martedì 26 ottobre 2010
lunedì 11 ottobre 2010
...le mie chiavi di casa puoi tenertele tu...
...faccio a pugni con te e ti vengo a cercare...
insomma sto ancora così con questa voglia di parlare e parole che si fermano a metá. pensieri che si mettono in ordine da soli ma emergono solo quando sei arrabbiata o almeno un po' delusa.
qualcuno che si isola, che ti dice che è stanco, che ha voglia di starsene da solo, e tu che ti senti esclusa.
l'abitudine ce l'hai fatta a questa vita, hai visto che in un modo o nell'altro vai avanti e che sulla tua strada incontri gente che vale la pena di essere conosciuta.
fai sogni strani, con gente strana. sogni profondi e scuri. con pezzi di te, di un'altra te.
la difficoltá a confrontarsi con la gente con cui passi tuo malgrado la maggior parte del tuo tempo.
nessuno che davvero davvero sia in grado di penetrare nei tuoi pensieri. o piú che altro nessuno che ne abbia voglia. tutti ne hanno giá abbastanza dei loro problemi e dei loro pensieri. qualcuno magari pensa anche che le cose te le cerchi, a iniziare una storia con qualcuno che vive all'altro lato del continente. non è che poi davvero davvero hai bisogno di qualcuno che si preoccupi per te e che penetri in tutti i tuoi pensieri, la veritá è che sei abituata a com'è la tua vita e che il pezzo di solitudine che c'è a volte quando torni a casa la sera è un po' un pezzo di te.
peró in un pezzettino minuscolo della tua carne e del tuo cuore te lo ricordi ancora com'era quando c'era qualcuno con cui dividevi tutto, che quando i suoi piedi camminavano, camminavano i tuoi, quando i suoi occhi sorridevano sorridevano i tuoi.
...e altre parti altre parti di me...
andarsene era scritto perció ciao ciao, giá parte il treno...
a volte non credo piú in niente...
insomma sto ancora così con questa voglia di parlare e parole che si fermano a metá. pensieri che si mettono in ordine da soli ma emergono solo quando sei arrabbiata o almeno un po' delusa.
qualcuno che si isola, che ti dice che è stanco, che ha voglia di starsene da solo, e tu che ti senti esclusa.
l'abitudine ce l'hai fatta a questa vita, hai visto che in un modo o nell'altro vai avanti e che sulla tua strada incontri gente che vale la pena di essere conosciuta.
fai sogni strani, con gente strana. sogni profondi e scuri. con pezzi di te, di un'altra te.
la difficoltá a confrontarsi con la gente con cui passi tuo malgrado la maggior parte del tuo tempo.
nessuno che davvero davvero sia in grado di penetrare nei tuoi pensieri. o piú che altro nessuno che ne abbia voglia. tutti ne hanno giá abbastanza dei loro problemi e dei loro pensieri. qualcuno magari pensa anche che le cose te le cerchi, a iniziare una storia con qualcuno che vive all'altro lato del continente. non è che poi davvero davvero hai bisogno di qualcuno che si preoccupi per te e che penetri in tutti i tuoi pensieri, la veritá è che sei abituata a com'è la tua vita e che il pezzo di solitudine che c'è a volte quando torni a casa la sera è un po' un pezzo di te.
peró in un pezzettino minuscolo della tua carne e del tuo cuore te lo ricordi ancora com'era quando c'era qualcuno con cui dividevi tutto, che quando i suoi piedi camminavano, camminavano i tuoi, quando i suoi occhi sorridevano sorridevano i tuoi.
...e altre parti altre parti di me...
andarsene era scritto perció ciao ciao, giá parte il treno...
a volte non credo piú in niente...
domenica 10 ottobre 2010
sogno con un doppio
c'era il mio ex e un suo amico del liceo. il mio ex era come me lo ricordo nell'ultimo periodo che stavamo insieme. il suo amico mi sembrava qualcuno conosciuto da sempre, appunto un compagno di scuola, un po' trasandato ma affidabile. a un certo punto qualcuno dice anche il nome e il cognome del compagno di scuola e a me nel sogno mi sembra normalissimo. poi mi sveglio e all'improvviso mi accorgo che il compagno di scuola era il mio ex com'era ai tempi del liceo e che il nome e il cognome del compagno di scuola sono in realtà il nome e il cognome del mio ex.
il sogno era popolato di gente, più o meno riconoscibile, probabilmente di periodi diversi della mia vita. il locale era come uno di quei pub di londra a soffitto altissimo, come quello dove prima c'era la banca d'Inghilterra. c'erano dettagli di antichità, la luce era la luce delle case negli anni settanta. Il mio ex sorrideva. Io ero contenta di averlo di fronte, e così sorridente.
Poi c'era il mare di Paestum, che si vedeva. La Paestum dei miei sogni non la Paestum reale. Una strada che corre vicino al mare con l'acqua che invade la strada. Tutto azzurro, acqua trasparente.
il sogno era popolato di gente, più o meno riconoscibile, probabilmente di periodi diversi della mia vita. il locale era come uno di quei pub di londra a soffitto altissimo, come quello dove prima c'era la banca d'Inghilterra. c'erano dettagli di antichità, la luce era la luce delle case negli anni settanta. Il mio ex sorrideva. Io ero contenta di averlo di fronte, e così sorridente.
Poi c'era il mare di Paestum, che si vedeva. La Paestum dei miei sogni non la Paestum reale. Una strada che corre vicino al mare con l'acqua che invade la strada. Tutto azzurro, acqua trasparente.
sabato 9 ottobre 2010
il cambio di stagione
i sentimenti poi sono una cosa naturale ma allo stesso tempo complessa, proprio come la vita.
in questi giorni mi riesce difficile parlare. ho cuore e cervello pregni. vorrei dire e dire e dire, a chi mi sta intorno, ma non mi esce. è che sono come sentimenti e pensieri in evoluzione. e io pensieri e sentimenti in evoluzione spesso non li esprimo perchè mi danno ansia.
vorrei scriverne. scriverne a mente libera si che mi verrebbe e mi aiuterebbe a rischiararmi le idee, ma...
...mentre quando ho iniziato a scrivere sul blog nessuno conosceva la mia faccia, chi ero, come mi chiamavo, quello che volevo nella vita, ora varie persone mi conoscono e ancora altre mi conosceranno presto. alcune fanno parte della mia vita quotidiana o quasi e alcuni dei miei pensieri li conoscono lo stesso o li conosceranno presto. allo stesso tempo potrebbero essere sorpresi di quello che potrebbero leggere qui. e un pensiero o un sentimento per me in evoluzione e passeggero potrebbe restar piantato nella loro testa per l'eternitá.
in questi giorni mi riesce difficile parlare. ho cuore e cervello pregni. vorrei dire e dire e dire, a chi mi sta intorno, ma non mi esce. è che sono come sentimenti e pensieri in evoluzione. e io pensieri e sentimenti in evoluzione spesso non li esprimo perchè mi danno ansia.
vorrei scriverne. scriverne a mente libera si che mi verrebbe e mi aiuterebbe a rischiararmi le idee, ma...
...mentre quando ho iniziato a scrivere sul blog nessuno conosceva la mia faccia, chi ero, come mi chiamavo, quello che volevo nella vita, ora varie persone mi conoscono e ancora altre mi conosceranno presto. alcune fanno parte della mia vita quotidiana o quasi e alcuni dei miei pensieri li conoscono lo stesso o li conosceranno presto. allo stesso tempo potrebbero essere sorpresi di quello che potrebbero leggere qui. e un pensiero o un sentimento per me in evoluzione e passeggero potrebbe restar piantato nella loro testa per l'eternitá.
mercoledì 6 ottobre 2010
domenica 3 ottobre 2010
del ritorno di Montalbano e di altre amenitá
'Perchè quand'è che se n'era andato Montalbano?' direte.
non credo se ne sia andato da nessuna parte, è sempre lì a Vigata nel suo commissariato.
ma se n'era andato dalla mia vita, avevo finito i libri e ho dovuto aspettare di andare a svaligiare la libreria di mammá per riportarmelo qui. ora c'è. e stamattina in metro mi ha fatto piangere. che novitá. questo blog è pieno delle storie dei miei pianti. era lì che guardava 'la vita è bella' e piangeva accorgendosi di ció che mancava alla sua vita. 30 cannoli comprati per qualcuno e 4 ore di macchina. e pianti a telefono con Livia.
un po' così mi sento a volte.
poi in un discorso sul piú e sul meno, esce fuori un discorso sul modo di relazionarsi ai bambini. La ragazza dalle unghia lunghe dice che lei spesso è l'unica tra i suoi amici a non fare smancerie ai bambini e che lei ha la certezza di non volere figli e che non è una giovincella.
qualcun altro dice, in un altro luogo e in un altro momento, che quando lui ha portato i suoi figli nessuno a parte me si è avvicinato a salutarli a guardarli e nessuno gli ha detto nulla, come se fossero trasparenti.
in un altro posto ancora qualcuno ieri sera faceva fotografie a bambine che ballavano swing, guardandole con occhi inteneriti e riservando lo stesso sguardo a tutti i bambini nei paraggi.
al ristorante c'èra questo mini dumbo di tre anni massimo, bruttino, con la testa piccola e il muso murino e due orecchie giganti ma così dolce, così dolce, da riempirlo di baci seduta stante, mentre il padre gli arrostiva la carne sotto i suoi occhi.
in un posto virtuale qualcuno scriveva
- ormai sono sicura che sto per sposarmi e che avrò delle bambine bellissime come le cubiste
qualcun altro rispondeva
- anche io vorrei un bambino
non credo se ne sia andato da nessuna parte, è sempre lì a Vigata nel suo commissariato.
ma se n'era andato dalla mia vita, avevo finito i libri e ho dovuto aspettare di andare a svaligiare la libreria di mammá per riportarmelo qui. ora c'è. e stamattina in metro mi ha fatto piangere. che novitá. questo blog è pieno delle storie dei miei pianti. era lì che guardava 'la vita è bella' e piangeva accorgendosi di ció che mancava alla sua vita. 30 cannoli comprati per qualcuno e 4 ore di macchina. e pianti a telefono con Livia.
un po' così mi sento a volte.
poi in un discorso sul piú e sul meno, esce fuori un discorso sul modo di relazionarsi ai bambini. La ragazza dalle unghia lunghe dice che lei spesso è l'unica tra i suoi amici a non fare smancerie ai bambini e che lei ha la certezza di non volere figli e che non è una giovincella.
qualcun altro dice, in un altro luogo e in un altro momento, che quando lui ha portato i suoi figli nessuno a parte me si è avvicinato a salutarli a guardarli e nessuno gli ha detto nulla, come se fossero trasparenti.
in un altro posto ancora qualcuno ieri sera faceva fotografie a bambine che ballavano swing, guardandole con occhi inteneriti e riservando lo stesso sguardo a tutti i bambini nei paraggi.
al ristorante c'èra questo mini dumbo di tre anni massimo, bruttino, con la testa piccola e il muso murino e due orecchie giganti ma così dolce, così dolce, da riempirlo di baci seduta stante, mentre il padre gli arrostiva la carne sotto i suoi occhi.
in un posto virtuale qualcuno scriveva
- ormai sono sicura che sto per sposarmi e che avrò delle bambine bellissime come le cubiste
qualcun altro rispondeva
- anche io vorrei un bambino
venerdì 24 settembre 2010
"grazie principesa"
Insomma è così, arrivi e ti aspettano all'aeroporto, cosa che non succede spesso. Sono in tre. Hanno sorrisi grandi, vogliono abbracciarti. Anche quello dei tre che non vede, ti dice Ciao con calore, anche se non te lo aspetti. È entrato nel mondo dei quasi adulti da poco e negli ultimi mesi è cambiato. Ti vuole bene per il solo fatto che fai parte di quelle persone che conosce da quando è nato. Insomma erano lì. Poi a casa c'era il cuoco ad aspettarti. Aveva preparato un pranzo sontuoso tutto per te. Dopo il pranzo l'amica delle birre è venuta da te. Tu avevi un superpigiama di snoopy-holmes pronto bello bello per lei. Infondo ti eri persa un compleanno. Ora per un mese avete la stessa età.
Poi chiami qualcun altro. Anche quelli persone di sempre. Questa volta è invito a cena. In una casa mai vista prima. Ciarlare delle nostre vite, dei nostri interessi, dei progetti, di diete passate e future, di matrimoni. Ammirare i piccoli segreti della casa. E il giardino immerso sul costone della sponda di un torrente nel centro della città. E i "come stai bene", e le domande e gli abbracci. E i ricordi. Quel senso di famiglia che c'era a casa loro. Quell'accettazione tranquilla e serena della vita e delle cose della vita nella loro semplicità. Un po' è un insegnamento. Ti accorgi di come eri diversa, quando quelle cose ti sembravano solo noiose. Quando ti sembrava che ci fosse altro da vedere ed esplorare nel mondo, quando avevi affianco qualcuno che non sapevi se davvero poteva farti felice, così diversi come eravate.
Per quel qualcuno oggi è un giorno diverso. Nel frattempo lo è anche per qualcun altro, un qualcun altro che ti scritto "grazie". Chissà se poi uno spagnolo che ha fatto un corso di italiano di livello 1 capisce la connotazione che si porta la parola principessa, nell'uso vocativo, rivolto a una donzella.
Poi chiami qualcun altro. Anche quelli persone di sempre. Questa volta è invito a cena. In una casa mai vista prima. Ciarlare delle nostre vite, dei nostri interessi, dei progetti, di diete passate e future, di matrimoni. Ammirare i piccoli segreti della casa. E il giardino immerso sul costone della sponda di un torrente nel centro della città. E i "come stai bene", e le domande e gli abbracci. E i ricordi. Quel senso di famiglia che c'era a casa loro. Quell'accettazione tranquilla e serena della vita e delle cose della vita nella loro semplicità. Un po' è un insegnamento. Ti accorgi di come eri diversa, quando quelle cose ti sembravano solo noiose. Quando ti sembrava che ci fosse altro da vedere ed esplorare nel mondo, quando avevi affianco qualcuno che non sapevi se davvero poteva farti felice, così diversi come eravate.
Per quel qualcuno oggi è un giorno diverso. Nel frattempo lo è anche per qualcun altro, un qualcun altro che ti scritto "grazie". Chissà se poi uno spagnolo che ha fatto un corso di italiano di livello 1 capisce la connotazione che si porta la parola principessa, nell'uso vocativo, rivolto a una donzella.
mercoledì 22 settembre 2010
Cose turche
era tanto tempo che non viaggiavo sulla Sita e viaggiandoci, non solo ho perso gli occhiali (che sfiga), ma ho anche soperto questo
"non abbiam bisogno di parole per dire quello che è nascosto dentro al nostro cuore..."
"non abbiam bisogno di parole per dire quello che è nascosto dentro al nostro cuore..."
venerdì 17 settembre 2010
cose di questi giorni
un piccolo trolley rosso ai piedi del letto, mezzo vuoto. carta d'indentitá e passaporto scaduto, regali per le persone del cuore.
una casa per le vacanze in Parallel, stile eixample. Un amico dei 16 anni, con meno capelli, più chili una moglie chiacchierona e due bambini simpatici. cartine sul tavolo. vino in bottiglie di plastica. pioggia.
il bucato inzuppato in terrazza.
vongole a 4 euro l'una. un ristorante adorabile, teche chic di legno con bottiglie ed etichette chic. fiori chic, clientela chic. tavolino di dimensioni ridotte. olive chic. un amico della direciòn in cravatta blu. sonrisas. aneddoti. cameriere tatuato. cibo che si scioglieva in bocca. conto chic. demasiado chic. anghesi.
ipocondria e qualcosa al fegato. maglietta di kermit. not having a bambino. smiles. lacrime. spoiling.
bingo, voucher. cartella verde. smorfia napoletana.
gli uomini nati il xx settembre. gita e pranzo. io non ci saró. ma lui mi ha chiamato.
amici qui e lì. genovese con le seppie. le organizzazioni di dati. qualcuno più distratto di me. gabacho e alemana. e la chubby girl? foto dell'anno scorso, quando la chubby era yo. vita
una casa per le vacanze in Parallel, stile eixample. Un amico dei 16 anni, con meno capelli, più chili una moglie chiacchierona e due bambini simpatici. cartine sul tavolo. vino in bottiglie di plastica. pioggia.
il bucato inzuppato in terrazza.
vongole a 4 euro l'una. un ristorante adorabile, teche chic di legno con bottiglie ed etichette chic. fiori chic, clientela chic. tavolino di dimensioni ridotte. olive chic. un amico della direciòn in cravatta blu. sonrisas. aneddoti. cameriere tatuato. cibo che si scioglieva in bocca. conto chic. demasiado chic. anghesi.
ipocondria e qualcosa al fegato. maglietta di kermit. not having a bambino. smiles. lacrime. spoiling.
bingo, voucher. cartella verde. smorfia napoletana.
gli uomini nati il xx settembre. gita e pranzo. io non ci saró. ma lui mi ha chiamato.
amici qui e lì. genovese con le seppie. le organizzazioni di dati. qualcuno più distratto di me. gabacho e alemana. e la chubby girl? foto dell'anno scorso, quando la chubby era yo. vita
domenica 5 settembre 2010
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