgeremo che non ritorna mai più niente, ma finalmente accetteremo il fatto come una vittoria!

domenica 28 ottobre 2007

La pelle dello stomaco mi tira...

Spaghetti con vongole
Lupini e olive in quantità
Cotoletta di pollo
Patate al forno
Patate fritte
Parmigiana di melanzane
Zucchine alla scapece
Bocconcini
Salame in quantità
Pizzette fritte
Innaffiata di vino
Mignon
2 barrette Kinder
Limoncello
Caffè corretto con anice

Sarà normale che mi sento scoppiare?

martedì 2 ottobre 2007

Varie ed eventuali

La nullafacenza un po' ti abbatte. Non che non avrei cose da fare... oggi ho smaltito le fatture arretrate e mandato un po' di mail, di lavoro e non.

Poco fa pensavo che questo strano umore potrebbe provenire dalla mia percezione fisica di questi giorni che l'estate è finita e l'inverno si appropinqua. Le giornate sono più brevi e la gente lavora come le formichine, tutto il giorno, poi alla fine dell'orario di ufficio inonda strade e mezzi di trasporto, bar e negozi per il meritato riposo.

Quest'estate sono stata così contenta di vivere l'estate mediterranea che pensavo sarebbe durata per sempre. E devo dire la verità, qui durante le ore diurne il sole è davvero caldo, solo al tramonto si sente il fresco. E invece no "l'estate sta finendo"...

****************
Ieri dopo tanto tempo sono andata a Napoli. Erano almeno due anni che non ci andavo. E sono almeno 5 anni che ho smesso di lavorare lì...
Mi è sembrata più pulita, hanno ridipinto molti palazzi, ma Piazza Garibaldi e Piazza Borsa sono ancora cantieri.
L'aria tuttavia è pesante. All'altezza del mio naso (almeno 165 cm da terra) si annusava lo smog, come fosse veleno, anche quando non si è in prossimità di strade trafficate.
Via Benedetto Croce è ancora il mio posto preferito, e nei vicoli in prossimità dell'università c'è ancora un altro mondo, fatto di pizze e parigine* e negozi orientali supereconomici. Piazza San Domenico si animerà fra un mese suppergiu, con tutte le bancarelle degli artigiani no global, assieme al prossimo vicolo di santa Chiara. E la vita si ripete.
A Palazzo Corigliano gli addetti alle pulizie spazzavano lo scalone che ho percorso di corsa migliaia di volte, con l'ansia dovuta al dover affrontare qualcosa che sembra difficile ma a cui si tiene tanto. Con la soggezione dovuta alle ampie sale, alla storia che filtrava ad ogni angolo, ad i libri polverosi e usurati che giacciono negli scaffali. Con la consapevolezza che il suolo su cui sorgeva il palazzo era secoli fa calpestato da uomini che parlavano un'altra lingua e la cui cultura è stata la base della nostra attuale.

Ho preso lo stesso autobus che prendevo quando lavoravo lì. Alla stessa ora. E la cosa incredibile è che dopo 5 anni alcune delle facce erano le stesse.
Io ho cambiato lavoro tre volte da allora, ma quelle persone trascorrono ancora otto ore della loro vita in un'altra città. E percorrono un congruo numero di chilometri ogni giorno, e quando tornano nelle loro case è già buio.
Pare che questa sia la vita. E pare che io sia l'unica che non lo accetti. Scogliera la ribelle. Scogliera, che negli ultimi 7 anni ha vissuto in 4 diverse città. Ha cambiato lavoro... vediamo... 5 volte... beh sempre lo stesso tipo di lavoro... Scogliera a cui mancano i suoi amici che vivono sull'Atlantico o quelli che vivono dall'altra parte del Mediterraneo. Scogliera che sente una forte nostalgia dell'uomo che vive sull'adriatico... Scogliera, quella lì, il "bicho raro"... che vive tutto con pathos, come diceva la mia catechista quando ero ragazzina...

Parlavo di Napoli. Sono stata per la prima volta al Vomero. Sì, da non credere, dopo tutto il tempo speso a Napoli, per sette anni suppergiu, in realtà non ero mai stata al Vomero. Non sono mai nemmeno stata a Posillipo a ben pensarci. Beh la vita del pendolare... quella di cui parla Grechi ne Il mio cappotto. Il Vomero mi ha ricordato Madrid. Ma un po' più fighetta. La gente era tutta tirata a lucido, uomini incravattati e donne superfirmate dalla testa ai piedi. Perfino la FNAC è più "pereta" di quella delle altre città.

* La "Parigina" è una specialità gastronomica che ho buone ragioni di credere esista solo a Napoli. Nella mia città non esiste e se esistesse avrebbe probabilmente un nome diverso, qualcosa come Focaccia prosciutto e pomodoro. Ma una parigina è molto più di una focaccia, soprattutto perché il coperchio della focaccia è in realtà fatto di pasta sfoglia e non della pasta della pizza. Quando a 18 anni ho cominciato a frequentare Napoli, la parigina è stata la mia prima passione. Beh anche la montanara e il panino napoletano non sono male, ma per quelli mi servirebbe un altro post. :-)

martedì 25 settembre 2007

La boqueria2


La boqueria. Bancarella di pesce. Foto di un frutto di mare che non avevo mai visto. In spagnolo si chiama parcebe.

La boqueria vista da scogliera



La boqueria è un grande mercato di alimentari di Barcellona. Sebbene frequentato da turisti ha un suo fascino. Qui sopra potete vedere il reparto "fruit juices" di una bancarella di frutta.

PS: la data sulla foto è impostata all'americana, perdonatemi :-)

lunedì 24 settembre 2007

Cosa sono i churros?


A seguito della domanda di Kost in un post precedente, si fornisce qui sopra delucidazione fotografica.
La spiegazione la copincollo da wikipedia:
"Il churro (spesso detto al plurale: churros) è un gustoso spuntino dolce, tipico della cucina spagnola, a base di una pastella fritta spolverata di zucchero.
In Spagna i churros sono normalmente disponibili tutto l'anno presso le apposite bancarelle che si trovano lungo le strade principali, nelle piazze e nei mercati, nonché durante le ferias estive e nei luna park.
Molto amati sono però la domenica a colazione, intinti in una tazza di densa cioccolata calda, e all'alba di capodanno o genericamente dopo una nottata di festeggiamenti; in ogni caso vanno però preparati al momento e consumati ancora caldi."


Devo dire che mi piacciono di più quelli ricoperti di cioccolata o ricoperti di cioccolata e ripieni di crema :-)

domenica 23 settembre 2007

Madrid - Roma

Piccoli commenti sparsi:

  • Ryanair è quasi palindromo - uno dovrà pure pensare a qualcosa durante un viaggio aereo di due ore se non c'è nessun vicino di posto simpatico/carino/che non legga tutto il tempo con cui parlare.
  • Che bella la tastiera con gli accenti.
  • Della serie"la lingua ritrovata": un controllore sul treno che dice a telefono in perfetto accento napolaetano "e che problema c'è".
  • La mia stanza rimaneggiata dall'hermanita.
  • Un chilo di queso manchego e una bottiglia di Jerez sul tavolo della mia cucina.
  • Nuovi ricordi.
  • Nuova percezione della vita.
  • Nuovi propositi.

Questo e molto altro da domani sui vostri schermi :-)

Buenas noches,

Scogliera italiana

domenica 16 settembre 2007

Aggiornamento

Tappe precedenti

Barcellona
Granada
Cadiz

Tappa attuale
Siviglia

Tappe future
Cordoba
Madrid

Cose degne di nota:
  • Il calore afoso di Sevilla
  • Las playas chulisimas di Cadiz
  • Pescaito frito
  • Tapas
  • Jerez dulce
  • L'albaycin a Granada e i suoi odori
  • I bagni arabi a Granada
  • Persone simpatiche incontrate qua e la'
  • churro relleno de crema :-) non potete immaginarvi che bontà
  • I giardini dell'Alhambra
  • Los azulejos dell'Alcazar di Sevilla
  • I gelsomini "olorosos" di Sevilla
Nota x Kost: la spiegazione sui churros te la faccio quando torno in Italia :-)
Un saluto a tutti :-)

lunedì 10 settembre 2007

Recuerdos desde Barcellona

Prima puntata in sintesi: Barcellona

Cose da ricordare:
  • Cartoccio di churros calientes
  • Monjuic e lo spettacolo delle fontane con la mia amica catalana
  • Enchivada
  • Sepia a la planca e trufas da Joanet
  • Conquiste di extracomunitari e inviti gentilmente declinati
  • Macchia di vomito fuori dalla porta del dormitorio di venti persone (!) stamattina quando mi sono svegliata
  • Tizio nel letto sopra al mio con ragazza...
  • Il caffè a Bcn fa schifo come nell'isola incantata
  • Barceloneta, la cattedrale e i vicoli intorno, il Born, la Ribera, il Raval
  • Fiume di turisti a Parc Guel che mi hanno abbastanza rovinato il giro
  • Gente simpatica incontrata qui e lì

lunedì 13 agosto 2007

conseguenze infauste dei film romantici

Ansiolina stamattina sul messenger mi ha chiesto se ero di cattivo umore e si è rifiutata di continuare una conversazione con me sostenendo che le davo risposte strane.

Ci ho pensato. In effetti stanotte devo aver fatto sogni strani e il fatto di essere stata svegliata dal citofono, ha peggiorato le cose.
Sai come sono le donne? Guardano i film romantici e poi si deprimono perché loro non hanno l'attore belloccio e superpremuroso come fidanzato. O, come nel mio caso, non hanno affatto un fidanzato. Evitando atteggiamenti da "volpe e uva", diciamo che sarebbe bello avere qualcuno con cui dividere la vita e che non si arrabbia se rompi un piatto, se ridi in maniera isterica quando sei nervosa, eccetera. Beh diciamo che "Milly" la protagonista del film di ieri sera, mi assomigliava anche un poco, nel carattere dico. Lei però non ha la grande enorme disgustosa pancia sul davanti. "Hai la pancia sblusata" mi diceva il mio ex con ribrezzo.

Ieri ho sentito un tizio, che non mi vedeva da 20 anni, dire al cugino "me la ricordo secca secca. Lei è quella alta e secca?" Mi sono vergognata come una ladra. È vero che l'ultima volta che l'ho visto probabilmente avevo pressoché 11 anni, però che vergogna. Ero così magra e ora ho una pancia atroce.

Risultato: stamattina non ho preso il caffè; per non metterci lo zucchero. Ho sbucciato quattro pesche bianche - le mie preferite - le ho fatte a pezzi. Le ho messe nel frullatore con un poco di latte, e dàdà: colazione sana. In realtà nella colazione ci dovrebbero essere anche un po' di carboidrati ma pazienza.
Prima di tutto ciò sarebbe intelligente pesarsi però...

Postilla al post precedente

L'Irish Pub non aveva la Guinness alla spina, e non aveva la Smithwicks, e non aveva l'heinekem alla spina, e servivano cibo, e le patatine erano tagliate all'italiana, e c'era un maxischermo con retequattro, e c'era musica italiana, tra cui "quello che canta iris" e Vasco Rossi.
Inoltre, era semivuoto. Ah, e prendevano le ordinazioni al tavolo. Ma perché cazzo non l'hanno chiamato solo "pub" anziché Irish pub?

mercoledì 1 agosto 2007

Agosto, moglie mia non ti conosco

Non ho una moglie, quindi il problema non si pone :-)
E cmq se fossi convolata a nozze, avrei un marito.

Nota bene: stamattina il mio feed reader mi ha chiesto se volevo fare il cleanup dei feed più vecchi di un mese. Siccome pensavo che avrebbe solo eliminato i post dei siti che sn precedenti au n mese fa, gli ho detto di si. Quello invece mi ha proprio distrutto le url, così ora non vedo più una cippa lippa. qui ci vorrebbe una bella cattiva parola, ma poi google mi censura. Magari impreco in spagnolo: Joder! :-P

Nota2: oggi ho fatto colazione nel mio bar preferito dopo almeno 10 giorni. Danese e caffè macchiato. De puta madre! Si aggiunge godibile spettacolino della barista che imitava un avventore. Che ridere :-P

Nota3: ieri una cena "di lavoro" ergo a scrocco. Ho mangiato l'impossibile. Almeno quello, visto che mi sono annoiata a morte. Vi dirò che l'agnello alla brace era proprio stupendo. :-)

Ciò detto veniamo a cose serie.

Le cose serie sono: ho prenotato il mio ostello a Barcellonaaaaaaaa.
La Spagna attende Scogliera.
Hanno già preparato la banda a ricevermi all'aeroporto. Il mio agente ha chiesto che la banda sia composta unicamente da uomini tra i 28 e i 35 anni, di altezza non inferiore al metro e ottanta, pelle scura e occhi scuri, si fanno eccezioni per massimo tre biondi purché di inusitata bellezza. Altri requisiti: passione per la letteratura, sapere almeno 20 parole in italiano, avere una cotta per me (hihi), avere voglia di pagarmi pranzi e cene senza attendersi nulla in cambio. :-)

Dicevo, il mio ostello. La Guida lo presentava bene. Ho prenotato una camera mista x 8 persone. Che Dio me la mandi buona :-)
Ragà, sono eccitatissima.

Attività di oggi:
1) banca (ma questo è un dovere, quindi per essere coerente con i miei buoni propositi, dovrei rimandare.
2) leggere guida della Spagna
3) dare uno sguardo ai voli di ritorno
4) dare una rinfrescata alla mia abbronzatura (leggi tra le righe: andare a mare)
5) controllare orari dei treni per andare a trovare gli zii :-) evvai (questo significa che la settimana prossima scomparirò per qualche giorno).

Direi che per il momento è tutto. Mengozzi, a te la linea.

Beh mi serve una colonna sonora per la giornata: http://www.youtube.com/watch?v=WIWPW5ghYz8

NB: ancora non ho imparato a mettere i video di youtube qui :-)

martedì 31 luglio 2007

Intervallo pubblicitario

Cognizioni pregresse:
Il Panda è un mammifero carnivoro.
La Panda è una automobile della Fiat.
Il panda è un software antivirus.

E in tutto ciò non c'è nulla di nuovo.

Nuove cognizioni:
Forse però non sapete che
Panda
è anche una marca di liquirizia prodotta in Finlandia.

Mentre scrivo faccio colazione a base di caffè e liquirizie Panda, prelibatezza ignota ai più nella ridente Italia. Lo so, non è la colazione più salutare del mondo, ma cosa fai se la tua amica che viene dall'isola incantata si è ricordata che adoravi quella liquirizia che nella calda cittadina sul mar tirreno è irreperibile e te la porta? Ovviamente onori l'ospite e la mangi. Il pacco è di 240 grammi. Ne ho già mangiato metà. Sì, incorro in seri pericoli a livello dell'apparato digerente.

Comunque qualora un giorno voleste aprire un negozio di liquirizia, ricordatevi di questa. Poi informatemi :-P Dalla pagina dedicata agli importatori pare che tale liquirizia sia importata in Spagna. Oh! Gli spagnoli hanno sempre qualcosa in più di noi! Menomale che vado a Barcellona, va. :-) E meno mare che so dire "regaliz" :-)