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domenica 12 luglio 2009

O Balcon do Atlantico


A La Coruña o A Coruña che dir si voglia:

  • I gabbiani sorvegliano la città, emettendo gridi da guerrieri.
  • Le sorelline hanno lo stesso vestitino e i fratellini lo stesso costumino, chè quasi ti meravigli del fatto che la madre non abbia comprato lo stesso costume anche al padre. Sará stato un problema di taglia.
  • Il vento soffia forte e il sole batte anche se non lo senti. Non ho mai avuto il visto tanto rosso.
  • Le donne indossano tailleur(ini) che anche se moderni suonano a demodè. Le bambini portano fiocchi di raso bianchi nei capelli.
  • Con 15 euri mangiano di tapas due persone. "Es mucha comida" ci ha detto il cameriere quando abbiamo ordinato.
  • Chiedi un'indicazione e a gente ti accompagna nel posto in cui devi andare. Non è un combinazione, è quasi la norma.
  • Si beve un albariño que te cagas.
  • Si sente l'odore del mare come uno schiaffo.

* foto da http://blog.ulises.com

domenica 21 dicembre 2008

figlia di famiglia

il senso di pienezza, completezza, amore e comprensione totale che si impossessa di me quando torno a casa è qualcosa che mi sorprende.
mi sorprende il modo in cui, dopo un volo di un'ora e tre quarti e un'oretta di treno, l'aria di mare di una piazza il cui limite sono gli alberi di barche con vele ammainate nel molo mi restituisca la me stessa di sempre.
senza lotta alcuna, una porta chiusa di un ripostiglio dentro il mio corpo si apre e lo sgabuzzino di sentimenti ed emozioni si trasforma in un salone a cielo aperto di amore, cura degli altri, abitudini passate non più esistenti ma amate e conservate con cura che ritornano come il ciclico tic tac dell'orologio, implacabili e ben accolte.
mi sorprende il modo in cui una donna autoconsapevole si riappropria del suo essere di ragazza nonostante o grazie all'esperienza che rende il suo passo più sicuro, i suoi ricordi più forti, i suoi sentimenti espressi a voce più alta, il suo punto di vista più alto, il suo sguardo più curioso, il suo giudizio più benevolo.

mi sorprendo e gioisco della vita.

sabato 11 ottobre 2008

patate fritte, intendo dire crisps

lenzuola a fondo celeste con fiori azzurri e bianchi

lo stress della notte passata

una stella cadente a picco sulla spiaggia

le onde del mare che rincorrendosi si infrangono le une contro le altre

qualcuno che mi abbraccia, dolcemente

qualcuno che ogni 30 secondi pronuncia la parola sex

e una borsa rubata

martedì 2 settembre 2008

frammenti

Scogli e acqua gelata, blu, verde, azzurra. Rocce grigie e riflessi color della terra.

Corpi poco più che adolescenti, ma vibranti e odorosi. Le mani di lei sul petto villoso di lui. L'odore del sudore mescolato all'odore del sale marino, dei crostacei tutt'intorno.

L'estate in un paese di mare.


E il piacere della scoperta.

venerdì 20 giugno 2008

La revetlla de Sant Joan

La città scalpita, i fortunati si preparano al ponte. I meno fortunati sentono comunque il clima vacanziero e cominciano a pregustare l'atmosfera – dicono speciale – della notte più corta dell'anno, la notte tra il 23 e il 24 di questo mese.

L'ayuntamiento allestirà concerti e altre attività in giardini e piazze. La gente andrà a emborracharse sulla spiaggia, libera dal pensiero che il giorno dopo si lavora perché in realtà non si lavora. Appunto! :-)

Scogliera alla scrivania annusa l'aria d'estate che entra dalla finestra spalancata. Oltre la finestra, el ruìdo de los coches e il palazzo violetto, ottocentesco, caldo di sole. E fronde verdi. Oltre il palazzo, lo spigolo di un altro elegante edificio, la cui balconata è chiusa all'angolo da una grande palla decorativa di pietra bianca. Ancora più il là, un enorme palazzo degli anni '70/'80, beige con persiane grigie e tegole ardenti dietro le quali spunta, quasi attesa dietro quello lo squallore, una gru. Perché le gru in prossimità di palazzoni da periferia sono un mistero della fede nelle grandi città. Lo sai che prima o poi le incontrerai.

Scogliera alla scrivania ode tasti, guarda i colleghi vestiti d'estate. Infradito, pantaloncini, colori imperversano per dare il benvenuto a questa calura tanto attesa.

Scogliera pensa alla sua escursione in montagna domani e al suo corpo che si immergerà in acque hopefully cristalline domenica. Sa che tutti, intorno a lei, stanno favoleggiando allo stesso modo del weekend che li attende e fremono per vedere la fine di questa giornata lavorativa, per liberare i loro orecchi delle note tutte uguali delle tastiere di cattiva qualità.

Non s'ode voce, solo traffico, pochi clacson, un'ambulanza di tanto in quando.

Dietro il foglio di Word su cui Scogliera scrive s'intravede la foto della città più bella del mondo. Un pezzo di mare a largo del molo turistico in basso e un pezzo del colle roccioso in alto. Con palazzi antichi e meno antichi pigramente immobili a godersi l'ultimo scorcio di sole che li coglie da destra. Ma forse, più probabilmente, non è l'ultimo raggio, bensì il primo, perché il sole in quella città in genere tramonta dall'altro lato della montagna. Scogliera s'incuriosisce e guarda la foto più in dettaglio, cercando di capire se le persiane dei palazzi in primo piano sono aperte o no. Il palazzo della Provincia campeggia bianco con i suoi innumeri occhi marrone scuro, dietro i quali Scogliera immagina attempati impiegati calvobrizzolati fingersi in importanti faccende affaccendati mentre sorseggiano calmi un caffé, buttando l'occhio al mare… Se il cervello è già accesso a prima mattina, si chiederanno anche cosa sta succedendo in mare, dove pescherecci bianchi azzurri blu, sbandierano striscioni e fanno ammuina. Il traffichino della situazione saprà già tutto per aver parlato, presto la mattina, con il barista, conoscente da anni, e per avere con lui commentato le notizie riportate nel giornale locale. Il traffichino renderà i colleghi edotti sullo sciopero. Commenteranno che l'Europa favorisce la Spagna e i funzionari donna si chiederanno se la domenica potranno cucinare la past-e-vvongole come sempre.

Scogliera si accorge di aver guardato nelle sue tasche, perché, sì, lei quel posto lo conosce come le sue tasche o di più (nelle tasche di Scogliera si trovano sempre oggetti inaspettati, lasciati lì a poltrire per ore, giorni, mesi, anni in base al grado di attività/attrattiva del capo di abbigliamento in questione). Scogliera si accorge che tanto ravanare nelle tasche le porta nostalgia. Le porta la nostalgia del passato, della mamma e degli spaghettini coi maruzzielli, degli odori che solo in quella grande città sono così… così intensi, così… immutabili. Odori di tutta la vita.

Un impellente bisogno di cambiare l'acqua alle aulive riporta Scogliera al luogo in cui si trova. La calura aumenta ma, memore dei giorni di pioggia, Scogliera ne gioisce.

Pensa alla notte che verrà. Alla ragazza au pair che se ne tornerà in America e ai suoi drink di despedida stanotte. E sì, è proprio il caso di dire stanotte e non stasera. Perché qui si esce all'ora in cui nella placida città della foto Scogliera soleva ritirarsi.

13.03, tra un po' si mangerà. Scogliera, placida, attende.

18.02, la giornata è agli sgoccioli. Un caldo sole attende Scogliera all'uscita della prigione, ehm... dell'ufficio

mercoledì 20 febbraio 2008

Mischiafrancesco*

il mare la sera...
... a barceloneta...

Il vento...
la notte
poca gente
senso di periferia
l'odore del mare come uno schiaffo
La voglia di nuotare. Dell'acqua gelida che avvolge il mio corpo.

Mentre scrivo ho cominciato a cercare in youtube "Pasolini", spinta dalla canzone di cui sopra, che come saprete è proprio dedicata a lui.

Qualche settimana fa, in un festival che hanno fatto qui, ho visto Pasolini prossimo nostro (vedi video) di Giuseppe Bertolucci. Mi ha molto colpito.
Non so molto di Pasolini, a parte aver letto la sua tesi di laurea e un paio di poesie e aver visto un paio di film (non quelli famosi). Conosco la sua storia per sommi capi...
Mi ha colpito il fatto che quello che diceva 30 anni fa Pasolini sia ancora adesso "rivoluzionario".
Essenzialmente questo.


In youtube c'è anche la scena di caro diario in cui Moretti "parla" di lui.
No, non lo dico per fare l'intellettuale, che tanto si vede subito che non lo sono.

Era solo un pensiero. Forte come quello del mare.
Nuotare, sebbene non a mare, mi ha fatto bene. I miei muscoli dolgono. La mia mente si è svuotata, e i pensieri ansiosi hanno lasciato il posto a un altro genere di pensieri: poesia, musica, film.

A Valencia, nella università, c'era una spiegazione di come la città di Valencia si fosse opposta a Franco. E tra l'altro c'era una poesia di Antonio Machado dedicata alla morte di Garcia Lorca

Machado l'ho letto la prima volta da bambina, curiosando fra i libri di mia madre... Edizione spagnola con testo italiano a fronte. Abbastanza per capire...

La poesia era il mio amore da bambina... Il mio poeta preferito Carducci (orrore!) e Arnaldo Fusinato... (chi è costui? quello de L'ultima ora di Venezia). Doppio orrore!

E intanto ascolto Fabrizio de Andrè...
Che conosco poco tambien...

*Impossibile trovare l'etimo della parola Mischiafrancesco in google... eppure sono sicura di aver letto qualcosa in proposito anni orsono... Una strana parola, nevvero?

23.22... mi sono imposta di andare a letto a un orario decente... 23.33

23.40... peccato che poesia, musica e film mi facciano pensare a lui... alle sue parole di ieri e a quelle dette in questi anni. A quando leggevamo l'ode al carciofo di Neruda, a quando ci chiedevamo come mai la moglie di De Gregori non si incazzasse del fatto che il marito aveva dedicato una canzone d'amore a Caterina Bueno e... a molto altro... a quello che vorrei ora... con lui... a ciò che non si può cancellare, a quello che non tornerà mai più...

lunedì 13 agosto 2007

conseguenze infauste dei film romantici

Ansiolina stamattina sul messenger mi ha chiesto se ero di cattivo umore e si è rifiutata di continuare una conversazione con me sostenendo che le davo risposte strane.

Ci ho pensato. In effetti stanotte devo aver fatto sogni strani e il fatto di essere stata svegliata dal citofono, ha peggiorato le cose.
Sai come sono le donne? Guardano i film romantici e poi si deprimono perché loro non hanno l'attore belloccio e superpremuroso come fidanzato. O, come nel mio caso, non hanno affatto un fidanzato. Evitando atteggiamenti da "volpe e uva", diciamo che sarebbe bello avere qualcuno con cui dividere la vita e che non si arrabbia se rompi un piatto, se ridi in maniera isterica quando sei nervosa, eccetera. Beh diciamo che "Milly" la protagonista del film di ieri sera, mi assomigliava anche un poco, nel carattere dico. Lei però non ha la grande enorme disgustosa pancia sul davanti. "Hai la pancia sblusata" mi diceva il mio ex con ribrezzo.

Ieri ho sentito un tizio, che non mi vedeva da 20 anni, dire al cugino "me la ricordo secca secca. Lei è quella alta e secca?" Mi sono vergognata come una ladra. È vero che l'ultima volta che l'ho visto probabilmente avevo pressoché 11 anni, però che vergogna. Ero così magra e ora ho una pancia atroce.

Risultato: stamattina non ho preso il caffè; per non metterci lo zucchero. Ho sbucciato quattro pesche bianche - le mie preferite - le ho fatte a pezzi. Le ho messe nel frullatore con un poco di latte, e dàdà: colazione sana. In realtà nella colazione ci dovrebbero essere anche un po' di carboidrati ma pazienza.
Prima di tutto ciò sarebbe intelligente pesarsi però...

giovedì 9 agosto 2007

Il ritorno di Scogliera


In un caldo ma nuvoloso giovedì di agosto, Scogliera è al suo PC.

Sul pavimento della sua spaziosa stanza giace uno zaino arancione, grigio e nero, semivuooto, con le cerniere aperte. Accanto una tracolla di finta pelle nera e un portafogli aperto sul tappeto azzurro proveniente da un'isola greca...

Scogliera ha appena messo a lavare i pochi vestiti che aveva portato con sé nel ridente villaggio dove è stata da sabato a mercoledì.

Scogliera digita rapidamente sulla tastiera e sorride. È contenta. Ha visto i suoi familiari e una delle sue amiche più care dell'isola incantata. Scogliera e l'amichetta di Spagna sono andate a mare insieme (vedi foto, non mia, presa dal Web) per ben tre giorni consecutivi. :-) Non hanno smesso di parlare un secondo nel loro miscuglio di lingue, sotto gli occhi basiti dei parenti di Scogliera e relativi amici.


Tornando a casa Scogliera ha trovato ad attenderla il lavoro, un progetto le cui date di consegna combaciano perfettamente con il suo piano di fuga verso la Spagna. Olè! :-)

Ha trovato ad attenderla mail di amici con relative foto, la sua stanza pulita e ordinata, un sacco di verdure cotte e un bel sorriso caldo.

giovedì 2 agosto 2007

I miei amici stanno al bar a dispetto del tempo ma il tempo sorride e continua fermarsi qui

Me lo immagino: il ragazzo col codino nel suo paesello, con tutto il tempo davanti a sé. Col passato alle spalle e cose da fare con i suoi amici di sempre. Purtuttavia con due amiche recenti, diventate amiche di sempre, che cerca e che ama anche a km e km di distanza.

Oggi sarà a Marbella su una playa affollata con G&M che gli raccontano del loro fantastico viaggio oltre le colonne d'Ercole, delle spiagge, del freddo, della gente conosciuta. E lui sogna. Sogna il suo di viaggio, verso terre tailandesi o giapponesi, dove le donne hanno gli occhi a mandorla e gli uomini sembra facciano sì con la testa costantemente. IATA. Ya . Giapponese o spagnolo del sud?

Me lo ricordo quando quel giorno in quel museo in terra incantata gli chiesero se era tailandese...

Sarà lì e chissà se M gli chiede di me.
Probabilmente non si ricorda nemmeno più di me il ragazzo col codino, preso come sarà dalla sua vita, dai suoi weekend fuori, dalla ragazzina tosta e da tutto il resto. In attesa della sua vacanza nel pollaio sul mare...

Beh intanto io mi organizzo una vacanza verso quella terra sognata, fantasticata, desiderata...

y ya esta

venerdì 20 luglio 2007

Una mattina come le altre 2

Stamattina, ero in piedi solo da pochi minuti, mi è arrivato un sms mattutino: la mia amichetta preferita. Ogni volta che leggo le sue parole nella sua bella lingua mi illumino. Dovrei trovare alla mia amichetta un nome che tueli la privacy, la sua e la mia. La mia creatività scarseggia stamattina. La chiameremo "la mia amichetta di Spagna". "Amichetta" perché lei è piccolina piccolina, con la faccia paffutella e i grandi occhi scuri che sorridono. La mia amica di Spagna vive in Italia ma in questi giorni è andata a trovare la famiglia nel suo paese. Che sia qui o che sia lì, la mattina comunicare con lei, con qualsiasi mezzo, mi mette il sorriso e mi fa iniziare bene la giornata. Stamattina mi raccontava brevemente quello che ha fatto ieri e mi chiedeva come sto e come è andata con "l'uomo con il cellulare nuovo". A essere sincera avrei preferito non pensarci, ma comunque non posso far finta di niente. Le ho detto come mi sento, brevemente. E le ho comunicato un evento tragico di ieri: pagare le tasse.
Ho pagato le tasse, sì. Mi aspettavo di pagare circa la metà di quello che ho effettivamente dovuto pagare. In pratica tutti i miei risparmi degli ultimi 14 mesi. I risparmi destinati al mio viaggio :-( beh d'altro canto le tasse vanno pagate... ma a saperlo prima non avrei fantasticato tanto :-)

Planes para hoy*: andare a mare. Tra un po' verrà a prendermi l'uomo col cellulare nuovo. Se si dedicasse alle donne con la solerzia con cui si dedica al cellulare nuovo, avrebbe un harem!

* Mi piace lo spagnolo ma non è che io lo parli davvero, quindi ogni correzione sarà gradita. E se scrivo grosse stupidaggini , non prendetevela troppo a cuore!