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lunedì 25 maggio 2009

una birretta

perchè i trentenni italiani dicono "andiamoci a prendere una birretta", e non "andiamoci a prendere una birra"? Forse solo i modenesi dicono "una birra" perchè hanno piú carattere e perchè per loro birra e vino sono birra e vino. Te lo immagini un modenese dire "un vinello"?

Perché ho detto solo cose sbagliate sapendo che lo erano?
Perchè ho questo desiderio di possesso? O almeno perchè l'ho avuto in quel momento?

Un coacervo di pensieri, con sottofondo di musica africana.

mercoledì 22 ottobre 2008

quando uno è un po' stressato

si rende conto di quanto è infida la gente. E cacacazzo.
Nella vita io adotto la politica "vivi e lascia vivere", non perché me ne fotto, ma perché credo che è giusto che ciascuno sia se stesso, viva a suo modo, pensi a suo modo e dica quel che gli pare.
Normalmente quando la gente viola con la parola la mia libertà lascio correre. Intendo dire se parlano per giudicare quello che dico. Ma se sono stressata, mi girano i coglioni. Siccome ho poca energia, oggi non ho reagito, perché risparmio l'energia per cose più importanti, ma quello che mi chiedo è perché ci sono persone che hanno dentro tutto questo bisogno di sopraffazione, di auto affermazione. Alla fine altro non è che aggressività il voler giudicare gli altri e volerli piegare al proprio modo di vedere o al proprio giudizio.
Insomma sono un po' stufa.
Da domani rispondo.
Con calma e sangue freddo.

giovedì 11 settembre 2008

lo zibaldino* di Scogliera

ovvero pensieri sparsi.

è giovedì, apparentemente un giovedì qualunque se non fosse che è el dia de Catalunya.
Voci dicono che un ragazzino si sia arrampicato su una gru davanti alla cattedrale e che abbia infilzato una bandiera di Catalunya. E che poi non sia più sceso. E che non si faccua acchiappare dai pompieri (che in realtà vogliono solo aiutarlo). A quest'ora l'avranno preso, si spera.
Però io penso che queste cose siano frutto dell'atmosfera e dalla maniera in cui la "catalanità" viene inculcata alla gente qui.

Ho deciso che l'unico modo per disfarsi di questa febbre che mi ha già rovinato un weekend è prenderla di petto e fare lo stesso le cose che voglio fare ignorando i decimi, il raffreddore, il mal di gola e la debolezza. Ieri sera sono uscita e oggi sono andata a mare. E forse la mia salute non è migliorata, ma sono molto più felice. Stavo morendo tra le 4 mura.

A volte non me ne accorgo. Ma devo avere una personalità forte. Vedo l'influenza dei miei gusti e del mio modo di pensare sulla gente.

Internet e la privacy.
-Ho scoperto per puro caso che digitando nomi e cognomi delle persone in google esce fuori una pagina di facebook in cui si vede la foto della persona e le foto dei suoi contatti. What the fuck?!?!?
-La gente chiude i blog o li privatizza perché improvvisamente la sua pagina viene letta da gente nota. E' una cosa a cui ho pensato molte volte e che a volte mi ha fatto evitare di scrivere cose che avrei scritto. Il che è abbastanza triste se si pensa che io ho aperto il blog proprio per scrivere di cose che non volevo dire a chi avevo intorno.

La mia migliore amica viene a trovarmi.

Non voglio affrontare la giornata lavorativa di domani. Cosa che non mi capitava da anni. Sì, erano anni che il lavoro non mi stressava. Non che mi stressi in generale. Solo mi stressa la situazione particolare di domani. Vabbè, pacienza.
Sarà presto fine settimana.

Stasera ho mangiato di nuovo la bomba. Una delle cose più buone del mondo.


* Lo zibaldino.

venerdì 29 agosto 2008

Cose2

Cose apparantemente facili: andare al bancomat, inserire il bancomat nell'apposita fessura, digitare codice e somma desiderata, e ritirarla.
Che si trasformano in difficili:
il puto bancomat si trattiene la scheda!!!


aaaargh!!!

giovedì 7 agosto 2008

a volte sì

a volte sì, divento gelosa.
Per qualcosa di piccolo, infinitesimale, di cui la gente nemmeno si accorge.
Mi ingelosisco. E mi entra un sottile senso di disagio.
Le persone avranno anche il diritto di vivere la loro vita, di andare a Parigi o dove gli pare con chi gli pare. Non è che debbano nocessariamente dirmi dove vanno, con chi vanno. O dirmi che hanno voglia di vedermi ossessivamente...

Già.

sabato 8 marzo 2008

Elucubrazioni

Quando scoppio a piangere così come ora ascoltando Culodritto solo perché penso a come doveva essere dolce Peppe quando mi diceva che questa era la sua canzone preferita. A come doveva essere sensibile pensando al padre e alla bambina. Rispecchiandosi forse in quel padre. Pensando che sua figlia non sarà con me. A come lo volevo, quando calpestavamo ventenni quei sanpietrini, rintanandoci nella Ricordi a cercare di scoprire se Guccini dicesse "in questa pista di voglie sorte" o "in questa pista di voglia e sorte" come se fosse un grande problema dell'umanità.

Quando non riesco a trattenere le lacrime perché il mio collega che era seduto a cena di fronte a me ieri, camminava giusto davanti a me, nello stesso identico modo in cui cammina Peppe. Con le gambe staccate, i piedi un po' all'indentro un po' all'infuori, con la testa bassa, guardandosi le punte e puntando con il piede destro ogni tanto qualcosa sul pavimento... e la mano sinistra in tasca, solo con la punta delle dita in tasca... [incredibile come due persone che non si sono mai viste, nate e cresciute in paesi diversi possano essere fisicamente identici se guardati con vista posteriore. Se mi avessero messo questo ragazzo davanti senza dirmi chi fosse avrei pensato che era Peppe]

... il lento scorrere senza uno scopo di questa cosa che chiami vita...

E intanto nella mia mente immagini. Mentre il web si interroga sui sette segreti di ciascuno e io mi chiedo quali siano i miei segreti.
Ce n'è uno... sì non ci sono molte cose di me che non sa nessuno. C'è una che sa solo lui. E mi rimproverò perché non faccio attenzione quando attraverso la strada.

Ed eskimo che mi pareva una canzone da adulti ora potrei cantarla io. Sono io quella che alle cose ci arriva per contrarietà.

Quando penso a tutto questo...
...mi manca. Mi manca passeggiare sui quei sanpietrini. Mi manca parlare di cose assurde e di nessun interesse per il mondo intero eccetto noi due. Mi manca quel piccolo cinema a modena dove vedemmo quel film con Adam Sandler mezzo pazzo. Mi manca la spiaggia di Viserbella dove oggi con stivaloni di plastica la gente si riverserà a cercare cannolicchi e altri frutti di mare nella sabbia... come ogni sabato di marzo. E osservare i particolari con lui. E il cane con l'enorme pesce in bocca. E la pizza con gli asparagi, tutta croccante, che mi faceva schifo, ma era diventata la nootra pizza, la migliore che avessimo trovato il quella romagna umida e invernale, dove l'odore del mare è diverso e dove non ci sono le rocce della costiera amalfitana.

...E io come sempre faccio quel che posso...

E più di tanto non si può fare. Più che invitarlo qui. Si potrebbe prendere un aereo. Barcellona Forlì. Cercare un bus o qualcosa. Arrivare alla stazione... e telefonargli. E dire sono qui.
Verrebbe? non verrebbe? è fine settimana. Sarà con lei. Gli scombussolerei la vita e mi odierebbe per sempre.

Intanto ho fame... perché io ho sempre fame. Me lo rinfacciava sempre... che avevo la pancia perché mangiavo troppo. "oh ma magni sempre"...
Se fossi stata più forte.
Se avessi saputo esprimere a parole tutto quello che avevo dentro.
Se queste lacrime smettessero di piovere sul mio viso.
Se youtube ricominciasse a suonare...

La vedi nel cielo quell'alta pressione la senti una strana stagione...

...lo sai che non siamo più niente...

...e mi è venuta in mente quella canzone che imparai a un camposcuola di azione cattolica... la cantava un allampanato ventenne con pochi capelli e un sorriso pieno e occhi del colore dei miei. Mi dava gioia di vivere. Ora fa il giornalista a Roma. Si è anche sposato. Non con la stessa donna che amava allora. Lei lo lasciò dopo otto anni.
Come io ho fatto con Peppe.
Lei non lo so che fa...
E io sognavo bretelle gialle...
è che noi donne siamo più complicate...
...e bla bla fratelli...

Forse non lo sai ma pure questo è amore
Forse non lo sai ma pure questo è amore
Forse non lo sai ma pure questo è amore
Forse non lo sai ma pure questo è amore

La scrittura ha un potere catartico, questo si sà... Per te bisogna sempre scrivere e lottare
Questa à una delle mie preferite. Il caos della vita.
...un nido di rose ai piedi dell'arcobaleno...

E tutto il resto "me da igual"...

E da quel punto in poi sentimmo sotto di noi svolgersi il sentimento largo e intento ad una tutta sua meditazione noncurante che sopra la sua pelle si ballasse, le foglie coi barattoli le casse...

lunedì 4 febbraio 2008

pippe

Tutti ci facciamo pajas mentales, soprattuto se siamo in periodo di sindrome premestruale del cazzo.
Ma io di più.
M'è venuta l'ansia, l'angoscia delle scelte sbagliate, le domande interminabili sul futuro, il rancore verso il mondo capitalista, verso l'america che mette brevetti sugli alberi indiani, verso Marini, prodi, berlusconi e via discorrendo, verso Carla Bruni che sposa il presidente francese, verso i saldi che impazzano, verso Moviestar che cerca di farmi passara da Vodafone a movistar appunto, sguinzagliando telesellers che mi telefonano alle nove di sabato mattina... e mi vogliono regalare un cellulare, e la tariffa è molto più conveniente di quella di vodafone, ma io li mando affanculo: perché odio le compagnie telefoniche. E il capitalismo. E la smania di essere qualcuno, di guadagnare di più, di andare nei ristoranti più fighi, di avere i figli più guapos, e così via...

E i problemi scemi tipo: mi iscrivo in palesta oppure no?
Vado a cena fuori oppure no?
E mi manca mia madre. è stato il suo compleanno e io non c'ero.

E vabbè... passerà anche stavolta... speriamo almeno arrivino presto e se ne vadano a cagare.
Sta "regla" di merda.

domenica 23 dicembre 2007

Leggo i blog che non leggo da tempo. C'è chi deve decidere del proprio futuro, chi finalmente vive un futuro che ho aspettato a lungo, chi studia per raggiungere un futuro che quando sarà realtà probabilmente odierà, chi ama, chi soffre per un amore finito, chi va in televisione per 4 secondi e così via.

Io ho smesso di pensare, di chiedermi, di domandare, di parlarne.
Io faccio e vivo quello che la vita mi dà. Ogni tanto mi balena il lampo con la sua domanda. ma se fossi andata in Guatemala? Ma se non avessi mandato quel CV a Barcellona?

Intanto però vivo.

Vado a lavoro tutti i giorni, pensando che ci sarebbero molti modi migliori per passare quelle nove ore. Come ad esempio imparare a fare candele.

La mia ricerca di un corso di "candelazione" continua, con risultati più o meno deludenti. E' che per consultare i siti dei benedetti centri civici dovrei capire bene il catalano dei miei stivali.

Cmq sono fiduciosa.

Il mio oroscopo del 2008 è assolutamente fantastico. Dice che mi innamorerò, che realizzerò un mio grande sogno grazie a un'amicizia che si stringerà ulteriormente e che questo sogno è probabilmente un viaggio.

Dopo tempo immemorabile ho un corteggiatore. Non realmente interessato a me come persona ma "caldo" in qualche modo. non so bene dove vuole andare a parare, ma sono curiosa di vedere come si muoverà, è un tipo furbo... e stranamente non ho paura di farmi male. Sarà che so di non essere coinvolta emotivamente.

Al momento c'è una sola persona che mi coinvolge emotivamente ed è, come già immaginerete, l'uomo col cellulare (nemmeno il ragazzo mi coinvolge più, anche se mi piace ricordarlo, lui y todos los de goluei)

Questa è un'altra cosa che non è che mi piaccia troppo. Mi sono rassegnata alla vita così com'è. Con i suoi obblighi, la sua routine, la gente inaffidabile e sto diventando più egoista giorno dopo giorno.

Sono fantasticamente contenta di avere la mia famiglia e i mie ottimi amici. E già questo è un grande dono.

E pare che la mia lotta contro il passato si stia estinguendo...

Hasta pronto chicos y chicas...

domenica 11 novembre 2007

Lettere non scritte

È che a volte ci sentiamo così... spaventati, trascinati dalle onde, a seconda di come cambia la corrente, un po' a destra e un po' a sinistra, e i nostri muscoli non sono forti abbastanza per tenerci saldi con i piedi sulla sabbia, e a poco a poco lasciamo che l'acqua ci trascini. Così mi sento.

La gente ha sempre o quasi ben chiaro quello che vuole.
Io pare di no.
L'uomo col cellulare nuovo vuole una donna con cui dividere la vita, che gli dia sicurezza e che non lo lasci dopo anni e anni insieme come ho fatto io. D'altro canto dice che se io potessi dargli la sicurezza di non lasciarlo lui starebbe con me...
Intanto io ho perso ciò a cui tenevo per incapacità. Alla fine è questo quello che penso. È così che mi sento. E ora potrei esserci io lì, con lui, a farmi abbracciare e desiderare, ad ascoltare delle sue performance fantastiche a championship manager... a sfotterlo perché vedeva il wrestling mentre io volevo vedere una mamma per amica. Era quella la mia vita e io ho dato un calcio in culo a tutto, me compresa.

E sto qui a 2 anni dalla separazione, con due anni di vita in più, con nuovi amici di tutte le lingue... ma sola... disperatamente sola a cercare la mia strada. E anziché stare ferma mi agito, alla ricerca di qualcosa che poi probabilmente non esiste.

E la verità è che gli ho fatto un sacco di male... anche se gli volevo bene.

domenica 4 novembre 2007

Di una canzone, di una giornata di sole e di altri dei

Oggi grazie a Viaje Otoñal ho scoperto una canzone bellissima con annesso video. A dispetto del nome l'autore non è un purpo.

Vi sottopongo solo il ritornello:

No son mujeres ausentes,
no son cuchillos en los dientes,
no son martes de carnaval de Brasil,
no son canciones urgentes,
no son asuntos pendientes,
no son martes de carnaval de Brasil.

Il ritmo di questa canzone si adatta perfettamente a questa splendida giornata autunnale, con l'aria tersa e pungente e questo sole discreto e caliente.
Ho ricevuto un aspettato invito a pranzo e mi sento leggera, non dovendo cucinare né altro :-)

Le fatture mi perseguitano e dovrei farle. E saranno le ultime... forse le ultime della mia vita di sicuro le ultime di quest'anno.

Mi sento bene... "friccicarella".
Le cose da dire implodono dentro di me anziché manifestarsi all'esterno. Non so bene perché ma ho un buon feeling a proposito di questo mio nuovo viaggio, se possiamo chiamarlo così.
Sento forte che c'è gente che mi ama e me lo dimostra. Mi sento forte. Beh meglio che io non lo dica troppo ad alta voce.

Se ci riesco prima di partire vi posto un po' di foto della città più bella del mondo.

Chicos, que lo paseis muy bien vuestra vida.

lunedì 22 ottobre 2007

Quando...

...quando uno deve vivere male xché le persone attorno a lui hanno inconsapevolemente o consapevolmente deciso così...

...quando uno si tappa la bocca per mesi, e poi un pomeriggio esplode...

Quando?
Oggi.

sabato 29 settembre 2007

Tic-Tic-tic-tic, tic, tic, tic-tic-tic, tic, tac.

Sto qui al computer esausta muta con il rumore di sottofondo del PC che mi stanca, mi estenua, mi succhia le forze. Sto qui nella mia stanza e vorrei una stanza diversa vuota bianca, come quella che avevo nell'isola incantata, con un grande guardaroba e un finestrone che affaccia sulla strada che porta al ponte sul fiume. Sto qui. Guardo fuori dalla finestra "e vedo quel muro solito che tu sai". L'ultimo sole riflette il suo raggio arancione sul bianco del muro del palazzo di fronte. Persiane azzurro pallido, che una volta era stato intenso, guardano chiuse nella mia stanza.
Mia sorella giace distesa sul divano dello studio, sua novella camera da letto, e mia madre giace sul divano letto della sua camera, tra le mani un libro che cattura totalmente la sua attenzione. E io qui, tic-tic-tic-tic, veloce veloce, e poi piano, tic, tic, tic, tac. E i pensieri. La voce di A. a telefono, dopo tanto tempo, lei che mi racconta della sua storia finita, di come sta, di come le faccia male vederlo, io che parlo di P. che ha un'altra donna, delle domande che mi faccio, delle idee sul mio futuro. Lei che dice "A [nomedellacittàdiScogliera] non ti vedo proprio, [nomedellacittàdiScogliera] non è il posto per te". Il posto fa davvero differenza? È la gente che fa la differenza. E qui la gente è quella per me? Gente che vive per trovare un lavoro fisso e quando lo trova vive per sposarsi e quando si sposa vive per avere un figlio. E quando ha fatto tutti i figli che voleva, vive la vita sempre uguale giorno dopo giorno (tic-tic-tic-tic) sobbarcandosi mutui, parenti anziani, seccature varie, scuole dei figli, esami dei figli, problemi dei figli, fidanzati dei figli, e delle figlie soprattutto (tic-tic-tic-tic), la vacanza in Calabria ogni due anni, la sagra delle lagane e ceci l'evento mondano dell'anno, aspettando il giorno della pensione. E dopo vita uguale su vita uguale, arriva l'agognato momento della pensione. E cominciano a lamentarsi perché si annoiano. Vanno a giocare a carte al bar oppure imparano tutto su Vivere, Centovetrine, conoscono tutti gli ospiti che sono stati a Forum e provano le ricette di Antonella Clerici. Se sono vivaci si iscrivono a un corso di pittura o cominciano a costruire modellini di qualsiasi cosa, adottano la figlia bambina della signora sotto in attesa dei propri nipotini e rimproverano i figli se non si sposano, non fanno i figli immediatamente, e così via. E la vita passa. Però hanno avuto un compagno o una compagna tutta la vita, ne hanno detestato la voce o l'odore per anni. Lo hanno accusato di spendere troppi soldi per le schedine, il computer o qualsiasi altra cosa. Hanno i capelli biondi anche a 70 anni e non uscirebbero mai senza il rossetto.
Vedrò gente così il prossimo sabato. Una delle mie vecchie amiche si sposa. A 35 anni. Con un ragazzo che non crede nel matrimonio e che non voleva sposarsi. Ma per venire incontro alle esigenze pratiche, psicologiche e culturali della sua ragazza ha ceduto e si sposa. A questo matrimonio nella Culonia occidentale sofisticata e chic vedrò la mia compagna di banco del liceo con marito antipatico al seguito. E mi sentirò dire, come già ad aprile, che nella vita ciò che conta sono le radici. Che io cosa ci sono andata a fare in Irlanda. Probabilmente dirà anche che ciò che conta sono i figli e un compagno. Poco importa che non sia quello giusto, che stargli vicino giorno dopo giorno sia una via crucis?
Sempre ho pensato fosse una questione di coraggio. Di savoir fair. Di mentalità. Di coraggio.
Ora non so. Se la gente conosce i propri limiti e le proprie possibilità non è poi così male. Può calibrare la propria vita. E lamentarsi. E mostrare alle amiche ignave i lividi che il marito ha lasciato loro addosso. Sono scelte.

E io l'ho lasciato per molto meno.
Ero infelice con lui.
E lo ero per molto meno.
Cose da dire, ma non trovo le parole adatte (tic, tic, tic).

Voci dallo studio.

E mi ricordo di quando in quel vicolo a 20 anni cantavamo "X mi hai fatto perdere la testa". Ridendo. Ma, come dice Guccini, a vent'anni è tutto chi lo sa... a vent'anni si è stupidi davvero, quante idee si ha in testa a quell'età.
Ma Guccini ancora non sapevo chi fosse.

Certi giorni...

Ci sono giorni in cui ti svegli e hai un mucchio di energia, ma dentro hai un tarlo... che rosicchia il tuo cervello più o meno ogni mezz'ora.

Tu stai bello e buono al supermercato a comprare il pane, e ti sembra tutto vada bene, esci, cammini fino a casa, parli con tua sorella, e cose ti vengono alla mente. Accendi il PC, e cose ti vengono alla mente. Cominci a scrivere, con quelle cose nella mente.

Allora spegni il PC ed esci di nuovo.

Sperando che il tarlo se ne vada in silenzio.

domenica 22 luglio 2007

ancora qui

Ancora qui, è una malattia?

Beh è che fa così caldo che non viene proprio voglia di uscire.

E ho la mente piena di pensieri. Scrivere mi aiuta a scovarli nelle pieghe della mia mente.
Poi c'è che ho dentro pensieri ed emozioni che non tiro fuori, non solo perché non mi sembra che ci sia davvero nessuno interessato o che comunque possa davvero capire cosa mi succede, ma anche perché in fin dei conti mi sembra un po' inutile. Sono cose che devo chiarire con me stessa. E il blog è un po' questo: parlare di me stessa a me stessa.

Sull'orlo della scogliera, parlare al mare del vento che soffia.

Poi c'è che sento che dovrei volere qualcosa nella vita. E invece? Se voglio qualcosa dopo un giorno o due mi sembra di volere qualcosa di veramente effimero. Ma se provo a impegnarmi per qualcosa di meno caduco, mi spavento. E mi sembra troppo impegnativo.

Penso all'uomo col cellulare, con cui in questi giorni mi sono sentita bene, a mio agio, nonostante le difficoltà iniziali del primo incontro. Ieri è stato bello stare con lui e con degli amici miei, e sentire che stavamo entrambi bene. Come se fosse la prima volta. E forse lo era.

Le cose cambiano, inevitabilmente.

È che uno dovrebbe impegnarsi a prescindere. Qualcosa è interessante al 50%? Ma non c'è niente che ti interessi al 60% o al 70% o di più? Beh fai ciò che ti interessa per metà. Ma no, io non sono così. Ho sempre bisogno di 150 ragioni per fare le cose.

Beh sono stanca anche di scrivere. Un po' stanca di me stessa, a volte.