Un giorno, navigando in google così a tempo perso, mi sono imbattuta in questa domanda su yahoo answers. Qualcuno ha copiato e incollato e uno dei miei post come risposta a una domanda. Si cita, riportando il link a questo blog, uno dei miei post più gettonati, quello che ha ricevuto più visite. Non ha ricevuto più visite degli altri post perché è più bello degli altri post, ma solo perché ci arrivano tutti i ragazzini che mettono in google "tema: mio nonno" cercando di scopiazzare.
Cionondimeno questo è uno dei post che ho scritto che mi piace di più perché davvero mi descrive, parla di me e dei miei ricordi più lontani, di una me che non c'è più, per quanto faccia strano dirlo o pensarlo.
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domenica 20 novembre 2011
Il mio vecchio profilo...
È che il profilo che avevo non mi descrive piú. Non mi sento rappresentata. Scogliera non è piú una bambina. Scogliera è una donna. Ha occhi grandi, sì, ed è sbadata sì, ma ha anche altro. Ha un casa e un lavoro. Ha un cuore per amare. Una famiglia lontana e amici sparsi in ogni dove. Anche se giorno dopo giorno la vita la cambia e la rende piú cinica, Scogliera cerca e trova sempre il nuovo, vede il buono negli altri e vive le ore i minuti i secondi i colori gli odori e l'amore che la vita le offre. Scogliera è quello che è oggi. Il passato è solo un ricordo. Un ricordo lontano.
martedì 30 novembre 2010
Vita da single (sottotitolo: Mentre gli studenti manifestano da Milano a Reggio Calabria e ancora più in là)
Con i tuoi entusiasmi lenti precisati da ricordi stagionali
e una bella addormentata che si sveglia a tutto quel che le regali
con il tuo collezionismo di parole complicate
la tua ultima canzone per l'estate.
Percepisci a volte, per caso, il tempo che passa quando, mentre scrivi qualcosa relativa alla tua vita, le parole che vai scrivendo ti ricordano frasi già sentite, accompagnate da un motivo che quasi non ricordi più. Parole e suoni sono l'eco di parole e musica ascoltate anni prima. Così, proprio perché il ricordo è evanescente, torni indietro, ad un tempo che non c'è più, quel tempo in cui De Gregori era per te un profeta, uno storico, un filosofo portatore di una verità quasi impalpabile. Quel tempo in cui tu eri alla ricerca delle tue verità e le cercavi con qualcuno nelle parole e nelle opere di un uomo che si rappresentava - con una modestia un po' forzata e c'è da chiedersi quanto sincera - come un uomo qualunque.
Ti accorgi, rileggendo le parole, riascoltando la canzone che il testo ti dice oggi cose diverse da quelle che ti diceva ieri. Ieri era una canzone nostalgica, che ti parlava di malinconia dei tempi andati, non ben delineati. Oggi è una canzone che ti parla della routine di una persona di successo in una società che insegue il futuro, che corre giorno dopo giorno, ora dopo ora, dietro se stessa, dietro il detto e il fatto, il non detto e il non fatto (ovvero le occasioni perdute) vero tarlo dell'uomo moderno, che corre alla ricerca del benessere, dell'autoaffermazione, di se stessa, dimentica degli altri, del nocciolo racchiuso nella polpa, nella pelle, circondato da capelli (quando ce li hanno), che ti parlano accanto ogni giorno.
Con il letto in cui tua moglie non ti ha mai saputo amare
E gli occhiali che fra un po' dovrai cambiare
Com'è che non riesci più a volare
Con le tue finestre aperte sulla strada e gli occhi chiusi sulla gente
Con la tua tranquillità, lucidità, soddisfazione permanente
La tua coda di ricambio, le tue vergini in affitto
E le rondini di guardia sotto al tuo tetto
Con il tuo francescanesimo a puntate e la tua dolce consistenza
Le tue onde regolate in una stanza
Col permesso di trasmettere e il divieto di parlare
E ogni giorno un altro giorno da scontare
Com'è che non riesci più a volare
Oggi la tua vita è diversa
non solo perché quel compagno di filosofia e musica è lì perso dietro la sua vita, in una città sul mare diversa da quella in cui vivi tu, e si sveglia la mattina in un letto diverso da quello in cui ti svegli tu. Non solo perché non hai più la cyclette e quel compagno non ti conta più i 45 minuti
Oggi sei diversa tu
Quelle canzoni, quegli abbracci, quegli screzi, sono dolci ricordi di quello che eri tu e di quello che era quella persona cara al tuo cuore
Oggi sei una donna che è stata single un numero discreto di anni, con il cuore ferito, alla ricerca di un ideale che non esiste, che non ha trovato e che in definitiva non cerca più.
Oggi sei una donna che sa che non c'è niente da capire. Che la vita è quello che ti dà.
Oggi guardi indietro con una certa serenità, oggi quasi credi nella vita, pur conscia della tua fragilità.
Oggi godi dei tuoi momenti in coppia, in giro a camminare per un parco. Oggi godi del momento in cui vorresti buttarti sul divano dopo esserti sfilata gli stivali e averli lasciati lì davanti in mezzo al soggiorno e invece ti alzi e vai posarli nella scarpiera, perché intorno c'è un occhio vigile che controlla.
Oggi godi di una birra con i colleghi di lavoro, di una cioccolata con una buona amica, di una passeggiata solitaria per i negozi alla ricerca di una maglietta per l'amico invisibile. Apprezzi la solitaria lettura di un best seller che ti ha regalato una delle tue migliori amiche. Godi dell'istante in cui fai qualcosa di gratuito per un altro conoscendone il prezzo, perché a dire la verità di cose gratuite per gli altri ne facevi a bizzeffe anche prima, o forse prima ne facevi anche di più, ma oggi sei più consapevole del valore che hanno e sai che se qualcuno le fa per te è una grande ricchezza. Oggi godi di una pancia grassa e morbida e bianca e di un testone rotondo che ballonzolano accanto a te.
Oggi sei tu, e non ti importa definirti. Non ti importa sapere chi sei.
Oggi sei tu e…
Può accadere di tutto,
puoi anche conquistare vari uomini bruni e misurarne l'aspetto,
ma il mio indirizzo è Via del sopracciglio destro
con rispetto parlando, e altre parti, altre parti di me.
e una bella addormentata che si sveglia a tutto quel che le regali
con il tuo collezionismo di parole complicate
la tua ultima canzone per l'estate.
Percepisci a volte, per caso, il tempo che passa quando, mentre scrivi qualcosa relativa alla tua vita, le parole che vai scrivendo ti ricordano frasi già sentite, accompagnate da un motivo che quasi non ricordi più. Parole e suoni sono l'eco di parole e musica ascoltate anni prima. Così, proprio perché il ricordo è evanescente, torni indietro, ad un tempo che non c'è più, quel tempo in cui De Gregori era per te un profeta, uno storico, un filosofo portatore di una verità quasi impalpabile. Quel tempo in cui tu eri alla ricerca delle tue verità e le cercavi con qualcuno nelle parole e nelle opere di un uomo che si rappresentava - con una modestia un po' forzata e c'è da chiedersi quanto sincera - come un uomo qualunque.
Ti accorgi, rileggendo le parole, riascoltando la canzone che il testo ti dice oggi cose diverse da quelle che ti diceva ieri. Ieri era una canzone nostalgica, che ti parlava di malinconia dei tempi andati, non ben delineati. Oggi è una canzone che ti parla della routine di una persona di successo in una società che insegue il futuro, che corre giorno dopo giorno, ora dopo ora, dietro se stessa, dietro il detto e il fatto, il non detto e il non fatto (ovvero le occasioni perdute) vero tarlo dell'uomo moderno, che corre alla ricerca del benessere, dell'autoaffermazione, di se stessa, dimentica degli altri, del nocciolo racchiuso nella polpa, nella pelle, circondato da capelli (quando ce li hanno), che ti parlano accanto ogni giorno.
Con il letto in cui tua moglie non ti ha mai saputo amare
E gli occhiali che fra un po' dovrai cambiare
Com'è che non riesci più a volare
Con le tue finestre aperte sulla strada e gli occhi chiusi sulla gente
Con la tua tranquillità, lucidità, soddisfazione permanente
La tua coda di ricambio, le tue vergini in affitto
E le rondini di guardia sotto al tuo tetto
Con il tuo francescanesimo a puntate e la tua dolce consistenza
Le tue onde regolate in una stanza
Col permesso di trasmettere e il divieto di parlare
E ogni giorno un altro giorno da scontare
Com'è che non riesci più a volare
Oggi la tua vita è diversa
non solo perché quel compagno di filosofia e musica è lì perso dietro la sua vita, in una città sul mare diversa da quella in cui vivi tu, e si sveglia la mattina in un letto diverso da quello in cui ti svegli tu. Non solo perché non hai più la cyclette e quel compagno non ti conta più i 45 minuti
Oggi sei diversa tu
Quelle canzoni, quegli abbracci, quegli screzi, sono dolci ricordi di quello che eri tu e di quello che era quella persona cara al tuo cuore
Oggi sei una donna che è stata single un numero discreto di anni, con il cuore ferito, alla ricerca di un ideale che non esiste, che non ha trovato e che in definitiva non cerca più.
Oggi sei una donna che sa che non c'è niente da capire. Che la vita è quello che ti dà.
Oggi guardi indietro con una certa serenità, oggi quasi credi nella vita, pur conscia della tua fragilità.
Oggi godi dei tuoi momenti in coppia, in giro a camminare per un parco. Oggi godi del momento in cui vorresti buttarti sul divano dopo esserti sfilata gli stivali e averli lasciati lì davanti in mezzo al soggiorno e invece ti alzi e vai posarli nella scarpiera, perché intorno c'è un occhio vigile che controlla.
Oggi godi di una birra con i colleghi di lavoro, di una cioccolata con una buona amica, di una passeggiata solitaria per i negozi alla ricerca di una maglietta per l'amico invisibile. Apprezzi la solitaria lettura di un best seller che ti ha regalato una delle tue migliori amiche. Godi dell'istante in cui fai qualcosa di gratuito per un altro conoscendone il prezzo, perché a dire la verità di cose gratuite per gli altri ne facevi a bizzeffe anche prima, o forse prima ne facevi anche di più, ma oggi sei più consapevole del valore che hanno e sai che se qualcuno le fa per te è una grande ricchezza. Oggi godi di una pancia grassa e morbida e bianca e di un testone rotondo che ballonzolano accanto a te.
Oggi sei tu, e non ti importa definirti. Non ti importa sapere chi sei.
Oggi sei tu e…
Può accadere di tutto,
puoi anche conquistare vari uomini bruni e misurarne l'aspetto,
ma il mio indirizzo è Via del sopracciglio destro
con rispetto parlando, e altre parti, altre parti di me.
lunedì 21 dicembre 2009
l'inverno sta iniziando e un anno se ne va, sto diventando vecchia, lo sai che non mi va
Come ogni anno nella migliore tradizione scoglierica ecco a voi un test senza il quale si puó sicuramente vivere :-)
1. Avuto qualche relazione quest'anno?
evviva, posso rispondere sì!
2. Hai già festeggiato il tuo compleanno?
Essì, mica il compleanno cambia :-P
3. Pianto?
Mhmm, ogni tanto
4. Fatto diete?
Sí. No non sto mentendo!!! Mi hai chiesto se le ho fatte non se sono riuscite!?!!!
5. Fatto le ore piccole?
Sì
6. Bevuto bevande particolari?
La sidra versata a un metro dal bicchiere :-)
Vodka polacca
Liquore al caffè gallego
7. Campeggiato?
sì :)
8. Comprato qualcosa?
regali, qualcosa per me e come sempre candele. Ah e le lucine di Natale che ho messo attorno alla finestra e che non toglieró mai pié :-P
9. Incontrato qualcuno/a di speciale?
Sì
10. Viaggiato all'estero?
La Spagna è estero? e l'Italia? Vabbè l'Irlanda conta, no?
11. A che stai pensando?
A come sono felice
12. Hai abbracciato qualcuno?
Sì
13. Hai dormito nel letto di qualcun altro?
Sì
14. Hai bevuto alcool?
Sì
15. Sei rimasto senza soldi?
Anche quest'anno sì
16. Hai avuto un incidente d'auto?
No, mi hanno rubato il portafogli, vale?
17. Sei rimasto con il cellulare senza soldi?
eh
18. Sei stato chiamato puttaniere o puttana?
No
19. Hai fatto qualcosa di cui ti sei pentito?
Non credo
20. L'ultima persona che hai abbracciato?
jeje, top secret :)
22. L'ultima persona che ti ha chiamato?
Sorema
23. Quando è stata l'ultima volta in cui ti sei sentito stupido?
quando neltentativo di nascondere dal "top secret" il regalo che gli ho comprato per natale, gliel'ho passato sotto il naso
24. Quale è l'ultima persona con cui hai ballato?
L'amico di Burgos. Il ballo migliore della mia vita.
25. L'ultima persona a cui hai gridato?
Mamma
26. Cosa stai facendo?
Scrivendo sul blog, dicendomi che devo andare a letto
1. Avuto qualche relazione quest'anno?
evviva, posso rispondere sì!
2. Hai già festeggiato il tuo compleanno?
Essì, mica il compleanno cambia :-P
3. Pianto?
Mhmm, ogni tanto
4. Fatto diete?
Sí. No non sto mentendo!!! Mi hai chiesto se le ho fatte non se sono riuscite!?!!!
5. Fatto le ore piccole?
Sì
6. Bevuto bevande particolari?
La sidra versata a un metro dal bicchiere :-)
Vodka polacca
Liquore al caffè gallego
7. Campeggiato?
sì :)
8. Comprato qualcosa?
regali, qualcosa per me e come sempre candele. Ah e le lucine di Natale che ho messo attorno alla finestra e che non toglieró mai pié :-P
9. Incontrato qualcuno/a di speciale?
Sì
10. Viaggiato all'estero?
La Spagna è estero? e l'Italia? Vabbè l'Irlanda conta, no?
11. A che stai pensando?
A come sono felice
12. Hai abbracciato qualcuno?
Sì
13. Hai dormito nel letto di qualcun altro?
Sì
14. Hai bevuto alcool?
Sì
15. Sei rimasto senza soldi?
Anche quest'anno sì
16. Hai avuto un incidente d'auto?
No, mi hanno rubato il portafogli, vale?
17. Sei rimasto con il cellulare senza soldi?
eh
18. Sei stato chiamato puttaniere o puttana?
No
19. Hai fatto qualcosa di cui ti sei pentito?
Non credo
20. L'ultima persona che hai abbracciato?
jeje, top secret :)
22. L'ultima persona che ti ha chiamato?
Sorema
23. Quando è stata l'ultima volta in cui ti sei sentito stupido?
quando neltentativo di nascondere dal "top secret" il regalo che gli ho comprato per natale, gliel'ho passato sotto il naso
24. Quale è l'ultima persona con cui hai ballato?
L'amico di Burgos. Il ballo migliore della mia vita.
25. L'ultima persona a cui hai gridato?
Mamma
26. Cosa stai facendo?
Scrivendo sul blog, dicendomi che devo andare a letto
martedì 28 luglio 2009
Il profilo con cui ho aperto questo blog nel luglio 2007
Da quando ero bambina la gente si ferma a guardare i miei grandi occhi neri. Nelle fotografie in bianco e nero che mi faceva lo zio acquisito, quegli occhi non mi sembrano così grandi, ma in essi risplende una luce insolita. Quando mi guardo allo specchio oggi, attorno ai miei occhi vedo minuscole rughe quasi impercettebili. "Il ragazzo" il giorno di Pasqua, mentre eravamo sull'orlo di una scogliera a picco sull'oceano atlantico, mi ha detto: "You have a beautiful glance". Così dicendo scattava foto ai miei occhi soltanto. Quando guardo quelle foto, inorridisco. I miei occhi di un colore nocciola chiaro con pagliuzze verdi cangianti sono circondati da una pelle oltremodo porosa, punteggiata di rosso e su cui spuntano, quasi timidi, improvvidi peletti ispidi attorno a sopracciglia mal depilate. È il ritratto di me. Grande bellezza e talenti non comuni in mani incapaci all'organizzazione e alla gestione, ribelli alla normalità. Tutto questo in uno sguardo, lo stesso da trentun'anni.
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